Mariupol, esercito russo diffonde le foto dall'interno del teatro distrutto
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Quattro anni fa l'inizio dell'invasione russa su larga scala con gravi conseguenze umanitarie e politiche internazionali. Ecco mese per mese i fatti principali fino agli ultimi negoziati di pace
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Dall'invasione russa del 24 febbraio 2022 alle trattative per giungere alla pace su spinta Usa, gli incontri fra le delegazioni di Russia e Ucraina e il vertice fra Vladimir Putin e Donald Trump il giorno di Ferragosto in Alaska. Dopo tre anni di sostegno militare e politico incondizionato a Kiev, il ritorno di Trump ha sparigliato le carte. Il presidente americano riprende i contatti diretti con Mosca e tratta con Putin sulla fine della guerra, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky cerca di ritagliarsi un ruolo, dopo uno scontro andato in onda in mondovisione alla Casa Bianca. L'Europa resta il baluardo in difesa di Kiev, ma fatica a parlare con una voce unica.
ECCO COSA E' ACCADUTO MESE DOPO MESE
La Russia invade l'Ucraina - Il 24 febbraio del 2022, prima dell'alba, il presidente russo Vladimir Putin annuncia di aver deciso di lanciare una "operazione militare speciale" con l'obiettivo di "smilitarizzare e denazificare l'Ucraina", in risposta a una richiesta di assistenza dalle autorità di governo delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk, minacciando i Paesi che fossero intervenuti di "conseguenze mai viste prima". Le truppe russe entrano nel territorio ucraino e raid aerei e missilistici colpiscono in tutto il Paese, inclusa la capitale Kiev. Gli attacchi missilistici (balistici e da crociera) nelle prime 24 ore del conflitto sono 160, 75 le incursioni aeree. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, risponde promulgando la legge marziale, interrompendo i rapporti diplomatici con la Russia e annunciando la mobilitazione generale. I russi puntano direttamente ad accerchiare Kiev, ma la loro avanzata viene rallentata dalla strenua resistenza delle forze armate ucraine. Inizia la guerra di posizione sul terreno.
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Bombardato il teatro di Mariupol usato come rifugio - Il 16 marzo un attacco aereo russo colpisce il teatro di Mariupol, che era usato come rifugio. Secondo un'indagine condotta da Associated Press, sono circa 600 le persone rimaste uccise, e non 300 come si riteneva in un primo momento.
Zelensky interviene al Parlamento italiano - Il 22 marzo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky interviene al Parlamento italiano: 'Genova come Mariupol. L'Italia congeli i beni dei russi e chiuda i porti".
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L'Ucraina riprende la regione di Kiev e scopre gli orrori di Bucha Man mano che i russi si ritirano dalla regione di Kiev, emergono gli orrori. Ne diventa simbolo Bucha, sobborgo di Kiev, le cui immagini scatenano indignazione internazionale e appelli a indagini per crimini di guerra.
Infuria la battaglia nel Donbass, le truppe russe avanzano - Battaglie sempre più cruenti nel Donbass. La città "martire" diventa Severodonetsk, presa d'assalto dai russi e poi occupata nel mese successivo. Le truppe di Mosca prendono anche il controllo di Lyman e Lysychansk.
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Draghi, Scholz e Macron a Kiev - Il 16 giugno l'allora presidente del Consiglio Mario Draghi, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz si recano insieme in Ucraina. I tre leader viaggiano in treno nella notte e portano un messaggio unitario nel condannare l'invasione dell'Ucraina, nel sanzionare la Russia e nell'aiutare Kiev.
Il Consiglio Ue concede all'Ucraina lo status di paese candidato - Il 23 giugno il Consiglio Ue accoglie la proposta della Commissione di concedere all'Ucraina lo status di paese candidato all'adesione all'Unione europea.
Il 22 luglio a Istanbul viene firmato un accordo sul grano che impegna Ucraina e Russia, per consentire alle navi di grano di lasciare i porti ucraini del Mar Nero. La firma dell'intesa, raggiunta con la mediazione dell'Onu, avviene alla presenza del presidente turco Recep Tayyip Erdogan e del segretario generale delle Nazioni unite, Antonio Guterres.
L'Ucraina lancia una controffensiva nella regione di Kharkiv - Il 7 settembre le truppe ucraine lanciano una controffensiva a sorpresa nella regione di Kharkiv, riprendendo il controllo, fra le altre, delle città di Izyum e Kupiansk, importanti siti logistici delle forze armate russe. A fine mese i soldati di Kiev liberano anche Lyman nel Donbass, conquistata dai russi nel corso della primavera.
Putin annuncia la mobilitazione parziale - Il 21 settembre il presidente russo Vladimir Putin annuncia la mobilitazione parziale. Lo stesso giorno il ministro della Difesa Serghei Shoigu ordina il richiamo alle armi di 300mila riservisti.
Sabotaggio del gasdotto Nord Stream - Il 27 settembre vengono scoperte tre falle sottomarine nelle condotte Nord Stream e Nord Stream 2. L'ipotesi che inizia a farsi strada è che si sia trattato di un atto deliberato. Le autorità giudiziarie svedesi confermano poi ufficialmente che il danno subito dai gasdotti sia dovuto a un atto di sabotaggio causato da una grande quantità di tritolo, quantificabile in centinaia di chili".
Putin annette 4 regioni ucraine - Il 30 settembre il presidente russo Vladimir Putin, in una cerimonia al Cremlino, firma l'annessione unilaterale delle regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia, a seguito di un 'referendum' sull'adesione alla Russia orchestrato da Mosca nelle 4 regioni.
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Attacco al ponte in Crimea - L'8 ottobre un'esplosione sul ponte di Kerch in Crimea, il più lungo d'Europa e rotta chiave per le forniture delle forze russe in Ucraina, provoca il crollo in mare di parte di una sezione e il danneggiamento della linea ferroviaria.
La Russia libera la star del basket Usa Griner in cambio del rilascio del trafficante d'armi Viktor Bout - L'8 dicembre Russia e Usa effettuano uno scambio di prigionieri di alto livello: la cestista statunitense Brittney Griner in cambio del trafficante d'armi russo Viktor Bout. Griner era stata arrestata all'aeroporto di Mosca pochi giorni prima dell'invasione russa dell'Ucraina, con l'accusa di detenzione di cartucce per sigarette elettroniche contenenti cannabis. Bout invece è uno dei più noti "mercanti di morte" internazionali. A lui è ispirato il film di Hollywood 'Lord of war' con Nicholas Cage.
Missile russo colpisce un palazzo a Dnipro, 45 morti - Il 14 gennaio un missile russo colpisce un palazzo nel centro di Dnipro. Il bilancio è di 45 morti, fra cui sei bambini, il più piccolo di 11 mesi.
Muore in elicottero il ministro dell'interno di Kiev - Il 18 gennaio muore il ministro dell'Interno ucraino, Denys Monastyrskyi. Era a bordo di un elicottero, che si schianta vicino a un asilo a Brovary, nella regione di Kiev. La destinazione finale del viaggio era la zona più calda del conflitto. Tra le vittime anche il suo vice Yevhen Yenin e il segretario di Stato del ministero dell'Interno. Il bilancio complessivo dell'incidente è di 18 morti, fra loro anche tre bambini.
Usa e Germania ufficializzano l'invio a Kiev di carri armati Abrams e Leopard - Il 25 gennaio il presidente americano Joe Biden ufficializza l'invio a Kiev di 31 carri armati Abrams. Contestualmente, dopo aver a lungo tentennato, il cancelliere tedesco Olaf Scholz fa altrettanto con 14 tank tedeschi Leopard.
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L'assedio di Bakhmut - Sede di feroci combattimenti da mesi, la città di Bakhmut, nel Donbass, è il nuovo epicentro del conflitto fra forze russe, insieme ai mercenari della compagnia Wagner, e ucraine. Si combatte casa per casa, per questo snodo cruciale per le linee di rifornimento strategiche di entrambe le parti.
Accordo Italia-Francia per l'invio del sistema di difesa aerea Samp-T all'Ucraina - Roma e Parigi annunciano l'accordo per l'invio del sistema di difesa aerea italo-francese Samp-T all'Ucraina.
Zelensky vola a Londra, poi a Parigi e Bruxelles - L'8 febbraio a sorpresa il presidente ucraino Volodymyr Zelensky vola a sorpresa a Londra, dove incontra re Carlo E il premier Rishi Sunak. Poi pronuncia un discorso davanti al parlamento, in cui chiede l'invio di aerei da combattimento. Successivamente Zelensky viene invitato a Parigi per un incontro con Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, che scatena l'irritazione italiana. Il 9 febbraio il leader di Kiev arriva a Bruxelles per partecipare al Consiglio europeo e a una seduta straordinaria della plenaria del Parlamento europeo. "La pace sarà possibile solo quando vinceremo", dichiara.
La Corte Penale Internazionale emette un mandato d'arresto per Putin - Il 17 marzo la Corte penale internazionale emette un mandato di arresto per il presidente russo Vladimir Putin per "presunti crimini di guerra di deportazione di bambini dai territori ucraini occupati nella Federazione russa'. È il primo mandato di arresto contro un membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
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La Russia denuncia un attacco con droni sul Cremlino - La Russia annuncia di aver sventato un attacco tramite droni sul Cremlino nella notte fra il 2 e il 3 maggio, accusando l'Ucraina di essere il mandante. Mosca parla di "sventato attacco terroristico alla vita del presidente", precisando che Putin non si trovava nell'edificio. Le immagini di un bagliore nei pressi della cupola del Cremlino (il presunto drone abbattuto) fanno il giro del mondo.
In Ucraina esplode la diga di Nova Kakhovka, allagamenti e accuse reciproche con Mosca - La notte del 6 giugno esplode in Ucraina la diga di Nova Kakhovka, bacino dell'omonima centrale idroelettrica sul fiume Dnepr. Russia e Ucraina si accusano reciprocamente di essere gli autori del sabotaggio. Vasti allagamenti nella regione di Kherson e oltre 10mila persone sfollate.
Miliziani della Wagner si rivoltano contro forze russe, poi Prighozin ferma la marcia verso Mosca - Il 23 giugno i miliziani della compagnia militare privata Wagner si rivoltano contro le forze armate russe, dopo le crescenti tensioni fra il loro leader Yevgeny Prigozhin e i vertici militari di Mosca. Il 24 giugno la Wagner prende il controllo di Rostov e avanza verso Mosca con una colonna motorizzata. Nelle ore successive Prigozhin, dopo negoziati con il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, decide di fermare la marcia verso la capitale.
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Il fondatore della Wagner Yevgeny Prighozin muore nello schianto del suo aereo - Il 23 agosto si schianta in Russia, a 60 km da Mosca, l'aereo privato di Yevgeny Prighozin, fondatore della milizia privata Wagner. Insieme a lui muoiono tutti i vertici della compagnia. Due mesi prima Prighozin aveva tentato e poi fermato una marcia verso il Cremlino. La Russia archivia il caso come un incidente, smentendo le insistenti voci relative a un abbattimento del velivolo o di una bomba a bordo. Il presidente Vladimir Putin ricorderà Prigozhin, suo ex fedele alleato, come 'un uomo dal destino difficile ma di talento'.
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Il leader nordcoreano Kim Jong Un in Russia da Putin - Il 13 settembre il leader della Corea del Nord, nell'ambito di un viaggio in Russia, incontra il presidente Vladimir Putin presso il Cosmodromo di Vostochny, nell'estremo oriente del Paese. Putin e Kim confermano di voler espandere la loro collaborazione e si dicono 'fianco a fianco' nella lotta contro "l'imperialismo". Kim invita Putin a Pyongyang e il leader del Cremlino accetta.
