Garlasco, il giudice che assolse Stasi: "Per me era un caso emblematico di ragionevole dubbio"
Stefano Vitelli parla con l'inviato di "Quarto Grado"
© Da video
Nel corso della puntata di venerdì 13 marzo di "Quarto Grado", Stefano Vitelli, il giudice che assolse Alberto Stasi nel processo per il delitto di Garlasco, è tornato a parlare del caso, offrendo una lettura tecnica della dinamica temporale dell’omicidio.
"La mia opinione professionale è che il delitto sia avvenuto nella prima parte della mattinata. Mi stupirei se, in seguito, venisse sostenuto che sia accaduto dopo le undici", afferma, ribadendo la convinzione maturata all’epoca della sentenza.
Vitelli approfitta dell’intervista per riflettere anche sul clima che spesso circonda casi di grande risonanza mediatica. Secondo lui, l’esposizione può alterare la percezione dell’opinione pubblica e influenzare il dibattito. "In situazioni come questa – osserva – si crea una narrazione per cui l’imputato non è più innocente fino a prova contraria, ma diventa colpevole fino a prova contraria". Un meccanismo che, a suo avviso, impone prudenza e distacco.
Il magistrato torna poi sulla decisione che lo portò all’assoluzione, spiegando come il processo fosse caratterizzato da elementi complessi e non univoci. "Per me era un caso emblematico di ragionevole dubbio", chiarisce. "La mia valutazione fu il risultato di un’analisi sia tecnica sia umana, necessaria di fronte a un quadro probatorio così articolato".
