© Ansa | Fiori e tanti giovani ai funerali di Achille Barosi
© Ansa | Fiori e tanti giovani ai funerali di Achille Barosi
Nel capoluogo lombardo le esequie di Achille Barosi e Chiara Costanzo, a Bologna l'addio a Giovanni Tamburi, l'ultimo saluto a Riccardo Minghetti nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo a Roma
© Ansa | Fiori e tanti giovani ai funerali di Achille Barosi
© Ansa | Fiori e tanti giovani ai funerali di Achille Barosi
Crans-Montana, è il giorno del dolore e del silenzio. Tutta Italia si è fermata per salutare, un'ultima volta, le vittime della strage di Capodanno, strappate alla vita nel devastante incendio del club "Le Constellation". Nella mattinata si è svolto il funerale di Giovanni Tamburi, a Bologna, dove una folla di giovanissimi ha riempito l'interno e i dintorni della cattedrale di San Pietro. Stupore e commozione per la madre del 16enne bolognese di fronte ai presenti: "Mi fa vedere quanto era amato mio figlio, credo che ne è molto felice anche lui perché so che ci guarda", ha detto poco prima dell'inizio della celebrazione. "Sarebbe impossibile trovare una foto di lui senza sorriso, perché sorrideva sempre. Ho perso un pezzo di vita". Affollatissima anche la basilica romana dei santi Pietro e Paolo, dove tra le 500 e le 600 persone hanno detto addio a Riccardo Minghetti. Appena iniziata la cerimonia per lo studente romano, un'amica ha accusato un malore ed è stata immediatamente soccorsa dai volontari della Croce Rossa. "Di fronte a una tragedia come questa non ci sono parole. Davanti queste situazioni rivediamo tutta l'assurdità e l'imprevedibilità", ha detto don Andrea Manto, vicario episcopale per la Pastorale. Anche la basilica di Santa Maria delle Grazie, a Milano, era gremita di persone per rivolgere un ultimo saluto a Chiara Costanzo. Tra i banchi della chiesa i compagni di classe, gli amici, le amiche della ginnastica acrobatica con la tuta bianca. Molti hanno portato con sé una rosa, bianca o rossa, e palloncini bianchi da rilasciare verso il cielo per salutare l'amica. Durante un breve colloquio avuto con il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, il padre di Chiara ha chiesto: "L’Italia ha dimostrato umanità e sensibilità veramente notevoli, ma adesso è ora di dimostrare professionalità ed efficienza e scoperchiare tutto quello che c’è. Noi siamo stati abbracciati da tutta Italia, abbiamo tutti sete di verità e vogliamo che queste cose non succedano mai più". Sempre nel capoluogo lombardo, nella basilica di Sant'Ambrogio, è stato celebrato il funerale del 16enne Achille Barosi, tra la commozione della folla arrivata in chiesa per dire addio al giovane milanese. L'Abate, Carlo Faccendini, nella sua orazione iniziale per il giovane ha invitato i presenti a tenere "accesa una luce", nonostante "il cuore straziato e la mente confusa". Alla fine della cerimonia, mentre la bara veniva caricata sul carro funebre, è partita "Perdutamente", la canzone di Achille Lauro già citata dalla madre durante le esequie come uno dei loro brani preferiti che cantavano insieme.
Un mazzo di rose bianche, un lungo applauso e le note di "Perdutamente" di Achille Lauro. Fuori dalla Basilica di Sant'Ambrogio, subito dopo i funerali, Milano ha dato il suo ultimo saluto ad Achille Barosi. Mentre la bara veniva caricata sul carro funebre è partita la canzone di Lauro, già citata dalla mamma durante le esequie come uno dei loro brani preferiti che cantavano insieme.