Dall'Ue via libera ai negoziati per l'adesione all'Ucraina - Il 14 dicembre il Consiglio europeo decide di dare il via libera all'avvio dei negoziati per l'adesione all'Ue di Ucraina e Moldova. Il primo ministro ungherese Viktor Orban, contrario, non pone il veto ma lascia la stanza al momento del voto. Le istituzioni europee parlano di "momento storico" che 'dimostra la forza e la credibilità dell'Ue. "È una vittoria per l'Ucraina e per tutta l'Europa", esulta il leader di Kiev Volodymyr Zelensky, che aveva lanciato un appello a Bruxelles a "non ricadere nell'indecisione".
Zelensky sostituisce il generale Zaluzhny alla guida delle forze armate - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky annuncia la sostituzione dei vertici delle forze armate del Paese. A due anni dall'invasione russa, il generale Valery Zaluzhny lascia l'incarico. Al suo posto il generale Oleksandr Syrsky. Zaluzhny sarà poi nominato ambasciatore nel Regno Unito.
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Muore in carcere nell'artico il dissidente russo Alexey Navalny - Muore in un carcere nell'Artico il dissidente russo Alexey Navalny. Secondo la versione fornita da Mosca, il 47enne si sarebbe sentito male dopo una passeggiata, perdendo conoscenza a causa di un'embolia. La moglie Yulia accusa direttamente il presidente russo Vladimir Putin di aver dato l'ordine di uccidere il marito con il veleno Novichok, ma Mosca nega. Manifestazioni in memoria di Navalny si svolgono nei più importanti Paesi europei.
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Vladimir Putin confermato presidente russo con consenso record - Vladimir Putin vince le elezioni presidenziali in Russia con l'88% dei consensi, un record. Nel Paese va in scena la protesta "Mezzogiorno contro Putin", operazione lanciata da Alexei Navalny e portata avanti dalla moglie Yulia che invita gli elettori contrari a recarsi alle urne tutti insieme nello stesso momento per dare un segnale. Nel Paese si verificano numerosi arresti.
© Telegram / Fc Spartak Mosca | Islam Khalilov con i giocatori dello Spartak Mosca
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Attentato al Crocus City Hall di Mosca, 145 morti - Un attentato alla sala concerti del Crocus City Hall a Krasnogorsk, nella regione di Mosca, provoca 145 morti e 551 feriti. Durante l'esibizione di un gruppo musicale, quattro uomini armati aprono il fuoco sulla folla e successivamente incendiano l'edificio. L'atto viene rivendicato dall'ISIS-K, un ramo dello Stato Islamico, ma Mosca accusa Kiev di essere coinvolta.
Putin e Kim Jong-Un stringono un accordo di mutua difesa - Il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, e il presidente russo, Vladimir Putin, stringono un accordo di mutua difesa, che vincola i due Paesi a dare reciproco supporto militare in caso di guerra.
Vertice Nato a Washington ribadisce che l'ingresso di Kiev nell'alleanza è un processo irreversibile - Nel vertice Nato tenutosi a Washington viene ribadita l'"irreversibilità" dell'entrata dell'Ucraina nell'Alleanza Atlantica, senza però indicarne una data. Il presidente Usa Joe Biden conferma il suo concreto aiuto all'Ucraina con lo stanziamento di oltre 40 miliardi di dollari, sostenendo che la Russia "non prevarrà".
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Storico scambio di prigionieri fra Usa e Russia, liberi anche Kara-Murza e Gershkovich - In Turchia si tiene l'1 agosto il più grande scambio di prigionieri fra Russia e Occidente dai tempi della Guerra fredda. In totale sono interessate 24 persone. Dalla Russia vengono liberati, fra gli altri, il giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich, l'ex marine Paul Whelan e il dissidente Vladimir Kara-Murza. In cambio Mosca ottiene la liberazione dell'ex agente del Kgb Vadim Krasikov, detenuto in Germania per omicidio, e di altre spie.
Le forze armate di Kiev lanciano a sorpresa un'offensiva nella regione russa di Kursk - All'alba del 6 agosto le forze armate ucraine lanciano un'offensiva nella regione russa di confine di Kursk, cogliendo di sorpresa l'esercito russo. I militari di Kiev riescono a prendere il controllo di diverse località. Si tratta della più grande incursione di un esercito straniero sul suolo russo dall'operazione Barbarossa, avvenuta nel giugno 1941 durante la Seconda guerra mondiale.
Putin annuncia l'aggiornamento della dottrina nucleare russa - Il presidente russo, Vladimir Putin, annuncia la nuova dottrina nucleare russa: un attacco da parte di un Paese che non dispone di bombe atomiche ma ha "l'appoggio e la partecipazione di uno Stato nucleare potrà essere considerato come un'aggressione congiunta contro la Federazione russa", inoltre potrà costituire una minaccia critica l'utilizzo da parte del nemico di armi convenzionali. Zelensky interviene all'Onu sostenendo che il Cremlino vuole colpire gli impianti nucleari dell'Ucraina. La nuova dottrina militare entra in vigore a novembre.
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Zelensky sente Trump dopo la vittoria elettorale, risultato impressionante - Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si congratula con Donald Trump per la 'vittoria impressionante' alle elezioni americane, ma è diffusa la paura in Ucraina di essere costretti ad accettare le richieste di Mosca. Molti ucraini considerano Trump un vero e proprio pericolo difficilmente contrastabile. Zelensky ha una telefonata di 25 minuti con Trump ed Elon Musk che definisce rassicurante, sebbene rimangono profonde questioni aperte.
Da Biden via libera a Kiev all'uso di armi a lungo raggio in Russia, Putin risponde lanciando il missile Oreshnik - Il presidente uscente americano, Joe Biden, dopo aver a lungo negato questa possibilità, dà il via libera a Kiev per usare le armi a lungo raggio americane in suo possesso sul territorio russo. Una decisione presa in risposta a quella della Corea del Nord di inviare migliaia di truppe in Russia. Mosca risponde il 21 novembre lanciando sull'Ucraina per la prima volta un missile balistico Oreshnik.
Putin, trattativa con Zelensky solo se rieletto, pronto a incontrare Trump - Nel corso della conferenza stampa di fine anno, il presidente russo Vladimir Putin afferma che Mosca "si sta avvicinando" ai suoi obiettivi nella guerra in Ucraina. Quanto al presidente Volodymr Zelensky, il leader del Cremlino conferma di considerarlo illegittimo, pertanto si dice disponibile a trattare con lui "solamente se sarà rieletto". Putin inoltre dichiara di essere pronto a incontrare il presidente eletto americano Donald Trump "in qualsiasi momento".
Biden annuncia altri 2,5 miliardi di aiuti militari a Kiev - Il presidente americano uscente, Joe Biden, "orgogliosamente" annuncia un ulteriore stanziamento di quasi 2,5 miliardi di dollari in assistenza alla sicurezza per l'Ucraina. Critiche da parte di Elon Musk, che definisce il presidente ucraino "campione di furti".
Zelensky in visita a Roma invita Mattarella a Kiev - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky il 10 gennaio si reca in visita a Roma e invita il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Kiev. Zelensky ringrazia l'Italia "per i pacchetti di sostegno all'Ucraina", sia in ambito militare che umanitario.
Trump conferma di voler mettere fine alla guerra in Ucraina, Putin apre al dialogo - Entrando ufficialmente in carica come nuovo presidente americano, Donald Trump conferma di voler mettere fine alla guerra in Ucraina 'il più rapidamente possibile' e aggiunge di voler incontrare il presidente russo, Vladimir Putin. Il leader del Cremlino si dice aperto al dialogo.
Zelensky apre ai negoziati a patto che Usa e Ue diano garanzie di sicurezza a Kiev, Trump punta le terre rare ucraine - Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si dice pronto a negoziare la fine della guerra con la Russia "in qualsiasi formato" se avesse la "certezza" che Usa e Ue 'non ci abbandoneranno e forniranno garanzie di sicurezza'. Il presidente americano Donald Trump chiede 'l'equivalente di 500 miliardi di dollari di terre rare' all'Ucraina come una sorta di risarcimento per gli aiuti militari inviati dall'amministrazione Biden e per la protezione futura. 'Un giorno l'Ucraina potrebbe essere russa', avverte il tycoon.
Trump sente Putin, subito negoziati per risolvere il conflitto in Ucraina. Ue Tagliata Fuori - Il presidente americano Donald Trump e quello russo Vladimir Putin hanno una conversazione telefonica di circa un'ora e mezza. È il primo contatto al massimo livello fra i due Paesi dallo scoppio del conflitto. I due leader si dicono d'accordo sulla necessità di trovare una soluzione alla guerra. Trump afferma di aver concordato di far iniziare 'immediatamente' i negoziati, mentre il Cremlino lo invita a Mosca. Successivamente il tycoon sente il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. L'Europa è tagliata fuori dal negoziato.
Delegazioni di Usa e Russia si incontrano a Riad, ira di Zelensky. Macron riunisce i paesi europei - Il 18 febbraio per la prima volta dall'inizio della guerra in Ucraina due delegazioni di Russia e Stati Uniti, guidate dai rispettivi ministri degli Esteri, Sergei Lavrov e Marco Rubio, si incontrano a Riad, in Arabia Saudita, per riallacciare i rapporti. Entrambe le parti affermano che il vertice ha avuto esito positivo. I due Paesi concordano nel 'promuovere le relazioni bilaterali' e tenere in considerazione 'i reciproci interessi'. Critiche dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Il leader di Kiev afferma di aver saputo dell'incontro dai media e che nessuno può discutere del futuro dell'Ucraina senza i diretti interessati e l'Unione europea. Il presidente francese Emmanuel Macron riunisce a Parigi i vertice Ue e i principali capi di Stato e di governo europei, più il Canada, per elaborare una strategia comune.
Scintille Trump-Zelensky, il presidente americano definisce il leader ucraino dittatore - Scintille fra il presidente americano Donald Trump e quello ucraino Volodymyr Zelensky. Il tycoon definisce il leader di Kiev un "dittatore" e un "comico modesto", intimandogli di indire le elezioni. Zelensky replica sostenendo che Trump "vive in una bolla di disinformazione russa". La stragrande maggioranza dei Paesi occidentali critica le esternazioni del presidente americano e ribadisce l'appoggio a Kiev.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si dice pronto a dimettersi in cambio dell'adesione di Kiev all'Alleanza Atlantica. "Se c'è bisogno che io lasci questa sedia, sono pronto a farlo, e posso anche scambiarla con l'adesione alla Nato per l'Ucraina", dichiara dopo che il presidente americano Donald Trump lo aveva definito "un dittatore".
Il 24 febbraio, nel giorno del terzo anniversario dell'invasione russa la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen va a Kiev, insieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, per ribadire che "in questa lotta per la sopravvivenza non è in gioco solo il destino dell'Ucraina, ma dell'Europa". Von der Leyen ipotizza l'ingresso di Kiev nell'Unione europea "prima del 2030". Contestualmente il presidente francese, Emmanuel Macron, va alla Casa Bianca per colloqui sull'Ucraina con Donald Trump.
Il 26 febbraio Donald Trump conferma la visita del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca. "Se vuole venire per me è okay", afferma il presidente americano, precisando che nell'incontro è attesa la firma dell'accordo sui minerali e le terre rare. "Riavremo i nostri soldi indietro", aggiunge Trump.
Il presidente russo, Vladimir Putin, afferma che i primi contatti con la nuova amministrazione americana "danno speranza" e aggiunge che la Russia "non ha mai respinto" l'idea di risolvere il conflitto in maniera pacifica. Donald Trump riceve alla Casa Bianca il premier britannico Keir Starmer e afferma di credere alle parole di Vladimir Putin.
Il 28 febbraio l'atteso incontro alla Casa Bianca fra Donald Trump e Volodymyr Zelensky per la firma dell'accordo sui minerali e le terre rare si trasforma in un fallimento, con i due leader che litigano davanti alle telecamere di tutto il mondo. Trump accusa il presidente ucraino di "giocare d'azzardo con la terza guerra mondiale", di "ingratitudine" e di non avere "le carte" per poter dettare le regole. Zelensky risponde ribadendo che Putin "è un assassino" con il quale non si possono fare compromessi e discute col vicepresidente JD Vance. La firma dell'accordo fra Washington e Kiev salta e la conferenza stampa congiunta viene annullata. Trump mette alla porta Zelensky invitandolo a tornare solo quando "sarà pronto per la pace".
