Speciale La strage di Crans-Montana
INTERROGATORIO FIUME DI 10 ORE

Crans-Montana, Moretti: "Non ho colpe, anche io sono una vittima" | La "Bild": "Ha valutato di fuggire all'estero con un jet privato"

"Sulla sicurezza ho fatto tutto quello che dovevo fare. Le candele scintillanti? Cosa che faceva lo staff", ha detto il proprietario del Constellation

21 Gen 2026 - 09:21

"Non ho colpe, non sono mie le responsabilità. Sulla sicurezza ho fatto tutto quello che dovevo fare". Ha risposto così Jacques Moretti - il proprietario del Constellation, teatro della strage di Crans-Montana - alle domande di magistrati e avvocati nell'interrogatorio di martedì 20 gennaio, durato quasi 10 ore. "Anche noi siamo vittime di quel che è successo. Certo, non vittime sullo stesso piano dei morti e feriti, ma soffriamo profondamente anche noi", ha aggiunto Moretti. Il quale, secondo la Bild, avrebbe contattato un'agenzia di jet privati per valutare di lasciare la Svizzera dopo la strage.

"Le candele scintillanti? Lo faceva lo staff"

 Le parole di Moretti durante l'interrogatorio sono state riportate dal Corriere della Sera. "Non potevo immaginare... tutti i controlli fatti erano andati bene", ha sottolineato il proprietario del Constellation. Che, sulle candele scintillanti portate in sala dalle cameriere sulle spalle dei colleghi, ha spiegato: "Era una cosa che faceva lo staff, non era una mia iniziativa ma non l’ho mai nemmeno proibito". E sui pannelli del soffitto finiti nel mirino della Procura, ha detto: "La schiuma l'ho comprata, ma nessuno mi aveva detto che era infiammabile. Nei controlli fatti nessuno ha avuto da ridire sui pannelli". Sulla sedia che ostruiva l'uscita di sicurezza, invece: "L'ha messa un cliente il giorno prima". La porta del piano terra chiusa a chiave? "Era chiusa sì, ma non so come mai. E comunque era una porta di servizio, non un'uscita di sicurezza". Infine: "In carcere non mangio e non dormo, sono stanchissimo. Non me la sento di proseguire domattina con l'interrogatorio". Mercoledì 21 gennaio è stata sentita la moglie Jessica.

Crans-Montana, i resti delle candele pirotecniche che hanno causato l'incendio del Constellation

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"I Moretti hanno valutato la fuga all'estero"

 Non solo la questione sicurezza del locale. C'è un altro elemento chiave dell'inchiesta: l'ipotesi di una fuga all'estero da parte di Jacques e Jessica Moretti. In proposito, il quotidiano tedesco Bild cita una lettera inviata alla Procura del Canton Vallese dall'avvocato della parte civile Nina Fournier. Nel documento, Fournier afferma di aver appreso che la coppia, dopo la strage, avrebbe avuto "contatti con un'agenzia di jet privati" per lasciare eventualmente la Svizzera. Jacques Moretti si trova in custodia cautelare in carcere proprio per il rischio di fuga. Fournier ha chiesto l'apertura di accertamenti per stabilire quale compagnia aerea sia stata avvicinata dai gestori del bar.

Jacques Moretti: "Mai pensato di fuggire"

 "In nessun momento ho pensato di fuggire, non mi ha neppure sfiorato l'idea. La mia famiglia e i miei amici sono qui. Non ho una vita altrove, perché la mia vita è qui", aveva detto nei giorni scorsi Jacques Moretti al giudice del Tribunale delle misure coercitive di Sion Christian Roten, durante l'interrogatorio di garanzia dopo il suo arresto. "Se dovrò trovare un lavoro in attesa che la procedura venga chiusa, lo troverò. Amo troppo la mia famiglia per metterli in pericolo con un'azione del genere", ha aggiunto il proprietario del Constellation, secondo quanto si legge nel verbale.

Crans-Montana, l'uscita di sicurezza bloccata e la mappa del seminterrato

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Le accuse

 I due sono accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio doloso colposo in merito alla tragedia di Capodanno, che ha causato 40 morti e 116 feriti. Jacques Moretti potrebbe essere rilasciato nei prossimi giorni dietro pagamento di una cauzione di 200mila franchi svizzeri (circa 215mila euro).

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