"Immagino che straziato sia il cuore dei familiari, dei parenti, degli amici, dei compagni di classe e dei docenti di Achille. Il cuore è straziato e la mente è confusa con tante domande: "Perché? Perché la morte? E perché così? Perché la morte nella primavera della vita?". Sono domande grandi, anche scomode. Teniamole, non accontentiamoci di risposte esplicative. Vanno tenute queste domande, condivise nel cuore, anche nei prossimi giorni". Lo ha detto l'Abate della Basilica di Sant'Ambrogio di Milano, Carlo Faccendini, nella sua orazione iniziale ai funerali di Achille Barosi. "Questa liturgia prova a tenere accesa una luce. Vedete, quando tutto diventa buio, non è necessario che tutto torni improvvisamente luminoso. Basta una piccola luce, per provare a riprendere, a vivere, a camminare. Ecco - ha aggiunto -, vorremmo che questa luce, questa luce piccola, scendesse davvero nel cuore di tutti noi che siamo qui, questo pomeriggio per Achille, per provare a riprendere, a vivere, a camminare". "Non lontano da qui - ha ricordato - si tengono i funerali di Chiara Costanzo. Ci sentiamo profondamente in comunione con lei e con quanti stanno pregando con lei. Ci sentiamo anche profondamente in comunione con tutti gli altri ragazzi per quali in questi giorni vengono celebrate le esequie. Sono morti insieme. È bello che insieme siano consegnati all'abbraccio del Signore. Il paradiso sia per loro il luogo della festa, che si è interrotta violentemente. La festa vera, destinata a durare per sempre".
"Dalle 17 e fino alle 7 di giovedì 8, La Nuvola dell'Eur sarà illuminata di bianco, in segno di vicinanza e di sentita partecipazione al cordiglio per la tragica scomparsa nell'incendio di Crans-Montana di Riccardo Minghetti, ragazzo amatissimo che viveva all'Eur, frequentava il liceo Cannizzaro e l'EUR Sporting Club, entrambe strutture di proprietà di EUR SpA. Siamo rimasti profondamente colpiti e affranti per la tragedia che ha colpito la comunità dell'Eur e di Roma. Le nostre più sincere condoglianze vanno alla famiglia di Riccardo, ai suoi cari e a quelle di tutti i ragazzi che hanno perso la vita in questa assurda tragedia. Un pensiero di vicinanza profonda va a Manfredi Marcucci e a tutti gli altri ragazzi feriti, con l'augurio che possano guarire presto e tornare all'affetto dei propri cari". Così in una nota Eur SpA.
"Il cuore è straziato e la mente confusa, con tante domande. Perché la morte? Perché così? Perché la morte nella primavera della vita? Sono domande importanti e scomode: teniamole, non accontentiamoci di domande comode", ha detto il sacerdote dal pulpito durante i funerali di Achille Barosi. "Quando tutto diventa buio, e qui davvero tutto si è fatto buio, non è necessario che tutti diventi luminoso. Basta una piccola luce per provare di riprendere a vivere e a camminare. Vorremmo che questa luce piccola scendesse per tutti noi, per provare a riprendere a vivere, a camminare".
"Facciamo rivivere Chiara, come gli altri giovani, in un mondo pieno di vita. Perché Chiara aveva voglia di vita ed è stata costretta troppo presto a rinunciare ai suoi sogni ma nessun ragazzo deve farlo". Lo ha detto il padre di Chiara Costanzo, Andrea, poco prima di entrare nella basilica di Santa Maria delle Grazie. Durante un breve colloquio avuto con il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, ha chiesto: "L’Italia ha dimostrato umanità e sensibilità veramente notevoli, ma adesso è ora di dimostrare professionalità ed efficienza e scoperchiare tutto quello che c’è. Noi siamo stati abbracciati da tutta Italia, abbiamo tutti sete di verità e vogliamo che queste cose non succedano mai più".
"Ci vuole solamente tanta fede e tanto amore, e bisogna stare vicini. E' l'unica medicina che possiamo avere gratis per non cercare di sprofondare nella disperazione. Noi abbiamo tanto amore e tanta fede e questo ci tiene in piedi". Lo ha detto Osvaldo Barosi, nonno di Achille. uscito dalla camera ardente in direzione della basilica di Sant'Ambrogio, dove alle 14.45 sono iniziate le esequie. "Hanno detto che è tornato dentro per prendere il telefono-. Tutte balle, sono tutte balle. ma poi ognuno ha la sua versione, e io là non c'ero".