I leader europei si incontrano a Londra con l'obiettivo di rilanciare il supporto a Kiev e ricomporre il rapporto con gli Usa dopo lo scontro alla Casa Bianca fra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Il primo ministro britannico Keir Starmer annuncia la formazione di una "coalizione di volenterosi" per difendere Kiev e garantire la pace. "Il nostro punto di partenza deve essere quello di mettere l'Ucraina nella posizione più forte possibile", dichiara.
Il presidente francese Emmanuel Macron lancia l'ipotesi di un "ombrello nucleare" francese per l'Europa, perché la Russia non si fermerà all'Ucraina nelle sue volontà espansionistiche. Le sue parole scatenano l'ira di Mosca, che lo paragona a Hitler e Napoleone. "Ci sono ancora persone che vogliono tornare ai tempi di Napoleone, dimenticando come è finita", dichiara il presidente russo Vladimir Putin.
Il presidente americano Donald Trump ribadisce di "credere" a Vladimir Putin quando dice di volere la pace in Ucraina e che trattare con Kiev è "più difficile" che interloquire con Mosca, perché gli ucraini "non hanno le carte in mano". "Ho sempre avuto un buon rapporto con Putin. Lui vuole porre fine alla guerra. E penso che sarà più generoso di quanto si possa pensare", afferma Trump.
Dopo lo stop agli aiuti Usa la Russia torna a bombardare a tappeto l'Ucraina, causando numerose vittime. Mosca rivendica anche l'avanzata nella regione del Kursk, dove gli ucraini erano entrati in estate prendendo di sorpresa le truppe russe. Intanto Donald Trump valuta un disimpegno degli Stati Uniti dal territorio europeo, per dare la priorità alla regione Indo-Pacifica: secondo indiscrezioni ipotizza di ritirare circa 35mila militari in servizio attivo in Germania.
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Elon Musk rimarca come il sistema Starlink sia "la spina dorsale dell'esercito ucraino" e, quindi, in caso di spegnimento, "l'intera linea del fronte crollerebbe". Si dice poi "disgustato" da "anni di massacri" e da una situazione dove alla fine "l'Ucraina perderà", invitando Kiev a fare la pace. Accusato da varie cancellerie occidentali di voler mettere in atto un "ricatto", Musk ritratta poi la sua posizione. "Indipendentemente da quanto io sia in disaccordo con la politica dell'Ucraina, Starlink non spegnerà mai i suoi terminali", precisa.
Colloquio fiume l'11 marzo a Gedda, in Arabia Saudita, fra le delegazioni di Ucraina e Stati Uniti. Kiev si dice favorevole alla proposta Usa di un cessate il fuoco di 30 giorni. Gli Stati Uniti, dal canto loro, annunciano la revoca della sospensione degli aiuti militari e della condivisione di intelligence a Kiev. I due Paesi si impegnano a firmare l'accordo sui minerali e sulle terre rare ucraini il prima possibile. "Spero che anche il presidente Putin accetti", commenta Donald Trump, annunciando una telefonata con il leader del Cremlino "nel corso della settimana".
Il presidente americano Donald Trump il 12 marzo minaccia Mosca di sanzioni che "potrebbero rivelarsi devastanti" se la Russia non accetterà la tregua di 30 giorni proposta dagli Stati Uniti, e alla quale l'Ucraina ha dato parere positivo. Il Cremlino dice che "si sta correndo un po' troppo", che una pausa "aiuterebbe" l'esercito di Kiev, e chiede "informazioni dettagliate".
Il 13 marzo il presidente russo Vladimir Putin apre alla possibilità di una tregua in Ucraina, "ma solo se porta a una pace a lungo termine e alla rimozione delle cause della crisi". Il leader del Cremlino fa capire che per giungere a un accordo potrebbe essere necessaria una telefonata diretta con il presidente americano Donald Trump "per discuterne con lui". Quanto alle truppe ucraine ancora presenti nella regione russa di Kursk, secondo Putin "ci saranno solo due opzioni: arrendersi o morire".
Nel corso di un discorso al dipartimento di Giustizia, il presidente americano Donald Trump dichiara di aver ricevuto "buone notizie" su un possibile cessate il fuoco tra Russia e Ucraina. Trump riferisce di "ottime chiamate" avute dalla sua amministrazione con entrambi i Paesi. "Ma dobbiamo vedere cosa succede. C'è ancora molta strada da fare", precisa.
Il premier britannico Keir Starmer riunisce il 15 marzo in videoconferenza la "coalizione dei volenterosi"; fra i partecipanti il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Secondo il premier britannico, il leader del Cremlino deve "smettere di giocare" con la proposta di cessate il fuoco lanciata dal presidente americano Donald Trump, pertanto è necessario "mantenere la pressione" su Mosca.
Domenica 16 marzo l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Steven Witkoff, annuncia un'imminente telefonata fra Donald Trump e Vladimir Putin. Witkoff rivela che il suo colloquio al Cremlino con il presidente russo è durato "tre o quattro ore" e si dice ottimista: le distanze fra Mosca e Kiev "si stanno riducendo".
Donald Trump e il Cremlino confermano un colloquio telefonico per il 18 marzo tra il presidente americano e Vladimir Putin. "Non siamo mai stati più vicini a un accordo di pace di quanto lo siamo in questo momento", dice la Casa Bianca. La Russia ribadisce il suo no al dispiegamento di militari della Nato in Ucraina in un'ipotetica forza di peacekeeping per far rispettare l'eventuale tregua. Secondo alcuni media Trump valuta il riconoscimento della Crimea come territorio russo.
Il 18 marzo i presidenti americano e russo, Donald Trump e Vladimir Putin, hanno un colloquio telefonico nel quale concordano la necessità di giungere a una "pace duratura" in Ucraina. Il primo passo è lo stop agli attacchi alle centrali energetiche per un mese. Trump definisce la conversazione "molto buona e produttiva". Critiche da Kiev, secondo cui la Russia "ha respinto il cessate il fuoco totale".
Il 19 marzo, a 24 ore di distanza dal colloquio con Vladimir Putin, il presidente americano Donald Trump sente al telefono Volodymyr Zelensky. "Siamo sulla buona strada", dice il tycoon, e anche il leader di Kiev parla di un confronto "franco e positivo", dopo lo scontro avvenuto in mondovisione alla Casa Bianca. Trump propone la gestione americana delle centrali energetiche ucraine che, a suo dire, ne rappresenterebbe "la migliore protezione".
A Riad si tengono colloqui separati fra la delegazione americana e quelle russa e Ucraina. Il presidente americano Donald Trump insiste: "Solo io posso fermare Putin". Il Cremlino frena, spiegando che "c'è ancora molta strada da fare".
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Il 27 marzo a Parigi si tiene il vertice dei 'volenterosi' alla presenza dei rappresentanti di 31 Paesi, fra cui la premier Giorgia Meloni. Il presidente francese, Emmanuel Macron, accusa la Russia di 'fingere' di negoziare e annuncia la volontà di inviare una squadra franco-britannica in Ucraina per formare l'esercito di Kiev.
Il presidente russo Vladimir Putin propone di discutere l'introduzione di un 'governo temporaneo' in Ucraina sotto l'egida 'delle Nazioni Unite e di un certo numero di Paesi', per poi tenere 'elezioni democratiche'. Coro di no da parte della comunità internazionale. Secondo il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, la Russia 'si fa beffe' degli sforzi di pace. Donald Trump si dice 'molto arrabbiato' con Vladimir Putin per aver minato la credibilità di Zelensky e minaccia 'dazi su tutto il petrolio che esce dalla Russia' se Mosca non rispetta gli accordi.
Fonti ucraine il 31 marzo fanno trapelare ai media internazionali che, nel caso si dovesse giungere a un cessate il fuoco, il presidente Volodymyr Zelensky sarebbe pronto a indire nuove elezioni da tenersi in estate. Lo stesso leader di Kiev avrebbe intenzione di ricandidarsi per un secondo mandato.
Il viceministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov, il 1° aprile afferma che la Russia non può accettare le proposte di pace avanzate dagli Usa per l'Ucraina "così come sono", in quanto non vengono affrontate "le radici profonde del conflitto'. La Casa Bianca fa trapelare la 'frustrazione' di Donald Trump 'con entrambi i leader' che, a suo dire, non collaborano a sufficienza per mettere fine a una guerra, che 'sta andando avanti da troppo tempo'.
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Il 4 aprile un raid russo colpisce un quartiere residenziale di Kryvyi Rih, città natale di Volodymyr Zelensky, nella regione di Dnipropetrovsk. Le vittime sono 20 e i feriti oltre 60. Tra i deceduti anche 9 bambini. Il presidente ucraino critica la "reazione debole" degli Stati Uniti, che "hanno persino paura di pronunciare la parola 'russo' quando si parla del missile che ha ucciso i bambini".
L'8 aprile il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, annuncia la cattura da parte dell'esercito di due cittadini cinesi che combattevano per l'esercito russo. Kiev convoca il rappresentante diplomatico di Pechino e chiede a Ue e Usa di intervenire. Secondo Zelensky l'Ucraina ha i cognomi e i dati dei passaporti di 155 cittadini cinesi che combattono per l'esercito russo e "crediamo che ce ne siano molti di più".
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L'inviato di Donald Trump per l'Ucraina, il generale Keith Kellogg, in un'intervista al Times suggerisce che l'Ucraina potrebbe essere divisa in aree di controllo, come avvenuto nel 1945 a Berlino. A creare un confine naturale tra l'est e l'ovest potrebbe essere il fiume Dnepr. Dopo la pubblicazione Kellogg ha frenato, affermando di essere stato "travisato" dal Times.
Strage della Domenica delle Palme il 13 aprile compiuta dall'esercito russo a Sumy. Verso le 10.15, quando la folla di fedeli stava andando alle celebrazioni, sul centro cittadino sono stati lanciati due missili balistici. Almeno 34 i morti. "Solo un bastardo potrebbe comportarsi così", il commento furioso del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
L'accordo di pace in Ucraina discusso con il presidente russo Vladimir Putin riguarda "i cosiddetti cinque territori". Lo ha affermato l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff in un'intervista a Fox News, facendo riferimento, senza nominarli, alla Crimea, annessa illegalmente dalla Russia nel 2014, e alle regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson, attualmente parzialmente occupate. "Per noi è una linea rossa riconoscere qualsiasi territorio temporaneamente occupato come non ucraino, ma russo", la replica del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio e l'inviato speciale Steve Witkoff si recano a Parigi dal 16 al 18 aprile per colloqui con le controparti europee per cercare soluzioni per la cessazione della guerra in Ucraina.
Il presidente russo Vladimir Putin annuncia il 19 aprile una tregua di Pasqua nel conflitto in Ucraina e che la parte russa cesserà tutte le azioni militari dalle 18 (le 17 italiane) di sabato 19 aprile a mezzanotte di lunedì 21 aprile (le 23 italiane). Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha definito il cessate il fuoco "un altro tentativo di Putin di giocare con le vite umane".
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, accusa la Russia di aver violato la tregua di Pasqua "oltre 2.900 volte" e annuncia azioni speculari. "Risponderemo al silenzio con il silenzio mentre i nostri colpi saranno una difesa contro i colpi russi. Le azioni parlano sempre più forte delle parole", afferma.
Il presidente americano Donald Trump afferma che la pace con Vladimir Putin è 'possibile' ma la Crimea 'resterà alla Russia' in quanto le è stata 'consegnata' da Barack Obama. Secondo il tycoon anche il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è pienamente 'consapevole' di questo.
