Speciale Il delitto di Garlasco
la lettera a "Verità Nascoste"

Delitto di Garlasco, la madre di Stasi: "Credo nell'innocenza di mio figlio: la verità trova sempre la sua strada"

Elisabetta Ligabò, madre dell'unico condannato per l'uccisione di Chiara Poggi, ha scritto al programma condotto da Milo Infante su Retequattro una missiva

01 Set 2026 - 21:53
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 © Ufficio stampa

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"Ho sempre saputo che Alberto era innocente e se avessi avuto un solo dubbio sarei stata la prima a portarlo ad assumersi le sue responsabilità". Ma alla fine "la verità trova sempre la sua strada, anche quando sembra impossibile". È una lettera accorata quella che Elisabetta Ligabò, madre di Alberto Stasi, ha scritto a "Verità Nascoste", il programma condotto da Milo Infante partito in prima serata su Retequattro con questa missiva in esclusiva. La mamma di Stasi ha ripercorso le fasi più dolorose della vicenda che ha visto il figlio condannato per il delitto di Garlasco, quando è stata uccisa Chiara Poggi il 13 agosto 2007.

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La confessione

  "Ci sono cose che il tempo non riesce a portare via. Gli anni passano, la vita va avanti, ma certe vicende restano sempre con te. Entrano nei tuoi pensieri e ti accompagnano ogni giorno, anche quando cerchi di occuparti delle cose normali della vita". Per la famiglia Stasi, racconta Ligabò, la vicenda ha segnato sin dall'inizio profondamente le loro vite. "Abbiamo cercato di andare avanti, come fanno tutti. Ci siamo dedicati al lavoro, alla casa, agli impegni di ogni giorno. Però è impossibile non pensare a quello che è successo. È una cosa che non ti abbandona mai del tutto". E poi, la condivisione dei sentimenti più profondi. "Per anni mi sono sentita molto sola", confessa la madre di Stasi.

L'innocenza di Stasi

  Nel corso degli anni, al dolore si è aggiunto anche il peso degli sguardi e dei giudizi. "Spesso avevo la sensazione che nessuno potesse capire davvero quello che stavamo vivendo". Una situazione che, racconta, ha inevitabilmente cambiato il modo di rapportarsi agli altri: "Quando una vicenda così dolorosa entra nella tua vita, molte cose cambiano. Impari a convivere con gli sguardi, con i giudizi, con le parole dette e con quelle non dette. A volte il silenzio pesa più di tutto il resto. Perché poi alla fine se tuo figlio viene processato per omicidio un motivo ci sarà e anche spiegare che non è così sembra inutile".

© Ufficio stampa

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Ligabò torna quindi sul tema dell'innocenza del figlio, ribadendo di non aver mai avuto dubbi sulla sua estraneità ai fatti: "Io ho sempre saputo che Alberto era innocente e, se avessi avuto un solo dubbio, sarei stata la prima a portarlo ad assumersi le sue responsabilità. Ma alla gente questo non è mai importato ed è per questo che ho sempre pensato che fosse meglio il silenzio".

La perdita del marito

  A rendere ancora più difficile quel periodo è stata poi la perdita del marito. "Poi è arrivato il giorno in cui ho perso mio marito, il mio punto di riferimento, e quel mondo già a pezzi è crollato ancora di più. Subito dopo, Alberto è entrato in carcere. È come vedere la tua vita andare in frantumi. La mia famiglia non c'era più".

Ligabo, in più passaggi, sottolinea il suo amore per il figlio, l'orgoglio che prova per l'uomo che è diventato a cui augura un futuro diverso. E ricorda con delicatezza Chiara Poggi: "Il tempo passa, ma non cancella le persone che abbiamo conosciuto e che hanno fatto parte della nostra vita. Quello che è accaduto resta una tragedia e il pensiero non può che andare anche a questo", scrive la madre di Stasi. Ligabò conclude la lettera con "il desiderio di poter vivere con un po' di pace nel cuore. Dopo tanti anni di sofferenza, di attese e di solitudine, credo che sia il desiderio più semplice e più umano che una persona possa avere". 

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