Sono arrivati i feretri di Achille Barosi e Chiara Costanzo sul sagrato delle basiliche milanesi di Sant'Ambrogio e Santa Maria delle Grazie. Tra pochi minuti inizieranno le esequie dei due amici.
Quando mancava ancora un'ora al funerale di Chiara Costanzo, la basilica di Santa Maria delle Grazie è già gremita di persone, soprattutto giovani. Tra i banchi della chiesa i compagni di classe, gli amici, le amiche della ginnastica acrobatica con la tuta bianca. Molti hanno portato con sé una rosa, bianca o rossa, e palloncini bianchi da rilasciare verso il cielo per salutare l'amica.
A pochi minuti dall'inizio delle esequie di Achille Barosi, previsti per le 14.45 nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano, a ripercorrere una parte dei fatti della notte di Capodanno stato il nonno del migliore amico del 16enne, che si trovava lì con lui ma che è riuscito a uscire in tempo. "Edoardo si è salvato perché è stato uno dei primi a uscire", ha raccontato con fatica l'uomo. "Era lì con Achille, erano seduti in basso al tavolo dove c'era la candela (pirotecnica, ndr). A un certo punto, quando potevano ancora uscire perché non c'era ancora la massa di persone, Edo ha detto: "Qui bisogna scappare". Lui è uscito da quella maledetta scala, poi s'è girato e c'era già un mare di gente. E non c'era più Achille. Non l'ha più visto", ha detto. "Wlle 2.30 mi ha chiamato mia figlia e mi ha detto: "Guarda che lui sta bene, è riuscito a uscire"".
È durato oltre due ore l'incontro tra gli psicologi e psicoterapeuti e gli studenti della Terza D del liceo milanese Virgilio, compagni di classe di quattro giovanissimi rimasti gravemente feriti nel rogo di Capodanno e tuttora ricoverato al Niguarda. "Più che frasi o parole mi vengono in mente le lacrime, sono state le grandi protagoniste di oggi", ha commentato Ivan Giacomel, piscologo e vicepresidente di Sipem Sos Lombardia. "Dopo le lacrime, arrivano alcune parole come panico, paura e angoscia. È normale in questi primi giorni avere reazioni forti, intrusive, preoccupanti, pensieri difficili da elaborare". A fargi eco la collega e presidente Sipem Sos Lombardia, Roberta brivio: "Non esiste un modo giusto o unico di comportarsi. Ci sarà bisogno di sostegno per un po' di tempo e noi continueremo a darlo".
"Ricordo quando mi ha salutato l'ultimo giorno, era in coda ai piedi della seggiovia. Mi ha chiamato: "Mamma, mamma" e si è fatto dare un bacio". Lo ha raccontato la madre di Riccardo Minghetti al termine del funerale nella basilica di Santi Pietro e Paolo, a Roma. Poco prima, dal pulpito della chiesa, aveva ricordato: "Riccardo aveva un cuore grande, tenero e gentile, dietro la sua ironia e l'irrequietezza nascondeva una profonda sensibilità. Ci ha fatto faticare, ma era buono".
"Nei momenti di difficoltà l'amore ha sempre prevalso su tutto. Riccardo sarà sempre presente nella nostra vita". Lo ha detto Massimo Minghetti, il padre di Riccardo, dal pulpito della basilica di Santi Pietro e Paolo a Roma. "Riccardo lassù si sarà già organizzato con i suoi compagni. E questa chiesa così gremita è il segno di quanto Riccardo ha fatto nella sua breve vita". Poi si è rivolto agli amici del figlio: "Continuate a vivere e a sognare con lo stesso entusiasmo e l'amore che vi ha trasmesso il vostro amico".