Il 25 aprile il generale russo Yaroslav Moskalik, vice capo della Direzione operativa principale dello Stato maggiore delle Forze armate, viene ucciso da un'autobomba nella regione di Mosca. La Russia parla apertamente di 'atto terroristico' e incolpa i servizi segreti ucraini.
In occasione dei funerali di papa Francesco, sabato 26 aprile, il presidente americano Donald Trump e quello ucraino, Volodymyr Zelensky, si incontrano all'interno della Basilica di San Pietro per qualche minuto prima dell'inizio delle esequie. L'iconica foto del faccia a faccia pubblicata dal capo di gabinetto del leader di Kiev in pochi attimi fa il giro del mondo. La Casa Bianca parla di un incontro 'privato' e di una discussione 'molto produttiva'. Zelensky lo definisce uno scambio di vedute 'molto simbolico' che ha 'il potenziale per diventare storico' se verranno raggiunti 'risultati congiunti'.
Il presidente russo, Vladimir Putin, annuncia una nuova tregua del conflitto in Ucraina dall'8 al 10 maggio in occasione dell'80esimo anniversario della Vittoria sul nazismo. Kiev risponde: "Se Mosca vuole la pace cessi il fuoco per 30 giorni e non solo per una parata".
Il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, avverte la Russia e l'Ucraina. "E' un momento in cui entrambe le parti devono presentare risposte concrete su come porre fine a questo conflitto - dichiara - se non ci saranno progressi, faremo un passo indietro come mediatori".
Il 30 aprile Washington e Kiev firmano un accordo per istituire il Fondo di Investimento per la Ricostruzione Stati Uniti-Ucraina. Fra i punti al suo interno c'è anche quello relativo alla gestione e allo sfruttamento delle terre rare. "Il sottosuolo rimane di nostra proprietà", spiega la vicepremier ucraina Yulia Svyrydenko. Secondo Kiev l'intesa può essere definita "un successo" per entrambi i Paesi.
La parata della Vittoria sul nazismo in programma a Mosca il 9 maggio diventa territorio di scontro aperto fra Volodymyr Zelensky e le autorità russe. Il presidente ucraino fa sapere di "non poter garantire" sulla sicurezza dei leader che vi prenderanno parte, fra cui il leader cinese Xi Jinping. La risposta russa è perentoria: "Zelensky deve capire che nel caso di una vera provocazione nel Giorno della Vittoria, nessuno può garantire che Kiev arriverà al 10 maggio", minaccia il vicepresidente del Consiglio di sicurezza, Dmitry Medvedev.
Dopo aver espresso ottimismo in varie occasioni il presidente americano Donald Trump, il 4 maggio, si dichiara molto più scettico rispetto al passato in merito alla soluzione del conflitto in Ucraina. "Bisogna capire che qui c'è un odio enorme" fra i due Paesi, ammette, spiegando che "forse" un accordo "è semplicemente impossibile". Anche il vicepresidente americano J.D. Vance interviene sull'argomento spiegando che la Russia "sta chiedendo troppo" per porre fine alla guerra con l'Ucraina.
Sono 29 i leader stranieri alla parata del 9 Maggio a Mosca, in occasione dell'80esimo anniversario del Giorno della Vittoria sul nazismo nella Seconda guerra mondiale. Tra questi il presidente cinese Xi Jinping, quello brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, il primo ministro slovacco Robert Fico, unico Paese Ue, i presidenti di Serbia, Bielorussia e Venezuela. Alla parata sulla Piazza Rossa unità di 13 Paesi, fra cui Cina, Vietnam ed Egitto.
Il 9 Maggio nel suo discorso alla parata per il Giorno della Vittoria Vladimir Putin afferma che "tutta la Russia e il suo popolo sostengono i partecipanti all'operazione militare speciale in Ucraina". "Verità e giustizia sono dalla nostra parte", rimarca.
Il 10 maggio i leader dei Paesi Volenterosi si incontrano a Kiev e, con l'avallo degli Usa, propongono alla Russia una tregua senza condizioni di 30 giorni da avviare nella giornata di lunedì 12 maggio. Presenti di persona nella capitale ucraina il presidente della Francia Emmanuel Macron, il premier della Gran Bretagna, Keir Starmer, il neo cancelliere della Germania, Friedrich Merz, il premier polacco Donald Tusk. "L'Ucraina è pronta per incontri e negoziati in qualsiasi formato", afferma Volodymyr Zelensky. Nella notte arriva la risposta del Cremlino: il presidente russo rilancia proponendo la ripresa dei negoziati diretti fra Mosca e Kiev da tenersi a Istanbul il 15 maggio.
Il 12 maggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, risponde alla proposta di negoziati diretti da parte del Cremlino dicendosi disponibile a un incontro con il presidente russo. "Aspetterò Putin in Turchia, personalmente - afferma -, spero che questa volta i russi non cerchino scuse. Non ha senso prolungare le uccisioni".
Il 14 maggio il Cremlino annuncia che Vladimir Putin non sarà in Turchia per prendere parte ai colloqui fra Russia e Ucraina. La delegazione di Mosca è guidata da Vladimir Medinsky, assistente del presidente russo.
Il presidente americano, Donald Trump, afferma che non accadrà 'nulla' in termini di accordo di pace "finché io e Putin non ci incontreremo". Anche il Cremlino ammette la necessità di un vertice fra i due leader, ma "va preparato".
Il 15 maggio, a oltre tre anni dall'ultimo incontro, le delegazioni di Russia e Ucraina si incontrano a Istanbul. Mosca e Kiev si accordano su uno scambio di prigionieri nel formato 'mille per mille', ma restano distanti. L'Ucraina accusa la Russia di aver avanzato 'richieste inaccettabili' e chiede un incontro al vertice fra Putin e Zelensky. Mosca prende atto della richiesta e si dice 'pronta a proseguire' i negoziati.
Il 18 maggio Volodymyr Zelensky si reca in Vaticano per la messa di inaugurazione del pontificato di Papa Leone XIV e lo invita a Kiev. Il leader ucraino si dice 'grato' per le parole pronunciate dal Santo Padre relative alla necessità 'di una pace giusta' e per 'l'attenzione che ha rivolto all'Ucraina e al nostro popolo'.
Il 19 maggio i presidenti russo e americano, Vladimir Putin e Donald Trump, effettuano una telefonata di oltre due ore. Per ambo le parti il colloquio è positivo. Putin parla di una conversazione 'franca e molto utile'. Trump, dal canto suo, afferma che la telefonata 'è andata molto bene'. Il leader russo rivela di aver concordato con gli Usa una proposta di collaborazione con l'Ucraina su 'un memorandum riguardante un possibile futuro trattato di pace con la definizione di una serie di posizioni'. Mosca e Kiev 'devono trovare compromessi che vadano bene a entrambe le parti', la sintesi di Putin. Successivamente Trump sente i principali leader europei. Zelensky avverte che 'nessuna decisione' può essere presa 'senza coinvolgere Kiev' e che l'Ucraina 'non ritirerà le truppe dai propri territori'.
Due cittadini italiani che combattevano a fianco delle forze armate di Kiev muoiono in battaglia in Ucraina. Si tratta del 25enne Manuel Mameli e di Antonio Omar Dridi. 'Il nostro amato fratello italiano Antonio Omar Dridi, che aveva prestato servizio in Ucraina come volontario, è morto sul campo di battaglia', fa sapere la ong Memorial - International Volunteers for Ukraine. Per quanto riguarda Manuel Mameli, originario della Sardegna, era regolarmente arruolato nelle forze armate ucraine e, secondo alcune fonti, sarebbe stato ucciso da un drone russo nell'est dell'Ucraina.
Il 21 maggio Andriy Portnov, avvocato e politico ucraino filorusso, consigliere dell'ex presidente Viktor Yanukovich, viene ucciso a colpi di arma da fuoco davanti all'American School di Pozuelo de Alarcón, vicino Madrid, mentre accompagnava i figli a scuola. Portnov era stato indagato per appropriazione indebita di fondi statali e violazioni dei diritti umani in Ucraina. Era stato poi assolto dalle accuse, ma era attenzionato dai servizi segreti ucraini per la sua affinità con la Russia.
Il 23 maggio Russia e Ucraina iniziano la restituzione di prigionieri nel formato '1000 per 1000' definito nei colloqui di Istanbul. Lo scambio si effettua in tre parti e si conclude il 25 maggio. Il Cremlino smentisce seccamente le informazioni riportate dal Wall Street Journal in merito a un secondo round di negoziati fra Mosca e Kiev da tenersi in Vaticano.
Dopo l'ennesimo raid russo sull'Ucraina il presidente americano, Donald Trump, critica aspramente Vladimir Putin affermando che il leader del Cremlino 'è completamente impazzito' è 'sta uccidendo inutilmente molte persone'. Mosca risponde parlando di 'reazione emotiva' da parte del presidente americano ed esprime 'sincera gratitudine' a Trump per 'l'assistenza nell'organizzazione e nell'avvio del processo negoziale, che è un risultato molto importante'.
Il 1° giugno le forze speciali ucraine lanciano l'operazione 'tela di ragno' attaccando diverse basi aeree di Mosca in profondità nel territorio russo. L'operazione - spiegano da Kiev - ha richiesto oltre un anno e mezzo di esecuzione ed è stato supervisionata personalmente da Volodymyr Zelensky. Per colpire gli obiettivi sono stati utilizzati droni trasportati in container caricati su camion. I velivoli distrutti sarebbero almeno 40. Mosca conferma l'attacco ma minimizza le perdite.
Si conclude con un nulla di fatto il nuovo round di colloqui tenutosi a Istanbul il 2 giugno fra le delegazioni di Mosca e Kiev. La Russia presenta all'Ucraina il suo memorandum per raggiungere una tregua. Kiev risponde con una lista dei bambini da rimpatriare. L'unico accordo è quello relativo allo scambio di 6mila salme di soldati a testa fra le due parti e un secondo scambio nel formato 'tutti per tutti' relativo ai militari gravemente malati o giovani sotto i 25 anni di età.
Il Cremlino definisce 'improbabile' un incontro a tre fra Vladimir Putin, Donald Trump e Volodymyr Zelensky nel prossimo futuro. "Il presidente Putin ha ripetutamente sottolineato la sua disponibilità a contatti al più alto livello evidenziando che tali contatti dovrebbero essere però il risultato di accordi già sviluppati a livello tecnico e di esperti", sottolinea il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
Le forze speciali ucraine il 3 giugno colpiscono per la terza volta dall'inizio della guerra il ponte di Crimea. Secondo quanto riferito si tratterebbe del risultato di un'operazione durata 'diversi mesi' in cui inizialmente alcuni agenti avrebbero minato i pilastri e poi all'alba avrebbero fatto detonare gli ordigni esplosivi sottomarini. L'esplosione - viene spiegato - avrebbe danneggiato gravemente i supporti subacquei dei piloni al livello inferiore. Sarebbero stati utilizzati 1.100 kg di esplosivo. La Russia non commenta. Il traffico sul ponte resta chiuso per tre ore poi viene riaperto.
Il 4 giugno Donald Trump sente Vladimir Putin e afferma che la Russia risponderà agli attacchi di Kiev sui suoi aeroporti militari. 'La pace non sarà immediata', avverte il presidente americano. Il leader del Cremlino ha anche una conversazione telefonica con Leone XIV. Putin esprime la sua gratitudine per gli sforzi della Santa Sede 'a fornire assistenza nella risoluzione della crisi ucraina' e si dice favorevole al raggiungimento della pace tramite una soluzione diplomatica.
Il presidente americano Donald Trump definisce Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky "due bambini che litigano al parco" e "a volte è meglio lasciarli litigare per un po'". "Per noi è una questione esistenziale", ribatte il Cremlino mentre Zelensky dichiara che Putin "è un assassino che viene nel parco per uccidere i bambini".
Il 6 giugno la Russia lancia un maxi attacco aereo su Kiev e tutta l'Ucraina utilizzando oltre 400 droni e 47 missili. Il primo bilancio nella capitale è di 4 vittime e oltre 20 feriti. Mosca spiega che l'attacco giunge 'in risposta agli atti terroristici del regime di Kiev'.
