Speciale Il delitto di Garlasco
In esclusiva a "Quarto Grado"

Garlasco, l'ex pm Mario Venditti: "Quello che ho subito in questi mesi è inenarrabile"

A "Quarto Grado" l'ex procuratore dopo l'archiviazione dell'accusa di corruzione: "Andrea Sempio innocente? C’è un responsabile, Stasi, condannato con sentenza passata in giudicato

19 Set 2026 - 08:02
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Ospite in studio a "Quarto Grado" l'ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, parla dell'archiviazione disposta dal gip di Brescia per mancanza di prove sull'ipotesi di corruzione legata alla famiglia Sempio nel caso del delitto di Garlasco. "Quello che ho subito in questi mesi è inenarrabile, me ne hanno dette di tutti i colori", dichiara.

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"Ringrazio ancora gli ex colleghi di Brescia - aggiunge sempre in merito all'archiviazione - per aver letto e valutato le carte nella loro esatta misura. Ma le cose non sono andate così fin dall'inizio. Anzi, all'inizio le indagini sono partite con grande leggerezza e con grande approssimazione. Quello che io contesto ai miei ex colleghi di Pavia, ad esempio, è che trovano il famoso appunto, per me è uno scarabocchio. Tu trovi questo documento a casa di una certa persona. La prima cosa che devi fare, senza mandare gli atti a Brescia, la prima cosa che devi fare: hai lì la persona, gli vuoi chiedere anche informalmente, sentirlo anche come testimone, perché in quel momento non è indagato, è un testimone. Fatti spiegare che significa questo documento, che peraltro è equivoco perché ha mille spiegazioni. Fatti spiegare, fatti dare l'interpretazione autentica. ‘Hai scritto tu questo documento? E che cosa vuoi dire? Che cosa significa?’".

E continua: "Il problema di tutta questa vicenda è che si leggono e si ascoltano le cose come si vogliono ascoltare. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Io ho detto una cosa molto precisa. Ho detto che io sono stato autore di due richieste di archiviazione, tutte e due accolte dal gip di Pavia. La prima riguardava la denuncia della madre di Stasi sulle indagini svolte da quell'agenzia investigativa privata, quell'indagine nella quale io e la mia collega Giulia Pezzino abbiamo redatto la richiesta di archiviazione, accolta dal gip Lambertucci. E questo avveniva nel marzo del 2017. Dopo due mesi, a maggio, arrivano i carabinieri di Milano, con una loro nota, con una loro relazione, in cui mi chiedono di riaprire le indagini su quegli stessi elementi che erano stati oggetto della prima richiesta di archiviazione e che io e la collega Pezzino avevamo rigettato. Io dico su questa seconda richiesta di riapertura delle indagini: me ne sono già occupato. Ho richiamato la richiesta di archiviazione che avevo fatto un mese, due mesi prima. Ho ribadito la richiesta di archiviazione per la seconda volta e il gip di Pavia, un altro gip, Villani, non Lambertucci, ha accolto la cosa. Questa qui che ho deciso, diciamo, in 21 secondi è solo perché avevo già studiato le carte e già sapevo di che cosa si trattasse".

Sul fatto se crede ancora nell’innocenza di Andrea Sempio, Venditti dice: "Non mi faccia rispondere a questa domanda. Ho risposto soltanto che c'è un responsabile, che è Stasi, condannato con sentenza passata in giudicato. Stasi è colpevole in base alla sentenza della Cassazione. Se la sentenza della Cassazione viene revisionata, allora si può parlare eventualmente della responsabilità di Sempio. Altrimenti, allo stato, Stasi rimane l’unico colpevole".

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