"Te ne sei andato troppo presto. Hai lasciato una ferita che non si può rimarginare. Non riusciamo a immaginare un futuro senza le tue battute e il tuo sorriso. Ci mancherai in ogni piccola cosa, il vuoto lo riempiremo con tutto quello che ci hai lasciato". Lo hanno detto i compagni di classe di Riccardo Minghetti del liceo Stanislao Cannizzaro. Il feretro poi è uscito dalla basilica dei Santi Pietro e Paolo, accolto da un applauso della folla.
"Hai perso la vita, e io sono morto con te. Tu sei in cielo, io invece ne vivrò un’altra di vita, con un vuoto incolmabile. Non potrai andare a trovare la ragazza per cui ti avevo già comprato il biglietto, non potrai mai salire sulla moto che ti avevo regalato. Grazie per i 16 anni vissuti insieme". Questo un passaggio del discorso, interrotto da lacrime di commozione e dolore, che il padre di Giovanni Tamburi ha pronunciato in chiusura delle esequie.
La passione per la musica univa Giovanni Tamburi a don Stefano Greco, amico di famiglia e catechista del 16enne. Proprio dagli spartiti ha iniziato il suo discorso il parroco, parlando dell'Incompiuta di Schubert: "È perfetta e struggente perché incompleta. Giovanni è la nostra Incompiuta. Certo mancano i pezzi del futuro: il diploma, i viaggi, l’amore adulto, la vecchiaia. Ma ci rendiamo conto che stavi suonando una melodia di una delicatezza assoluta. Hai lasciato i vestiti in quel bar, sei saltato in sella alla moto che papà ti aveva regalato e ci hai sorpassati tutti per andare nel luogo dove nasce la musica". Il tono del parroco si è poi indurito: "Sul banco degli imputati ci sono moderni Erode, che continuano a calpestare l'innocenza".
© Ansa | Fiori e tanti giovani ai funerali di Achille Barosi
© Ansa | Fiori e tanti giovani ai funerali di Achille Barosi
Una foto incorniciata di Chiara Costanzo rimarrà esposta all'ingresso dell'istituto Moreschi, frequentato dalla 16enne milanese. Chiunque, nei prossimi giorni, potrà recarsi lì e depositare un fiore "come gesto di ricordo". Lo hanno comunicato gli studenti della scuola sui canali social. È anche loro la richiesta di intitolare il prima possibile alla 16enne il laboratorio di scienze e intendono organizzazione una camminata silenziosa di commemorazione. Saranno dedicate a lei le maglie della squadra di calcio dell'istituto mentre gli studenti hanno deciso di attivare "momenti di confronto e ascolto con esperti in materia di sicurezza, al fine di aiutare la comunità scolastica a comprendere come comportarsi in determinate situazioni". Dopo il minuto di silenzio, osservato da tutte le classi alle 11.20, gli studenti si recheranno alle 14.45 nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, dove si terranno le esequie di Chiara Costanzo.
© IPA
Sotto la foto di Chiara Costanzo, posizionata all'ingresso dell'istituto Moreschi di Milano, tantissimi studenti hanno posato fiori bianchi
"Oggi Giovanni è come una stella del cielo illuminato dalla luce di Dio. Splenda a lui la luce che non finisce, riposa in pace, caro Giovanni". È con queste parole che si conclude il messaggio dedicato a Giovanni Tamburi dall'Arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi. "Carissimi fratelli e sorelle, purtroppo non posso essere fisicamente presente questa mattina a dare l'ultimo saluto a Giovanni. Lo sono con amore addolorato e con intima comunione. Dare l'ultimo saluto: sembra incredibile pensando alla bellezza della vita e alla bellezza della vita che Giovanni aveva e donava ed è così perché siamo fatti per vivere. Sento l'unica consolazione nella luce tenera del Natale. E di quell'astro del cielo che l'enormità insondabile del cielo abbiamo celebrato scendere sulla terra accettando la debolezza e il limite umano la nostra sofferenza, la nostra morte".