Il Cremlino conferma che il presidente russo, Vladimir Putin, nel corso della conversazione avvenuta con Donald Trump si dice 'disponibile' a proseguire i colloqui con Kiev 'dopo il 22 giugno'. Nel frattempo Mosca e Kiev concludono altri scambi di prigionieri.
Il 20 giugno durante il suo discorso allo Spief di San Pietroburgo Vladimir Putin afferma di considerare il popolo russo e quello ucraino un unico popolo: "In questo senso, tutta l'Ucraina è nostra", dice il leader del Cremlino che aggiunge di non voler chiedere 'la capitolazione dell'Ucraina' ma le autorità di Kiev devono 'riconoscere le realtà che si sono sviluppate sul campo'.
Il capo degli 007 di Kiev rivela che sono stati sventati due tentativi di assassinio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, uno al quartier generale della presidenza a Kiev e l'altro all'aeroporto di Rzeszow in Polonia. L'intelligence di Kiev non rivela le date ma spiega che erano stati presi in considerazione 'diversi metodi' fra cui l'utilizzo di un drone o di un cecchino.
Il presidente americano Donald Trump e quello ucraino, Volodymyr Zelensky, si incontrano il 25 giugno al vertice Nato dell'Aia. Il presidente americano parla di un 'buon incontro' con un leader che 'sta combattendo una battaglia dura'. L'Ucraina - aggiunge Trump - 'vuole avere il sistema antimissile Patriot, e vedremo se riusciremo a trovarne qualcuno'.
ladimir Putin definisce Donald Trump 'un uomo coraggioso' che 'si sta sinceramente impegnando per risolvere la questione' del conflitto in Ucraina. Il leader del Cremlino definisce 'possibile' un incontro bilaterale ma 'deve essere preparato'. Il presidente russo dichiara anche che Mosca è 'pronta' per un terzo round di negoziati con Kiev ma i rispettivi memorandum per la pace sono 'diametralmente opposti'.
Dopo oltre 3 anni il presidente francese Emmanuel Macron, il 1° luglio, ha una conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin della durata di oltre due ore. Macron, sottolineando il fermo sostegno della Francia a Kiev e alla sua integrità territoriale, chiede un cessate il fuoco 'il prima possibile' e l'avvio dei negoziati. Putin ribatte spiegando che, a suo dire, il conflitto in Ucraina è 'una conseguenza diretta delle politiche degli stati occidentali' e la sua risoluzione deve basarsi 'sull'eliminazione delle cause profonde e la nuova realtà sul terreno'.
Il Pentagono annuncia la sospensione dell'invio di alcuni missili antiaerei e altre munizioni di precisione all'Ucraina per il timore che le scorte Usa scendano al di sotto del livello di guardia. 'Meno armi vengono fornite all'Ucraina, più vicina è la fine dell'operazione militare speciale', esulta il Cremlino. L'Ucraina afferma che in realtà le consegne di armi 'continuano' bollando come 'disumana' l'eventuale interruzione.
Il 3 luglio Vladimir Putin e Donald Trump si sentono nuovamente al telefono. Putin si dice disponibile a proseguire i negoziati con Kiev ma, allo stesso tempo, conferma che la Russia 'non rinuncerà ai suoi obiettivi'. Trump ammette che nella telefonata non c'è stato 'alcun progresso' e si dimostra stizzito. 'Ho detto a Vladimir Putin che non sono contento', dichiara aggiungendo che gli Usa non hanno 'messo in pausa' l'invio di armi a Kiev ma devono essere sicuri di averne abbastanza per loro stessi.
A 24 ore di distanza dalla telefonata non proficua con Vladimir Putin il presidente americano, Donald Trump, sente Volodymyr Zelensky e dice al leader di Kiev di volerlo 'aiutare con la difesa aerea'. Il presidente ucraino parla di una telefonata 'molto importante e fruttuosa' al termine della quale i due hanno concordato di voler 'lavorare insieme' per 'rafforzare la protezione dei cieli' ucraini.
Dall'Ucraina arriva la notizia della morte di Thomas D'Alba, 40enne originario di Legnano, che combatteva al fianco delle forze armate di Kiev. Il decesso sarebbe avvenuto a metà giugno nella regione di Sumy. D'Alba è il settimo italiano ucciso combattendo in Ucraina. In passato l'uomo aveva servito nell'esercito e in particolare nella Folgore.
In Russia si suicida Roman Starovoit. L'uomo, ex governatore della regione di Kursk, era stato rimosso da poche ore dal ruolo di ministro dei Trasporti da parte del presidente russo, Vladimir Putin.
L'8 luglio, dopo un'altra notte di feroci raid russi sull'Ucraina, il presidente Trump attacca frontalmente Vladimir Putin. 'Dice un sacco di stronzate', afferma il presidente americano durante una riunione di Gabinetto alla Casa Bianca. Il tycoon aggiunge che Putin è 'molto gentile' nel corso delle loro conversazioni, ma questo non cambia la sostanza dei fatti, e afferma che sta valutando sanzioni alla Russia. La Cnn riporta un audio di Trump in cui, nel corso della campagna elettorale dell 2024, in un incontro privato racconta di aver minacciato Putin di 'bombardare Mosca a tappeto' per dissuaderlo dal portare avanti la guerra in Ucraina.
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Il 9 luglio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky vede Papa Leone XIV a Castel Gandolfo e lo ringrazia per il 'sostegno' a Kiev e il suo impegno per la pace. Successivamente si reca al Quirinale per un colloquio 'proficuo e importante' con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il leader di Kiev invita l'Italia a ratificare l'accordo per l'istituzione di un tribunale speciale per i crimini di aggressione russa contro l'Ucraina.
Il 10 e 11 luglio Roma ospita la Ukraine Recovery Conference. Nel corso del suo intervento il presidente Volodymyr Zelensky chiede un 'piano Marshall' per l'Ucraina, perché 'tutto ciò che la Russia ha distrutto può essere ricostruito', e investimenti in Difesa aerea, in particolare per quanto riguarda il sistema missilistico Patriot americano e la produzione di droni. Dalla conferenza arriva l'impegno complessivo degli Stati per oltre 10 miliardi di euro per la ricostruzione. A margine dell'evento si tiene anche una riunione della coalizione dei 'Volenterosi' alla quale per la prima volta partecipa anche l'inviato Usa Keith Kellogg.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump afferma di aver raggiunto un accordo con la Nato affinché gli Stati Uniti inviino armi all'Ucraina attraverso l'Alleanza atlantica e che la Nato pagherà tali armi 'al cento per cento'. 'Invieremo i Patriot alla Nato, e poi la Nato li distribuirà', li pagherà l'Unione europea, annuncia Trump il 14 luglio.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump il 14 luglio lancia un ultimatum alla Russia, della quale si dice 'molto scontento': 'Se non raggiungeremo un accordo entro 50 giorni, applicheremo tariffe molto severe'. Trump però non scarica del tutto Putin: 'Non dico che sia un assassino, ma è un tipo tosto'.
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Il 17 luglio Yuliia Svyrydenko - fino a quel momento vicepremier, ministra dell'Economia e negoziatrice chiave dell'accordo sui minerali fra Kiev e gli Usa - viene nominata nuova prima ministra dell'Ucraina, prendendo il posto di Denys Shmyhal. Si tratta del primo cambio di leadership del governo dall'inizio della guerra nel 2022 e giunge nell'ambito di un rimpasto voluto dal presidente Volodymyr Zelensky nel tentativo di dare nuova energia a un Paese stanco della guerra e di aumentare la produzione interna di armi.
Il 17 luglio la Corte penale internazionale tiene una cerimonia presso la propria sede all'Aia, nei Paesi Bassi, per accogliere l'Ucraina come 125esimo Stato membro dello Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Corte.
Il 18 luglio i 27 Stati membri dell'Ue danno il via libera al 18esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, che include un nuovo meccanismo dinamico di price cap al petrolio russo che fisserà il prezzo del 15% in meno rispetto al prezzo medio di mercato del greggio russo. Prevede poi un nuovo divieto di transazione relativo a Nord Stream 1 e 2 e l'aggiunta di 105 nuove navi della flotta ombra. Lo stesso giorno la Gran Bretagna Unito impone sanzioni contro 18 ufficiali dei servizi segreti militari russi (Gru) ritenuti responsabili dell'attentato dinamitardo del 2022 contro il teatro di Mariupol, che causò la morte di centinaia di civili.
Dopo appelli e proteste, il 21 luglio la Reggia di Caserta cancella il concerto sinfonico che il direttore d'orchestra russo Valeriy Gergiev, vicino al presidente Vladimir Putin, avrebbe dovuto dirigere domenica 27 luglio. 'Chi pensa che la cancellazione del concerto del maestro Valerij Gergiev danneggerà la Russia si sbaglia; piuttosto, è all'Italia stessa che ciò arreca danno, in quanto il Paese sta compromettendo in tal modo la propria credibilità', il duro attacco dell'ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov.
Il presidente Volodymyr Zelensky il 22 luglio firma una legge riguardante l'Ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina e la Procura specializzata anticorruzione, che di fatto ne limita l'indipendenza. La decisione scatena proteste di piazza e la richiesta di spiegazioni da parte dell'Ue, a cui Zelensky risponde presentando una nuova legge. 'La gente ha chiesto dei cambiamenti. Noi abbiamo risposto', afferma il presidente ucraino.
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Il 23 luglio si tiene il terzo round di colloqui tra Mosca e Kiev a Istanbul, della durata di appena 40 minuti. I due paesi si accordano per un nuovo scambio di 1200 prigionieri militari e civili per parte. L'Ucraina rilancia la proposta di un vertice tra Putin e Zelensky, che secondo la Russia si potrà tenere solo dopo che sarà raggiunto un accordo.
Il 27 luglio il presidente americano Donald Trump afferma di non essere più interessato a parlare con Vladimir Putin. Il tycoon si dice 'molto deluso' dal leader del Cremlino e annuncia la riduzione della scadenza di 50 giorni data come ultimatum a Mosca per raggiungere un accordo di pace. 'Stabilirò una nuova scadenza, di circa 10 o 12 giorni. Non c'è motivo di aspettare - afferma -, volevo essere generoso, ma non vediamo alcun progresso'. Se non ci saranno svolte, Trump si dice pronto a 'sanzioni' e 'forse' a dazi nei confronti di Mosca.
Il 4 agosto la Russia ha annunciato di non considerarsi più vincolata dalle auto-limitazioni relative al dispiegamento di missili a raggio intermedio e a corto raggio. 'Poiché i nostri ripetuti avvertimenti in merito sono stati ignorati e la situazione si sta evolvendo verso un effettivo dispiegamento di missili terrestri americani a raggio intermedio e corto in Europa e nella regione Asia-Pacifico', dichiara il ministero degli Esteri russo, che 'constata il decadimento delle condizioni necessarie per mantenere la moratoria unilaterale sul dispiegamento di armi simili ed è autorizzato ad affermare che la Federazione Russa non si considera più vincolata dalle auto-limitazioni precedentemente adottate'.
L'Olanda ha annunciato il 4 agosto di aver acquistato 500 milioni di euro di equipaggiamento militare Usa da destinare all'esercito ucraino. È il primo Paese a comprare armi americane per conto di Kiev. Il giorno dopo anche Danimarca, Svezia e Norvegia hanno aderito all'iniziativa.
Il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto il 6 agosto l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff al Cremlino. L'incontro è durato circa 3 ore. Secondo il consigliere del leader russo Yuri Ushakov, il colloquio è stato 'utile e costruttivo', la Russia ha 'inviato segnali' agli Usa sulla questione ucraina.
