Speciale La strage di Crans-Montana
La svolta

Crans-Montana, arrestato Jacques Moretti: per la procura c'è "rischio di fuga"

Il titolare del "Le Constellation" è stato condotto in carcere a Sion. La moglie, uscita in lacrime, dovrà indossare il braccialetto elettronico

09 Gen 2026 - 17:29

È stato arrestato e portato in carcere Jacques Moretti, titolare insieme alla moglie Jessica del locale "Le Constellation" a Crans-Montana, teatro del tragico rogo di Capodanno in cui hanno perso la vita 40 persone. Lo ha deciso la procuratrice di Sion Catherine Seppey al termine di un interrogatorio durato quasi sette ore, nel giorno dedicato alla commemorazione delle vittime. L'arresto dovrà essere convalidato dal giudice dei provvedimenti coercitivi entro le prossime 48 ore. Secondo alcuni media svizzeri la procura avrebbe chiesto una misura cautelare alternativa anche per la moglie, che dovrà indossare un braccialetto elettronico e avrà l'obbligo di firma presso le forze dell'ordine da rispettare ogni tre giorni.

Le scuse della moglie e il trasferimento "in borghese" in carcere

 Erano entrati insieme all'alba nel palazzo della procura di Sion nel silenzio, con centinaia di flash sparati in volto. Sono usciti separati. Lei con gli avvocati dall'ingresso principale, riuscendo a parlare per la prima volta tra le lacrime: "I miei pensieri costanti per le vittime e le persone che si stanno battendo tra la vita e la morte oggi. È una tragedia inimmaginabile e non avrei mai potuto pensare che questo si potesse verificare in un nostro locale e voglio scusarmi". Lui dal retro, tenuto a braccio da alcuni agenti della polizia giudiziaria. Secondo quanto ha raccontato Davide Loreti a Diario del Giorno, Jacques Moretti sarebbe stato fatto salire su un furgoncino bianco senza scritte. Da lì, le forze dell'ordine svizzere lo avrebbero condotto fino al carcere di Sion. Stando alle informazioni che trapelano dai media locali, la procura avrebbe optato per una misura cautelare in carcere temendo che l'uomo potesse scappare.

Perché Moretti è stato portato in carcere

 A convincere la procura di Sion a far scattare una misura cautelare a carico di Jacque Moretti sarebbero stati due fattori. In primo luogo la nazionalità dei due, entrambi francesi: stando alla procuratrice svizzera Catherine Seppey, un loro eventuale rientro a casa avrebbe reso quasi impossibile il processo in Svizzera, dato che Parigi difficilmente concede l'estradizione per i suoi cittadini. In secondo luogo, ha giocato a sfavore del 49enne la sua grande mobilità nel corso degli anni, dato che si è mosso tra Corsica, Alta Savoia e Svizzera. Lo hanno rferito fonti investigative al quotidiano svizzero 24 Heures. Patrick Michod, legale di Jacques Moretti, ha spiegato che al termine dell'interrogatorio l'indagato avrebbe accettato di dare alla procura "una serie di garanzie". Un fatto che, stando all'avvocato, potrebbe valere "nel giro di 24-48 ore" il via libera alla scarcerazione. 

Il padre difende Moretti: "Non scapperà, piangiamo ogni giorno"

 La possibilità di fuga è stata scartata completamente dal padre di Jacques Moretti, intercettato dal quotidiano francese Le Figaro. "Non ci daremo alla macchia né ci nasconderemo. Siamo persone serie, non delinquenti", ha detto il genitore del titolare del "Le Constellation". "Conosco mio figlio, non scapperà mai. È una questione d'onore. Pensiamo alle vittime, anche noi abbiamo perso persone care e persone a cui volevamo bene. Piangiamo ogni giorno. Non riesco più a dormire. Ora, se la stampa vuole fare a pezzi Jacques, lo faccia pure. Alla fine però risponderemo solo alla giustizia. Mio figlio è responsabile perché è il suo locale, ma resta da vedere se è colpevole".

La precedente posizione: "Non c'è rischio di fuga"

 Solo un giorno fa la procuratrice titolare dell'inchiesta Beatrice Pillou, in un'intervista concessa a Davide Loreti, aveva negato ci fossero gli estremi per far scattare una misura cautelare. Aveva anzi sostenuto che la coppia fosse indagata a piede libero perché "non c'è rischio di fuga". E aveva approfondito: "Il codice di procedura penale svizzero ci permette di mettere in detenzione solo in tre casi: quando c'è il rischio di collusione, e non è il caso di specie, di reiterazione del reato, e non è nemmeno questo, e di pericolo di fuga. Ci servono degli indizi concreti per arrivare a una conclusione sul rischio di fuga: al momento non c'è alcun rischio concreto di fuga da parte degli indagati".

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