L'Arcivescovo di Bologna continua: "Natale non è affatto un facile sentimento da poco prezzo. Natale è luce che lotta contro le tenebre e le vince perché ama fino alla fine e perché così la nostra vita non finisca. In questi giorni terribili e tanto sconforto abbiamo tutti sperimentato distintivo amore e solidarietà tra di noi. Quanto è importante e quanto ci fa bene un vero balsamo. Ci siamo stretti tra noi e i suoi familiari e un po' lo siamo diventati tutti. Lo siamo, fratelli tutti. L'amore è la risposta al male. L'amore riempie l'assenza come quei magi siamo cercatori di luce e di speranza. La stella che ci ha portato e ci porterà sempre a incontrare Gesù in mezzo a noi e dentro di noi. Oggi Giovanni è come una stella del cielo illuminato dalla luce di Dio. Splenda a lui la luce che non finisce, riposa in pace, caro Giovanni".
Di fronte all'enorme folla presente per i funerali di Giovanni Tamburi, anche la madre del 16enne si è stupita: "Mi commuove e mi fa vedere quanto era amato mio figlio, credo che ne è molto felice anche lui perché so che ci guarda", ha detto poco prima dell'inizio della celebrazione. "Sarebbe impossibile trovare una foto di lui senza sorriso, perché sorrideva sempre. Ho perso un pezzo di vita, ma devo andare avanti per gli altri figli. Penso che il Signore ha compiuto un miracolo perché non era sfigurato, è rimasto un angelo. Io ora penso a piangerlo, poi confido che la giustizia sia fatta. Fa paura che possano succedere cose simili soprattutto in un Paese come la Svizzera, così rigido sulle regole". Dopo aver ringraziato la premier Giorgia Meloni e il cardinale Matteo Zuppi, la madre ha trovato conforto in una certezza: "Se il Signore lo ha voluto forse, voleva preservarlo dai dolori della vita, perché il Signore prende a sé quelli più cari".
Appena è iniziata la cerimonia per Riccardo Minghetti, una amica del 16enne ha accusato un malore ed è stata immediatamente soccorsa dai volontari della Croce Rossa. Don Andrea Manto, vicario episcopale per la Pastorale, ha parlato della scomparsa del giovane: "Di fronte a una tragedia come questa non ci sono parole. Davanti queste situazioni rivediamo tutta l'assurdità e l'imprevedibilità. Riccardo amava lo sport, la famiglia, gli amici. Era un ragazzo che amava la vita. Lui ha vissuto, ha amato. La vostra presenza qui ne è la testimonianza. Lui ha combattuto la sua battaglia e ha finito la corsa. Resta a noi raccogliere il suo testimone". E ha esortato i familiari e gli amici del 16enne: "La morte non ha l'ultima parola".
“Ciao Gio, continuiamo a chiederci perché ci siamo dovuti salutare così presto, senza averti potuto dare un ultimo abbraccio". Ha iniziato così, dal pulito della cattedrale di San Pietro a Bologna, la 16enne Beatrice, compagna di classe di Giovanni Tamburi. "Ci manchi più di quanto riusciamo a dirci a parole. Ogni volta che passavi portavi luce. Non siamo qui per dirti addio. Solo ora abbiamo capito che dobbiamo apprezzare quello che abbiamo prima che il tempo ci costringa ad apprezzare ciò che non abbiamo più. Ciao Gio, avrai sempre un posto dentro di noi”.
È arrivato pochi minuti prima delle 11 nella basilica romana dei santi Pietro e Paolo il feretro di Riccardo Minghetti. Sulla bara chiara sono stati appoggiati tre gigli bianchi. Molti ragazzi hanno atteso in silenzio sulla scalinata della chiesa. All'ingresso della basilica sono state posate due corone di fiori bianchi, rose e gerbere: una da parte dell'ordine degli ingegneri della provincia di Roma, l'altra dalla II F. "Ciao Riccardo", si legge. La chiesa è stracolma, secondo le stime dei presenti ci sarebbero tra le 500 e le 600 persone. Presenti anche i ministri dello Sport e della Salute Andrea Abodi e Orazio Schillaci.