Il presidente Usa Donald Trump annuncia che incontrerà il presidente russo Vladimir Putin il 15 agosto in Alaska. Il Cremlino si aspetta che il prossimo incontro tra Putin e Trump dopo l'Alaska si tenga in territorio russo. 'Il corrispondente invito al presidente degli Stati Uniti è già stato consegnato', ha affermato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov. Trump afferma che chiederà a Putin di 'porre fine' alla guerra altrimenti ci saranno 'gravi conseguenze' per Mosca e dice di auspicare un incontro trilaterale dopo il faccia a faccia con il capo del Cremlino. 'L'Ucraina è pronta a prendere decisioni concrete che possano portare la pace. Qualsiasi decisione contro di noi, qualsiasi decisione che non coinvolga l'Ucraina, è allo stesso tempo una decisione contro la pace. Non porterà a nulla. Sono decisioni nate morte', commenta il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che parla dell'incontro come di una 'vittoria personale' di Putin e ribadisce che Kiev non si ritirerà dal Donbass.
A poche ore di distanza dal suo incontro con Vladimir Putin, il presidente americano Donald Trump sente in videocall i principali leader europei e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che partecipa alla riunione da Berlino al fianco del cancelliere tedesco Friedrich Merz. 'L'incontro virtuale con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e con i leader europei è stato ottimo e molto amichevole. Come voto darei 10', dichiara Trump. I leader europei spiegano che il primo obiettivo comune è quello del cessate il fuoco, 'che nessuno tranne l'Ucraina può negoziare'.
A 24 ore di distanza dal faccia a faccia in Alaska il presidente russo Vladimir Putin afferma che l'amministrazione Trump 'sta compiendo sforzi piuttosto energici e sinceri per porre fine alle ostilità e raggiungere accordi che siano di interesse per tutte le parti coinvolte in questo conflitto. Al fine di creare condizioni di pace a lungo termine tra i nostri Paesi, in Europa e nel mondo intero'. Putin aggiunge di augurarsi di concordare nel vertice un accordo sul 'controllo delle armi strategiche offensive'.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin si incontrano il 15 agosto ad Anchorage, in Alaska, per quasi 3 ore. In dichiarazioni congiunte, senza domande dei giornalisti, entrambi definiscono i colloqui 'costruttivi'. Putin invita Trump a Mosca per un prossimo round. Il presidente Usa parla di 'un ottimo incontro' nel quale 'molti punti sono stati negoziati' ma in cui non è stato trovato un accordo. Trump ha poi una conversazione telefonica con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. I due parlano per circa mezz'ora, poi alla chiamata si uniscono per un'altra ora la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, il presidente francese Emmanuel Macron, la premier Giorgia Meloni, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente finlandese Alexander Stubb, il presidente polacco Karol Nawrocki, il primo ministro britannico Keir Starmer, il Segretario generale della Nato Mark Rutte, il Segretario di Stato americano Marco Rubio e l'inviato Speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff.
© X / Ursula von der Leyen
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Dopo una telefonata con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sull'incontro avuto in Alaska con Vladimir Putin, Volodymyr Zelensky annuncia un viaggio a Washington per incontrare il 18 agosto Trump alla Casa Bianca. Diversi leader europei e della Nato annunciano poi di unirsi al presidente ucraino. In missione a Washington il premier Giorgia Meloni, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer e il segretario generale della Nato Mark Rutte.
Dopo l'incontro con Vladimir Putin in Alaska, Donald Trump sembra abbandonare l'idea di un cessate il fuoco come passo verso la pace, che lui e l'Ucraina avevano sostenuto per mesi. 'Una giornata fantastica e di grande successo in Alaska! L'incontro con il presidente russo Vladimir Putin è andato molto bene, così come la telefonata a tarda notte con il presidente ucraino Zelensky e vari leader europei, tra cui il molto rispettato segretario generale della Nato', scrive in un post su Truth il presidente Usa, 'è stato deciso da tutti che il modo migliore per porre fine alla terribile guerra tra Russia e Ucraina è quello di arrivare direttamente a un accordo di pace, che metterebbe fine al conflitto, e non a un semplice accordo di cessate il fuoco, che spesso non viene rispettato'.
Donald Trump incontra alla Casa Bianca il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i principali leader europei, fra cui Giorgia Meloni. Al termine del vertice, che definisce 'ottimo', il presidente americano rende nota la volontà di organizzare un incontro trilaterale con Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin per 'mettere fine a questa guerra'. La speranza è che si possa tenere entro fine agosto. Nel corso dei colloqui vengono discusse anche le garanzie di sicurezza per Kiev. Mentre è in riunione con i leader europei, Trump fa una pausa per chiamare direttamente Putin e informarlo sulle discussioni. Zelensky si dice pronto a vedere il presidente russo e mette in chiaro che parlerà di eventuali concessioni territoriali solamente con Putin. Il presidente francese Emmanuel Macron mostra scetticismo sulle reali volontà di Mosca e invita ad 'aumentare le sanzioni' qualora i negoziati fallissero.
Mentre varie nazioni, dalla Svizzera all'Austria passando per la Turchia e l'Ungheria, si dicono disponibili a ospitare un eventuale vertice fra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov avverte che parlare di garanzie di sicurezza senza coinvolgere la Russia è 'un'utopia', che 'non porta da nessuna parte'. Lavrov inoltre accusa i Paesi europei di mettere in atto 'goffi tentativi' per influenzare Donald Trump e di voler 'minare' i progressi fatti nel summit fra Putin e Trump in Alaska.
Sembra allontanarsi la possibilità di un incontro a breve fra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. 'Il presidente ucraino durante l'incontro a Washington ha respinto tutte le proposte di Trump per la risoluzione della crisi, ritenute necessarie dagli Stati Uniti', afferma il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov il 22 agosto, precisando che un incontro Putin-Zelensky 'non è ancora pianificato'. 'Vediamo che i russi stanno facendo di tutto per impedire l'incontro', la risposta di Zelensky, secondo cui Trump resta 'l'unica persona che può fermare Putin oggi'.
Dopo l'incontro faccia a faccia in Alaska e la conversazione telefonica avvenuta il 18 agosto, il presidente americano Donald Trump rivela il 25 agosto di aver sentito nuovamente Vladimir Putin. Il tycoon afferma che il presidente russo non vuole parlare con Volodymyr Zelensky perché 'non gli piace' e torna a criticare il presidente ucraino definendolo 'il più grande venditore del mondo'. 'Non spendiamo più soldi per l'Ucraina, anzi è proprio il contrario - sottolinea Trump -, ora vendiamo armi alla Nato'.
Nella notte fra il 27 e il 28 agosto le forze armate russe effettuano un massiccio attacco su Kiev. Il bilancio è di almeno 25 vittime, fra cui 4 bambini, e oltre 60 feriti. Vengono colpite e danneggiate anche la sede della Delegazione Ue e quella del British Council. Dura condanna dei paesi e delle istituzioni Ue. la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sente Trump e Zelensky: 'Putin deve sedersi al tavolo delle trattative'. 'La Russia sceglie la balistica invece del tavolo dei negoziati', afferma il presidente ucraino. La Casa Bianca fa sapere che Donald Trump 'non è contento', ma 'non è sorpreso' del raid russo.
L'ex presidente del Parlamento ucraino Andriy Parubiy viene ucciso con otto colpi di pistola in una sparatoria a Leopoli il 31 agosto. Il 54enne era stato nel 2013 uno dei leader di Euromaidan. Il presidente Volodymyr Zelensky parla di 'crimine preparato con cura'. Secondo testimoni oculari il killer era travestito da corriere di Glovo e sarebbe arrivato a bordo di una bici elettrica. Il presunto responsabile viene arrestato dopo 24 ore e la polizia ucraina parla di 'coinvolgimento russo' nell'accaduto.
Il presidente russo Vladimir Putin, reduce da una visita in Cina, sfida Volodymyr Zelensky affermando che se il presidente ucraino è pronto a un incontro dovrebbe 'venire a Mosca'. 'Non ho mai escluso la possibilità di un incontro del genere, ma questi incontri hanno senso?', aggiunge il leader del Cremlino. 'Un incontro con Putin è necessario ma non a Mosca. Lui può venire a Kiev', ribatte Zelensky. Putin aggiunge poi che eventuali truppe Nato in Ucraina, diventerebbero 'obiettivi legittimi' per l'esercito russo.
Nella notte fra il 6 e il 7 settembre la Russia lancia il più grande attacco aereo contro l'Ucraina dall'inizio della guerra, prendendo di mira in particolare la capitale Kiev con oltre 800 fra droni e missili. Per la prima volta viene colpita anche la sede del governo dove il tetto e i piani superiori restano danneggiati. Il bilancio degli attacchi in tutto il Paese è di quattro vittime, tra cui un bambino, e oltre 40 feriti.
Nelle prime ore del 10 settembre la Polonia fa sapere di aver abbattuto alcuni droni russi all'interno del suo spazio aereo. Si attivano le difese aeree della Nato. 'La prospettiva di un conflitto militare è più vicina che in qualsiasi altro momento dalla Seconda guerra mondiale', dichiara il premier polacco Donald Tusk parlando di una situazione 'significativamente più pericolosa di tutte le precedenti'. 'Il mio messaggio a Putin è chiaro: fermi la guerra in Ucraina, fermi l'escalation bellica e smetta di violare lo spazio aereo alleato. Sappia che siamo pronti, siamo vigili e difenderemo ogni centimetro del territorio Nato', gli fa eco il Segretario della Nato, Mark Rutte. Il Cremlino nega le accuse. 'I vertici dell'Ue e della Nato accusano quotidianamente la Russia di provocazioni. Il più delle volte, senza nemmeno provare a fornire argomentazioni', dice il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
Il 12 settembre il segretario generale della Nato, Mark Rutte, annuncia il lancio dell'operazione 'Sentinella dell'Est' per rafforzare la posizione dell'Alleanza sul fronte orientale, dopo l'incursione di droni russi nello spazio aereo polacco. L'operazione 'aggiungerà flessibilità e forza alla nostra posizione e chiarirà che, come alleanza difensiva, siamo sempre pronti a difenderci', dichiara Rutte. 'Non è stata la Russia a muoversi verso l'Europa con la sua infrastruttura militare, ma l'Europa, in quanto parte della Nato, a muoversi verso i nostri confini', rimarca Mosca.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, afferma che la Nato 'è in guerra con la Russia', parlando di un fatto 'ovvio', che 'non richiede ulteriori prove'. Secondo Mosca, l'Alleanza 'fornisce supporto sia indiretto che diretto al regime di Kiev', pertanto può essere considerata 'con assoluta certezza' parte in causa nel conflitto.
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola il 17 settembre inaugura a Kiev la sede di rappresentanza dell'Eurocamera ed esprime il continuo e incrollabile sostegno dell'Europa all'Ucraina. 'Sarà la voce del Parlamento europeo direttamente sul territorio, che lavorerà con voi, vi ascolterà e vi sosterrà nel vostro percorso verso la pace e l'adesione all'Ue', ha affermato Metsola.
La Commissione Ue adotta il 19 settembre adotta il 19esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. 'È ora di chiudere i rubinetti', afferma la presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen. L'obiettivo è accelerare l'eliminazione del gas naturale liquefatto (Gnl) russo entro l'1 gennaio 2027. Per la prima volta le misure colpiranno anche le piattaforme di criptovalute. Inoltre sono state inserite nell'elenco delle entità da sanzionare le banche straniere collegate ai sistemi di pagamento alternativi russi. Deciso anche un taglio del price cap del petrolio a 47,6 dollari.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky partecipa all'Assemblea generale dell'Onu a New York e incontra il 23 settembre a margine il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Zelensky lo definisce 'un buon incontro' e nel suo intervento lancia un appello alla comunità internazionale ad agire contro la Russia subito, avvertendo che Putin intende espandere la guerra in Europa.
Pochi giorni dopo l'Assemblea generale dell'Onu, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky afferma che l'Ucraina ha l'esplicito appoggio del presidente Usa Donald Trump per colpire obiettivi in Russia come infrastrutture energetiche e fabbriche di armi. 'Se attaccano i nostri siti energetici, il presidente Trump sostiene che potremo rispondere in materia energetica', sostiene Zelensky, i funzionari del Cremlino 'devono sapere dove si trovano i rifugi antiaerei, ne avranno bisogno'.
