Nell'istituto "Giulio Cesare"

In una scuola di Mestre sono rimasti solo bengalesi: in fuga alunni italiani e personale

Pochissimi anche gli stranieri di altre origini. La nuova preside: "Grande sfida"

08 Set 2026 - 14:58
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 © Ansa

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Solo tre cognomi di bambini italiani nelle due sedi della scuola dell'infanzia, una decina nelle sei classi della scuola media. Tutti gli altri stranieri, quasi esclusivamente del Bangladesh. E così, a causa delle difficoltà a dialogare con dei genitori che non parlano la lingua e in mancanza di un mediatore culturale, oltre agli studenti italiani se ne sono andati dall'istituto comprensivo "Caio Giulio Cesare" di Mestre anche i collaboratori scolastici e il personale amministrativo, lasciando alla preside appena arrivata - e al suo primo incarico da dirigente - una grande sfida. 

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La fuga dei precari e del personale di ruolo

 Il personale Ata del "Giulio Cesare" è composto per la maggior parte da precari. Il che comporta, tra le altre cose, che chi ha avuto un contratto con scadenza al 30 giugno o al 31 agosto può scegliere di cambiare scuola al termine dell'annualità. Così è stato: collaboratori e impiegati nelle segreterie hanno scelto di andar via, mentre tra i nuovi assunti a livello regionale nessun nuovo candidato ha scelto l'istituto. La segreteria è rimasta vuota: "L’unico dipendente stabile è il Dsga, il direttore dei servizi generali e amministrativi", spiega al Gazzettino la nuova dirigente scolastica, Antonella Zuccarini. "Quando sono arrivata non c’era il personale di segreteria. Ho provveduto a fare le convocazioni e già da domani (oggi ndr.) prenderanno servizio i nuovi impiegati, si tratta di lavoratori con contratti a termine", spiega la preside, al suo primo incarico e fresca di trasferimento da Teramo. Si tratta di una situazione che, in realtà, è anomala solo in parte: non è raro che, a pochissimi giorni dall'inizio delle lezioni, nelle scuole debbano ancora essere ricoperti molti posti da insegnate o da personale Ata.

Scappano anche gli alunni italiani

 Il dato di fatto, comunque, è che oltre alla scelta dei lavoratori c'è anche quella degli studenti italiani, scappati quasi tutti dal "Giulio Cesare". La dirigente, in servizio solo dal primo settembre, non si sbilancia: "Sono arrivata davvero da pochi giorni e sto ancora prendendo visione di tutta la documentazione, mi serve del tempo per prendere in mano la situazione". Ma poi ammette che guidare un istituto con moltissimi bambini di origine straniera "è una grande sfida". "Spero - afferma Zuccarini - di fare scelte sostenibili".

Un istituto comodo per la comunità

 Il motivo per cui al "Giulio Cesare" ci sono intere classi composte quasi esclusivamente da studenti originari del Bangladesh è pratico: le due scuole dell'infanzia, le due primarie e la media che fanno parte dell'istituto comprensivo si trovano in un punto molto comodo per le comunità bengalesi che si sono insediate a Marghera o nella zona della stazione, da dove si raggiungono facilmente i cantieri e i ristoranti del centro in cui lavorano i genitori.

I numeri

 Nelle due sedi della scuola dell'infanzia, al momento dell'iscrizione risultavano solo tre bambini con un cognome italiano. Quasi assenti anche nella primaria "Cesare Battisti", mentre nelle sei classi delle medie gli italiani sono circa una decina. Quasi tutti gli altri hanno cognomi del Bangladesh: pochi anche gli stranieri con altre origini. 

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