Speciale Il delitto di Garlasco
nel giorno della nuova chiusura delle indagini

Garlasco, dal Dna alle impronte: tutti gli elementi dell’inchiesta bis che mettono nei guai Andrea Sempio

Dopo il primo atto di maggio e le obiezioni della difesa, la Procura di Pavia depositerà le consulenze su tracce genetiche, scarpe, misure corporee e personalità dell’indagato. Ecco come si è arrivati a questa giornata e quali scenari si aprono per Alberto Stasi

28 Set 2026 - 08:52
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garlasco combo © Tgcom24

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Che cosa ha portato la Procura di Pavia a indagare di nuovo su Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi? Il 38enne, amico del fratello della vittima, era già stato al centro di indagini archiviate nel 2017 e nel 2020. Nel 2025 il caso è stato riaperto. Il 7 maggio 2026 i pm gli hanno notificato un primo avviso di conclusione delle indagini, contestandogli l’omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti. Dopo le consulenze presentate dalla difesa, la Procura ha disposto nuovi accertamenti. I risultati sono attesi con un secondo avviso di chiusura delle indagini, previsto per oggi, lunedì 28 settembre. 

La notifica non equivale a una richiesta di rinvio a giudizio. Sempio respinge l’accusa e resta innocente fino a un’eventuale condanna definitiva, ma il deposito delle nuove consulenze potrebbe segnare una tappa decisiva nella rilettura del delitto di Garlasco, una vicenda che continua a tenere l’Italia con il fiato sospeso.

Garlasco, le nuove accuse ad Andrea Sempio

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Il Dna sulle unghie di Chiara

  Il punto di partenza dell’inchiesta bis è stato il materiale genetico rilevato sulle unghie di Chiara Poggi. Secondo gli accertamenti esaminati dalla Procura, uno dei profili maschili è compatibile con la linea paterna di Andrea Sempio. Non significa, però, che la traccia identifichi il 38enne: un profilo del cromosoma Y può essere condiviso da più uomini della stessa linea familiare. 

La perizia svolta nell’incidente probatorio ha descritto una traccia mista e parziale. Non ha potuto stabilire quando il materiale genetico sia arrivato sulle unghie, in che modo vi si sia depositato o se sia legato all’aggressione. Il reperto biologico originario è stato consumato nelle precedenti analisi: oggi gli esperti possono riesaminare i tracciati delle analisi, ma non effettuare un nuovo prelievo. Per approfondire questo punto, i pm hanno affidato un’ulteriore consulenza al genetista Carlo Previderè.

L’impronta sulla scala della cantina

 C’è poi l’impronta 33, rilevata sulla parete della scala che conduce alla cantina, dove fu trovato il corpo di Chiara. La Procura ritiene che la traccia palmare sia riconducibile a Sempio e la considera un possibile collegamento con la scena del delitto. La difesa contesta sia l’attribuzione sia l’interpretazione dell’impronta. Il punto da chiarire è anche quando sia stata lasciata: Sempio conosceva la famiglia Poggi ed era stato nella villetta prima dell’omicidio.

Garlasco, la ricostruzione del luogo del delitto

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Le impronte delle scarpe e le misure di Sempio

 I nuovi accertamenti riguardano anche le impronte insanguinate attribuite alla scarpa dell’assassino, una Frau numero 42 con la suola a "pallini". Gli esperti incaricati dalla Procura stanno riesaminando quelle tracce e la loro possibile compatibilità con Sempio. È una risposta alle consulenze difensive: secondo i legali dell’indagato, le misurazioni antropometriche escluderebbero che sia stato lui a lasciare quelle impronte. Il contenuto delle integrazioni attese dirà quali conclusioni hanno raggiunto gli esperti dei pm.
 

Le telefonate, gli spostamenti e lo scontrino

  La Procura ha ricostruito anche ciò che accadde prima e dopo il 13 agosto 2007. Tra gli elementi esaminati ci sono le telefonate fatte da Sempio a casa Poggi nei giorni precedenti all’omicidio e le spiegazioni fornite successivamente dall’indagato. Gli investigatori hanno inoltre rivalutato lo scontrino di Vigevano presentato a sostegno dei suoi spostamenti quella mattina: secondo l’ipotesi accusatoria, non dimostrerebbe che fosse stato Sempio a effettuare l’acquisto, né gli fornirebbe un alibi per tutta la fascia oraria di interesse. Nel fascicolo figurano anche le sue visite alla villetta dopo il delitto. Sono circostanze che i pm leggono insieme alle tracce scientifiche; nessuna, presa da sola, dimostra che Sempio fosse nella casa durante l’aggressione. 

I soliloqui registrati in auto

  Nell’inchiesta sono entrate anche le registrazioni di Sempio mentre parlava da solo in auto. I pm hanno esaminato i suoi riferimenti a Chiara, a un possibile incontro e a presunti video intimi, mettendoli in relazione con l’ipotesi del movente. Nell’avviso di maggio la Procura ha contestato i motivi abietti, sostenendo che l’omicidio sarebbe seguito al rifiuto di un approccio sessuale, oltre alla crudeltà legata al numero e all’entità dei colpi inferti alla vittima. 

La difesa nega che quelle registrazioni contengano una confessione e sostiene che alcuni dettagli menzionati da Sempio fossero già circolati pubblicamente. Anche il significato dei soliloqui, dunque, è oggetto di contestazione. Gli investigatori hanno acquisito inoltre ricerche online, scritti, diari e post dell’indagato, per esaminarli nel quadro complessivo dell’inchiesta.
 

La consulenza sulla personalità

  L’ultimo approfondimento affidato dalla Procura è una consulenza psichiatrica del professor Roberto Catanesi. Deve valutare le condizioni di Sempio all’epoca del delitto, l’eventuale presenza di disturbi rilevanti per la sua capacità di intendere e di volere e la possibile pericolosità sociale. L’indagato ha scelto di non sottoporsi ai colloqui richiesti dall’esperto, che baserà quindi il lavoro sui materiali raccolti nel fascicolo. La consulenza riguarda l’imputabilità e la valutazione della persona: da sola non può stabilire chi abbia ucciso Chiara Poggi.

Che cosa succede dopo l’avviso

  Se il nuovo avviso sarà notificato in data 28 settembre, i difensori di Sempio potranno conoscere le consulenze e avranno venti giorni per depositare memorie, presentare ulteriori accertamenti o chiedere che l’indagato sia interrogato. Solo dopo questa fase la Procura deciderà se chiedere il rinvio a giudizio oppure l’archiviazione. Le nuove relazioni permetteranno soprattutto di capire come i pm hanno risposto alle obiezioni tecniche sollevate dalla difesa a maggio.

Gli scenari per Alberto Stasi

 Per l’omicidio di Chiara Poggi, l’allora fidanzato Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva a 16 anni che sta scontando nel carcere di Bollate. L’indagine su Sempio non modifica automaticamente quella sentenza, neppure se i pm dovessero chiedere un processo. La procuratrice generale di Milano sta esaminando gli atti trasmessi da Pavia per valutare un’eventuale richiesta di revisione; anche i difensori di Stasi possono presentarla autonomamente. Sarà una procedura distinta, nella quale si dovrà stabilire se i nuovi elementi siano tali da incidere sulla condanna passata in giudicato. 

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