C'è una enorme folla di giovanissimi all'interno e intorno alla cattedrale di San Pietro, nel centro di Bologna, dove dalle 11 si stanno celebrando le esequie di Giovanni Tamburi. Sono numerosi i compagni di classe e di scuola arrivati direttamente dal liceo Righi, che il 16enne frequentava. A pochi metri di distanza dalla chiesa, di fronte al Comune la bandiera sarà esposta a lutto, come sul resto degli edifici pubblici. Oltre alla ministra Bernini e le autorità cittadine e regionali, è presente tra le prime file anche la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni.
"Vogliamo sapere come è morto Emanuele". È questo il messaggio affidato al legale Alessandro Vaccaro dai genitori di Emanuele Galeppini, 16enne campione di golf deceduto nel rogo di Crans-Montana. "Il suo corpo non mostrava alcun segno di ustione, era perfettamente integro. Non sono bruciati neppure il telefono cellulare e il portafoglio", ha spiegato l'avvocato. "Non sappiamo se il corpo sia stato trovato dentro il locale, se era fuori, se è morto per il gas". Stando a quanto ha raccontato Vaccaro, i genitori avrebbero chiesto a più riprese alle autorità svizzere "spiegazioni o di disporre un'autopsia, ma non ci hanno nemmeno risposto". Secondo Il Secolo XIX, è probabile che la famiglia presenti un esposto alla procura di Roma, competente su reati commessi da o contro cittadini italiani all'estero. Le esequie del giovane si dovrebbero tenere giovedì 8 gennaio a Genova.
C'era anche Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, nella folla di persone che ha accolto nel silenzio l'arrivo del feretro di Riccardo Minghetti alla Basilica romana di Santi Pietro e Paolo. Grande commozione anche a Bologna, dove alle esequie di Giovanni Tamburi nella Cattedrale di San Pietro sono presenti numerosi rappresentanti delle istituzioni: il sindaco Matteo Lepore, il governatore dell'Emilia-Romagna Michele De Pascale e la ministra dell'Università Anna Maria Bernini.
Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione, alle 10.30 prenderà parte al minuto di silenzio presso le Orsoline di San Carlo, la scuola di Milano dove studiava Achille Barosi. I funerali del 16enne milanese sono in programma alle 14.45 nella basilica di Sant'Ambrogio. Alla stessa ora, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, sono previsti i funerali di Chiara Costanzo, a cui sarà presente lo stesso Valditara.
"Per me è un rischio". Sebastien Fanti, avvocato delle famiglie di alcune vittime di Crans-Montana, ha criticato duramente la decisione dei giudici svizzeri di lasciare in libertà Jacques Moretti e Jessica Moric. I titolari del locale "Le Constellation" sono indagati per omicidio plurimo, lesioni e incendio colposi e la donna rischierebbe anche la contestazione del reato di omesso soccorso. La procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, ha però confermato la propria posizione: "Non ci sono indicazioni di un rischio di fuga, di collusione o recidiva. Ma la situazione viene valutata costantemente". È stata la stessa procuratrice generale a decidere di escludere da audizioni e interrogatori i legali delle vittime, per "evitare fughe di notizie". Una pratica giudicata dagli avvocati "contraria al codice di procedura penale".
Oggi, alla ripresa delle lezioni, in tutte le scuole italiane verrà osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime dell'incendio avvenuto a Crans Montana. L'indicazione è arrivata dal ministero dell'Istruzione. "Un minuto di raccoglimento rappresenta un momento di condivisione del dolore delle famiglie colpite ed una occasione di riflessione per tutta la comunità scolastica sui valori della vita e della responsabilità civile", si legge in una circolare. "In questo momento di profondo dolore il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione", ha scritto il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. "Con un minuto di silenzio nelle scuole vogliamo ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie, alle quali va il mio pensiero commosso e il più sentito cordoglio", ha aggiunto.