Droni sorvolano il territorio europeo nella notte tra il 26 e il 27 settembre. I velivoli vengono avvistati sopra la base aerea militare danese di Karup, la più grande del Paese, e sopra la regione tedesca dello Schleswig-Holstein, al confine con la Danimarca. 'L'Italia potrebbe essere la prossima', avverte il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post sui social in cui fa sapere che 92 droni russi diretti verso la Polonia sono stati intercettati.
Il fotoreporter francese Antoni Lallican viene ucciso il 3 ottobre da un drone in Ucraina. È la prima volta che accade dall'inizio del conflitto. Il giornalista ucraino Heorgiy Ivanchenko rimane ferito nello stesso attacco. Entrambi indossavano equipaggiamento e giubbotti con la scritta 'Press'. Lallican, residente a Parigi, era in missione in Donbass per conto dell'agenzia di fotogiornalismo Hans Lucas, con sede a Carcassonne.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump valuta l'invio di missili Tomahawk in Ucraina se la guerra non si dovesse risolvere. I missili a lungo raggio Tomahawk darebbero la possibilità a Kiev di colpire in profondità in Russia, compresa Mosca. Sul tema Trump si confronta più volte telefonicamente con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Il 16 ottobre, alla vigilia di un incontro alla Casa Bianca con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il presidente americano Donald Trump ha un colloquio telefonico con l'omologo russo Vladimir Putin. Trump parla di 'grandi progressi' e della programmazione di una riunione dei consiglieri di alto livello, in vista di un incontro a Budapest 'probabilmente entro le prossime due settimane'. Al centro del colloquio anche il possibile invio Usa a Kiev di missili Tomahawk.
Il 17 ottobre, per la terza volta dall'inizio del suo secondo mandato, il presidente americano Donald Trump riceve alla Casa Bianca il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Secondo i resoconti dei media, l'incontro sarebbe stato teso. A seguire, Zelensky ha una conversazione telefonica con i principali leader europei, che confermano il loro sostegno a Kiev. Trump sul suo social Truth scrive che, 'come ho suggerito con forza anche al presidente Putin, è ora di smettere di uccidere e di raggiungere un accordo', 'dovrebbero fermarsi dove sono. Lasciamo che entrambi rivendichino la vittoria, lasciamo che sia la storia a decidere'.
Il 22 ottobre il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti annuncia una serie di nuove sanzioni contro le compagnie petrolifere russe Rosneft e Lukoil. 'Spero' che dopo le sanzioni Putin 'diventi più ragionevole', afferma il presidente americano Donald Trump, 'ogni volta che parlo con Vladimir ho una buona conversazione, e poi non si approda a nulla', ma 'è il momento di fare un accordo'. Trump afferma inoltre di aver 'cancellato l'incontro con Putin, ma lo avremo in futuro', 'non mi sembrava la cosa giusta, mi sembrava che non saremmo andati nella direzione in cui avremmo dovuto'. Il presidente Usa per contro sembra chiudere all'invio dei Tomahawk all'Ucraina: 'L'unico modo in cui un Tomahawk può essere lanciato è se lo lanciamo noi e non intendiamo farlo'. Le sanzioni da parte degli Stati Uniti sono 'un atto ostile che non rafforza le relazioni russo-americane', la replica del presidente russo Vladimir Putin, secondo cui il vertice di Budapest 'è stato proposto dalla parte americana'. La risposta a eventuali attacchi sul territorio russo con missili Tomahawk, rimarca, 'sarebbe severa, se non sbalorditiva'.
Il 23 ottobre, poco prima dell'inizio del Consiglio europeo, arriva il via libera da parte dei 27 Stati membri al 19esimo pacchetto di sanzioni Ue contro Mosca. Previste nuove misure su petrolio e gas, la flotta ombra e il settore finanziario russi, nonchè il divieto di importazione di gas naturale liquefatto.
Il 26 ottobre la Russia fa sapere di aver testato il 21 ottobre 'con successo' il nuovo missile da crociera a propulsione nucleare Burevestnik, in grado di confondere le difese aeree. Il missile, 'Uccello delle tempeste' in russo, chiamato in codice Skyfall dalla Nato, avrebbe percorso 14.000 chilometri. Il presidente russo Vladimir Putin rivelò per la prima volta che la Russia stava lavorando a questo missile nel suo discorso sullo stato della nazione del 2018.
Il 27 ottobre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky afferma che sta lavorando con il premier britannico Keir Starmer a un piano di pace per l'Ucraina, sullo stile di quello del presidente americano Donald Trump per Gaza. Zelensky si dice però scettico sul fatto che il presidente russo Vladimir Putin sia pronto ad accettare qualsiasi piano di pace.
Il 29 ottobre il presidente Vladimir Putin rende noto che il giorno prima la Russia ha testato con successo il sottomarino a propulsione nucleare Poseidon. Secondo i media russi Poseidon è stato progettato per esplodere vicino alle coste e scatenare un potente tsunami radioattivo. 'Non esiste al mondo niente di paragonabile a questo drone in termini di velocità e profondità', secondo Putin, 'non c'è modo di intercettarlo'.
Russia e Italia ai ferri corti dopo le parole della portavoce del ministero degli Esteri di Mosca sul crollo della Torre dei Conti a Roma avvenuto il 3 novembre, in cui perde la vita un operaio romeno. Le dichiarazioni di Maria Zakharova contro il sostegno italiano a Kiev, secondo cui 'finché il governo italiano continuerà a spendere inutilmente il denaro dei contribuenti, l'Italia crollerà completamente', scatenano la reazione della Farnesina, che convoca l'ambasciatore russo. Il ministero degli Esteri fa sapere che le 'volgari parole' di Zakharova 'non fanno che rafforzare l'idea del popolo italiano di difendere chi è sotto attacco in una aggressione illegale e ingiustificata, in violazione del diritto internazionale'. L'ambasciata russa risponde parlando di 'disgustosa campagna mediatica anti-russa scatenata da Roma'.
Il 7 novembre il primo ministro ungherese Viktor Orban incontra Donald Trump alla Casa Bianca, esprimendo scetticismo sull'ipotesi di una vittoria dell'Ucraina contro la Russia. 'I miracoli possono accadere...', afferma sarcasticamente. Orban incassa anche dal presidente americano l'esenzione dalle sanzioni per l'acquisto di petrolio ed energia russi per un anno, a riprova della stretta affinità tra i due leader.
L'Unione europea annuncia il 7 novembre una stretta alle norme sui visti per i cittadini russi a causa 'dei continui sabotaggi e delle interferenze dei droni sul suolo europeo'. 'È difficile giustificare l'inizio di una guerra e aspettarsi di poter circolare liberamente in Europa', afferma l'Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue Kaja Kallas, sottolineando che viaggiare all'interno dei confini dell'Ue è 'un privilegio e non un diritto'. 'Perché l'Europa occidentale dovrebbe avere turisti facoltosi, quando ci sono migranti illegali che vivono di sussidi e fuggitivi ucraini?', la risposta provocatoria di Mosca.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, dietro al sabotaggio del gasdotto Nord Stream nel Mar Baltico ci sarebbe un gruppo di sabotatori ucraini diretto da Valery Zaluzhny, ai tempi comandante in capo delle forze armate ucraine. Gli investigatori tedeschi avrebbero raccolto prove che determinano un quadro 'chiaro' di come un'unità militare ucraina d'élite abbia portato a termine gli attacchi con l'obiettivo di tagliare le entrate energetiche della Russia e i suoi legami economici con la Germania.
L'11 novembre il Servizio di sicurezza federale russo riferisce di aver sventato un complotto ucraino-britannico per dirottare un jet da combattimento Mig-31, equipaggiato con un missile ipersonico Kinzhal per una 'provocazione su larga scala'. Il piano, secondo Mosca, sarebbe stato quello di reclutare piloti russi, offrendo loro 3 milioni di dollari, per inviare il Mig verso la base Nato a Costanza in Romania dove, presumibilmente, sarebbe stato poi abbattuto dalle forze militari dell'Alleanza Atlantica.
La premier ucraina Yulia Svyridenko annuncia il 12 novembre che il ministro della Giustizia, Herman Halushchenko, e la ministra dell'Energia, Svitlana Hrynchuk, saranno destituiti dagli incarichi a seguito di uno scandalo di corruzione che coinvolge la compagnia statale Energoatom. La decisione arriva dopo precisa richiesta del presidente, Volodymyr Zelensky. 'Le capitali europee stanno iniziando a rendersi conto sempre di più che una parte significativa del denaro che prendono dai loro contribuenti viene sottratta dal regime di Kiev', l'attacco del Cremlino.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ammette le difficoltà sul fronte di Pokrovsk, nel Donetsk, ma precisa che qualsiasi decisione relativa a un'eventuale ritirata 'spetta ai comandanti militari sul campo'. Il leader di Kiev ribadisce anche il suo no alla concessione alla Russia dell'Ucraina orientale, perché 'la gente non lo capirebbe e nessuno garantisce che i russi non si sposterebbero oltre'. Zelensky infine lancia un monito all'Europa: 'La Russia si prepara a scatenare una guerra di grandi dimensioni, nel 2029 o nel 2030, sul continente europeo. Dobbiamo pensare a come fermarli ora in Ucraina, ma anche fare tutto il possibile per ridurre le loro capacità'.
Nella notte fra il 13 e il 14 novembre la Russia lancia un massiccio attacco aereo su Kiev con oltre 400 fra droni e missili. Il bilancio è di almeno 6 vittime. Anche l'ambasciata dell'Azerbaigian viene raggiunta dai resti di un missile Iskander. 'Si è trattato di un attacco crudele e appositamente calcolato per causare il maggior danno possibile alla popolazione e ai civili', afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Mosca risponde confermando di aver effettuato un attacco con 'armi di precisione a lungo raggio' contro 'strutture militari-industriali ed energetiche ucraine in risposta agli attacchi terroristici in Russia', accusando Kiev di aver tentato un raid sulla centrale nucleare russa di Novovoronezh con otto droni.
Il 17 novembre nel corso di un incontro a Parigi il presidente francese Emmanuel Macron e quello ucraino Volodymyr Zelensky firmano una dichiarazione d'intenti che prevede l'acquisto da parte di Kiev di 100 aerei caccia Rafale F4 entro il 2035, di sistemi di difesa aerea SAMP-T, di radar per sistemi di difesa aerea, di missili aria-aria e di bombe aeree. L'obiettivo, secondo Macron, è dotare l'esercito ucraino di una 'capacità di dissuasione' contro eventuali 'tentativi di incursione'. 'Rigenerare l'esercito ucraino è un elemento decisivo per la sicurezza di tutti noi', rimarca. Zelensky parla di 'momento storico' e di 'pietra miliare' nella partnership strategica con la Francia.
Il 19 novembre indiscrezioni sui media riportano di un piano per la pace in Ucraina in 28 punti, elaborato dall'inviato americano Steve Witkoff e da quello russo Kirill Dmitriev. Tra le condizioni principali il riconoscimento di Crimea e Donbass come territori russi, la riduzione dell'esercito ucraino, il no all'ingresso di Kiev nella Nato. Il presidente russo Vladimir Putin valuta il piano come un buon punto di partenza, mentre Kiev lo considera 'assurdo e inaccettabile'. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rimarca che 'è uno dei momenti più difficili della nostra storia', 'ora l'Ucraina potrebbe trovarsi di fronte a una scelta molto difficile: o la perdita di dignità, o il rischio di perdere un partner chiave. O i 28 punti, o un inverno estremamente difficile'. Zelensky annuncia che offrirà 'alternative' al piano Usa e non tradirà il Paese.
