Speciale La strage di Crans-Montana
Il rogo di Capodanno

Crans-Montana, il padre di Chiara Costanzo sulla scarcerazione di Moretti: "Vivo per avere giustizia, ma oggi sto vacillando"

"Cosa posso dire in questo momento? È come spargere sale su una ferita aperta che non si rimargina mai. È una sensazione devastante"

24 Gen 2026 - 08:31
 © Afp

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Dopo la scarcerazione di Jacques Moretti, titolare del locale Le Constellation di Crans-Montana, dietro il pagamento di una cauzione di 200mila franchi, è montata l'indignazione tra le famiglie delle vittime, ma anche tra gli esponenti del governo italiano. "Sono indignata dalla notizia", ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sottolineando: "La considero un oltraggio alla memoria delle vittime della tragedia di Capodanno e un insulto alle loro famiglie, che stanno soffrendo per la scomparsa dei loro cari. Il Governo italiano chiederà conto alle Autorità Svizzere di quanto accaduto". Critico anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito il provvedimento "un vero oltraggio alla sensibilità delle famiglie" e "una decisione che lascia molto a desiderare".

"Una sensazione devastante"

 Tra i genitori che hanno manifestato la loro amarezza, anche Andrea Costanzo, padre di Chiara, morta a sedici anni asfissiata dal fumo tossico al Le Constellation, che ha rilasciato un'intervista alla Repubblica. "L'unica cosa che mi tiene in vita è sapere che un giorno ci sarà giustizia. Ma dopo una decisione come questa… sto vacillando", ha rivelato l'uomo. Quanto alla decisione di scarcerare Moretti ha sottolineato: "Mi hanno appena chiamato per dirmelo. D'istinto, all'inizio, non volevo nemmeno commentare. Cosa posso dire in questo momento? È come spargere sale su una ferita aperta che non si rimargina mai. È una sensazione devastante".

"La cifra della cauzione è ridicola"

 In particolare, a proposito della cifra di 200mila franchi richiesta come cauzione dal tribunale, ha aggiunto: "Duecentomila franchi di cauzione è una cifra ridicola. Questo sistema è sbagliato, chiunque può vedere che ci sono delle falle. Non è possibile: per un crimine così grave esci pagando quattro franchi? Davvero, penso che non sia concepibile". Così il padre di Chiara racconta le sue emozioni dopo aver saputo della scarcerazione: "La ferita brucia, brucia sempre. Ma questa decisione è inammissibile. Mi lascia attonito, sgomento, annichilito, indignato".

"Pecche scandalose" sull'indagine

 Nei giorni scorsi c'è stato l'interrogatorio di Jacques Moretti in procura: tra le altre cose, il titolare del Le Constellation ha detto di sentirsi anche lui una vittima della tragedia: "Lui una vittima, certo… Cosa vuole che le dica? Non riesco a rispondere a queste parole". Davanti ai pm, sia lui che la moglie Jessica hanno scaricato le colpe su tutti, a cominciare dai camerieri, per le candele troppo vicine al soffitto, ma anche sulle guardie giurate che dovevano controllare l'età dei giovani partecipanti alla festa, e sul Comune che aveva approvato il progetto di ristrutturazione del locale: "Mi scusi, le rispondo io con una domanda. E lo chiedo da ignorante. Ma ci sono altri indagati oltre ai coniugi Moretti?".

La procuratrice Pilloud ha detto che per il momento gli indagati sono soltanto i due titolari, ma che l'indagine potrebbe estendersi con altri iscritti: "Soltanto loro due? In Italia non sarebbe stato così. Mi chiedo: e chi ha fatto i controlli? E il sindaco di Crans-Montana o i responsabili della sicurezza del Comune? Ci sono state omissioni gravi. Sono passate ormai tre settimane e queste persone sono a fare la bella vita. Secondo me ci sono delle pecche scandalose".

La strategia comune delle famiglie

 Il padre di Chiara Costanzo è difeso dall'avvocato Vinicio Nardo: per quanto riguarda il progetto di fare fronte comune durante le indagini come familiari delle vittime, ha detto: "Tutti noi ci siamo affidati agli avvocati. Demandiamo a loro le questioni giuridiche, gli aspetti tecnici e legali per le cose essenziali che ci sono da fare. C'è stata una riunione di coordinamento per una strategia processuale unitaria. Ma non mi compete parlarne".

"Scappo dalla realtà"

 Ventitré giorni fa Andrea Costanzo si trovava a Crans-Montana a cercare notizie della figlia e a fare il test del Dna, poi la notizia della morte. La sua vita è cambiata: "Non riesco più a leggere i giornali o a guardare i servizi in tv che si occupano della strage. Non ce la faccio, ho un blocco, mi fa male. Cerco vigliaccamente di fare o pensare ad altro, per scappare dalla realtà. Sì, scappo dalla realtà". Resta solo la fiducia nella giustizia: "Il fatto che un giorno sarà fatta giustizia è l'unica cosa che oggi mi tiene in vita. Ma queste notizie mi sembra che vadano in un senso contrario. Mi sembra tutto così ingiusto. Una cauzione di 200 mila franchi per uscire dal carcere, per un crimine del genere… Spero che la giustizia faccia il suo corso, certo, ma oggi sto vacillando".

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