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"Siamo certi si tratti di contaminazione". Con queste parole, la genetista Marina Baldi, consulente di Andrea Sempio, interviene in diretta a "Morning News" per commentare gli sviluppi della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.
La professionista ribadisce che la presenza di tracce di DNA del suo assistito sotto le unghie di Chiara Poggi sarebbe, secondo le analisi, il risultato di una contaminazione avvenuta in un momento precedente e non collegata all’omicidio.
Per sostenere questa tesi, Baldi ha fornito alla procura un’integrazione alle consulenze già depositate, un documento che raccoglie una serie di pubblicazioni scientifiche internazionali ritenute rilevanti per spiegare come la contaminazione possa verificarsi in contesti quotidiani e in modo del tutto involontario. Studi che, secondo la genetista, rafforzano l’ipotesi difensiva e mostrano quanto sia facile trasferire materiale biologico attraverso oggetti di uso comune.
In particolare, sono stati individuati circa trenta oggetti potenzialmente responsabili del trasferimento del DNA. "Si tratta di una piccola parte degli oggetti che vengono toccati ogni giorno quando si entra in un posto", spiega Baldi, precisando che quei trenta sono semplicemente quelli che Andrea ricordava con certezza.
La genetista sottolinea come il contatto con superfici, maniglie, corrimano, telefoni o indumenti possa generare scambi di tracce biologiche senza che la persona coinvolta ne sia consapevole.
Un quadro che, nelle intenzioni della difesa, mira a contestualizzare la presenza del DNA e a dimostrare che la sua individuazione sotto le unghie della vittima non implica necessariamente un contatto diretto o violento.