Donald Trump dichiara di volere una risposta da Volodymyr Zelensky sul suo piano di pace entro giovedì 27 novembre, ma che è possibile una proroga per finalizzare i termini. 'Ho imposto molte scadenze, ma se le cose vanno bene si tende a prorogarle', ha detto il presidente Usa, 'però giovedì è il momento giusto, lo riteniamo opportuno'.
Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, tra il 21 e il 22 novembre incontrano diversi leader a margine del G20 di Johannesburg, in Sudafrica, per discutere del piano di pace per l'Ucraina. Tra loro la premier Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron e rappresentanti di Germania, Regno Unito, Norvegia, Canada, Giappone, Australia, Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi e Spagna. In una nota congiunta, i vertici Ue con i leader dei Paesi europei e del G7 chiedono 'ulteriore lavoro' sulla bozza di piano Usa.
I consiglieri per la sicurezza nazionale dei paesi E3 (Francia, Regno Unito e Germania) si incontrano il 23 novembre a Ginevra con funzionari dell'Unione europea, degli Stati Uniti e di Kiev per discutere del piano di pace proposto da Trump per l'Ucraina. L'Italia è rappresentata da Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico della premier Giorgia Meloni, per gli Usa partecipano il segretario di Stato Marco Rubio, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il segretario dell'esercito Usa Dan Driscoll.
Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa convoca il 24 novembre una riunione speciale dei leader europei sull'Ucraina a margine del vertice Ue-Unione Africana, che si tiene a Luanda, in Angola.
Nel corso di colloqui di Ginevra, Ucraina e Stati Uniti stilano un nuovo accordo di pace in 19 punti. La bozza prevede che le questioni più controverse, tra cui quelle territoriali, vengano trattare in modo diretto fra Donald Trump e Volodymyr Zelensky.
L'agenzia di stampa Bloomberg pubblica la trascrizione di una telefonata fra l'inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e Yuri Ushakov, consulente per la politica estera di Vladimir Putin. Da quanto emerso si evince che Witkoff diede consigli a Mosca su come il leader russo avrebbe dovuto presentare a Trump il piano per l'Ucraina. Il presidente americano difende il suo negoziatore parlando di 'procedura standard', ma fioccano le polemiche per l'approccio di Witkoff, giudicato da più parti, anche tra i Repubblicani, troppo sbilanciato verso Mosca.
Il presidente russo Vladimir Putin il 27 novembre afferma che il piano degli Stati Uniti per porre fine al conflitto in Ucraina 'in linea generale potrebbe costituire la base per accordi futuri' e si dice 'pronto a discuterne seriamente', ma la guerra terminerà solo quando 'le truppe di Kiev si ritireranno dai territori occupati'. In caso contrario i territori in questione saranno presi 'con la forza delle armi'. Il presidente russo poi attacca frontalmente l'Europa, definendo la confisca degli asset russi congelati 'un furto di proprietà altrui', di fronte al quale ci sarebbero 'misure di ritorsione'.
Andriy Yermak, potente capo di Gabinetto della presidenza ucraina e principale negoziatore nei colloqui con gli Stati Uniti, si dimette il 28 novembre, dopo una perquisizione effettuata nella sua residenza su mandato dell'agenzia anticorruzione ucraina. Yermak era da anni uno dei più stretti collaboratori del presidente Zelensky, nonché una delle figure più potenti del paese. 'Sono una persona onesta, sono disgustato dalla sporcizia che mi viene rivolta e ancora di più dalla mancanza di sostegno da parte di coloro che conoscono la verità', afferma Yermak, annunciando la sua volontà di andare 'al fronte' per combattere i russi. Il suo posto come capo negoziatore viene preso da Rustem Umerov, segretario del Consiglio per la sicurezza nazionale e già ministro della Difesa.
Le delegazioni di Stati Uniti e Ucraina si incontrano il 30 novembre in Florida per colloqui sul piano di pace elaborato dall'amministrazione Trump. Il segretario di Stato americano Marco Rubio parla di un incontro 'produttivo', anche se 'c'è ancora molto lavoro da fare'. Un pensiero condiviso anche dagli inviati di Kiev. 'Il nostro obiettivo è un'Ucraina prospera e forte e gli Stati Uniti sono stati di grande sostegno', afferma Rustem Umerov. Secondo il presidente americano Donald Trump ci sono 'buone possibilità' di raggiungere un accordo.
Giuseppe Cavo Dragone, responsabile del Comitato militare della Nato, afferma che l'Alleanza sta valutando risposte 'più decise' nei confronti della Russia, suggerendo l'eventualità di un 'attacco preventivo' ibrido, che potrebbe essere visto come 'azione difensiva', nonostante 'sia lontano dal nostro normale modo di pensare e di comportarci'. Cavo Dragone sottolinea come negli ultimi anni i paesi europei abbiano dovuto affrontare 'una serie di incidenti ibridi', tra 'attacchi informatici e sospetti sabotaggi legati alla Russia'. Dura la risposta di Mosca, secondo cui le parole di Cavo Dragone 'sono un passo estremamente irresponsabile e un tentativo deliberato di minare gli sforzi volti a risolvere la crisi ucraina'.
Il presidente russo Vladimir Putin minaccia l'Europa. Il leader del Cremlino il 2 dicembre afferma che Mosca 'non ha mai avuto intenzione, e non ha intenzione, di entrare in guerra' con il Vecchio Continente, ma 'se all'improvviso l'Europa volesse combattere contro di noi e iniziasse a farlo, saremmo pronti fin da subito', su questo 'non ci sono dubbi'.
Il presidente russo Vladimir Putin riceve al Cremlino il 2 dicembre la delegazione di negoziatori Usa composta da Steve Witkoff e dal genero di Donald Trump, Jared Kushner. Il vertice, della durata di circa cinque ore, dal punto di vista sostanziale si conclude con un nulla di fatto. Il segretario di Stato americano Marco Rubio parla di 'alcuni progressi', mentre secondo il consigliere presidenziale russo per la politica estera Yuri Ushakov il Cremlino non ha respinto il piano americano, ma 'c'è ancora da fare' alla ricerca di 'un compromesso'.
Il 4 e il 5 dicembre a Miami le delegazioni di Stati Uniti e Ucraina, guidate rispettivamente dai capi negoziatori Steve Witkoff e Rustem Umerov, si incontrano per aggiornarsi dopo la visita in Russia di Witkoff e di Jared Kushner, genero di Donald Trump. Al termine degli incontri si tiene una telefonata con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che parla di una discussione 'molto mirata e costruttiva'.
L'8 dicembre il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si reca prima a Londra per un vertice con il premier britannico Starmer, il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, e poi a Bruxelles per incontri con i vertici dell'Ue e il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Zelensky afferma di non avere 'alcun diritto legale' e 'alcun diritto morale' per cedere territori alla Russia. Macron ammette che il 'principale problema' nell'ambito delle discussioni sul piano di pace per mettere fine alla guerra in Ucraina è la 'convergenza' con gli Stati Uniti, mentre la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen parla di una Russia che 'finge' di cercare la pace per 'prendere tempo'.
Il 9 dicembre il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, incontra la premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. 'Apprezziamo il ruolo attivo dell'Italia nel generare idee pratiche e nel definire i passi per avvicinare la pace', afferma il leader di Kiev dopo il colloquio con la presidente del Consiglio, aggiungendo che l'Ucraina 'conta molto sul sostegno dell'Italia'.
Il 9 dicembre Donald Trump sostiene che 'sia giunto il momento' per tenere le elezioni in Ucraina. 'Parlano di democrazia, ma si arriva a un punto in cui non è più una democrazia', afferma il presidente americano. Zelensky si dice 'pronto' alle urne, purchè venga garantita la sicurezza del voto. Quanto all'eventuale cessione di territori da parte di Kiev, 'può avvenire solo attraverso la parola del popolo, ovvero le elezioni o un referendum', precisa il presidente ucraino. Trump ha poi un colloquio telefonico sull'Ucraina con il presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. 'Si è discusso in termini forti', ammette il tycoon.
Il 12 dicembre gli Stati membri dell'Ue danno il via libera all'uso dell'articolo 122 del Tfue (Trattato sul funzionamento dell'Unione europea) che permette di congelare gli asset russi in modo indefinito, senza dover sottostare al rinnovo semestrale delle sanzioni alla Russia, con il relativo requisito dell'unanimità. Il regolamento è stato votato da 25 stati mentre due, Ungheria e Slovacchia, si sono espressi contro. La mossa apre la strada per l'uso degli asset russi per unl prestito di riparazione a Kiev. La Russia condanna la decisione dell'Ue e preannuncia ritorsioni.
Il 14 dicembre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si dice pronto a rinunciare alla richiesta di adesione alla Nato in cambio di garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti e dell'Europa, in una mossa volta a far progredire i colloqui di pace. 'Stiamo parlando di garanzie di sicurezza bilaterali tra l'Ucraina e gli Stati Uniti, ovvero garanzie simili all'articolo 5, nonché garanzie di sicurezza per noi da parte dei nostri partner europei e di altri paesi come il Canada, il Giappone e altri', spiega.
Il 17 dicembre Vladimir Putin attacca frontalmente i leader europei, definendoli 'porcellini che si sono subito uniti all'amministrazione Biden nell'intento di poter distruggere la Russia in poco tempo e di trarne profitto'. Con l'Europa, aggiunge il leader del Cremlino, il dialogo è 'improbabile', a meno che 'l'élite politica non cambi'. Secondo il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, le parole di Putin significano che il prossimo 'sarà un anno di guerra'.
Dopo una riunione fiume, nella notte del 19 dicembre il Consiglio europeo approva la decisione di fornire 90 miliardi di euro di sostegno all'Ucraina per il 2026-27. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, spiega che 'gli Stati membri hanno concordato di finanziare l'Ucraina attraverso l'indebitamento dell'Ue sui mercati dei capitali'. Tramonta al momento l'idea di utilizzare gli asset russi congelati, anche se la Commissione, viene spiegato, 'continua a lavorare sul prestito di riparazione basato sui beni immobilizzati russi'.
: Nella consueta maratona Tv di fine anno il presidente russo, Vladimir Putin, accusa l'Ucraina di 'rifiutarsi di porre fine al conflitto con mezzi pacifici'. Il leader del Cremlino loda Donald Trump che 'sta compiendo seri sforzi' e si dice disposto a negoziare. Secondo Putin 'la palla è interamente nel campo di Kiev e dei suoi sponsor europei'. Il presidente russo si dice anche disponibile a prendere in considerazione la sospensione dagli attacchi contro l'Ucraina il giorno delle elezioni nel Paese, qualora venissero indette.
Il 21 dicembre l'Eliseo fa sapere che 'ora che la prospettiva di un cessate il fuoco e di negoziati di pace sta diventando più chiara' è 'di nuovo utile' per gli europei parlare con il presidente russo Vladimir Putin. Parigi precisa che qualsiasi discussione con Mosca sarebbe condotta 'in totale trasparenza' con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e gli europei. Il Cremlino a sua volta fa sapere che il presidente Vladimir Putin è pronto a dialogare con Emmanuel Macron.
Il 22 dicembre a Mosca viene ucciso con un ordigno piazzato sotto la sua vettura, fatto detonare con un congegno a distanza, il generale russo Fanil Sarvarov. Il militare, 56 anni, supervisionava l'addestramento al combattimento e la preparazione delle forze armate russe nel conflitto in Ucraina. Il Cremlino parla di 'terribile assassinio'. Gli investigatori sospettano che l'azione sia stata pianificata dai servizi segreti ucraini. Ad aprile un altro generale russo, Yaroslav Moskalik, era stato ucciso nella capitale russa con modalità analoghe.
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Il 24 dicembre due poliziotti russi, i tenenti Ilya Klimanov e Maxim Gorbunov, muoiono a Mosca a causa dell'esplosione di un'auto. Fonti dell'intelligence ucraina rivendicano l'azione spiegando che i due agenti avevano partecipato alla guerra e in particolare, avevano torturato prigionieri di guerra ucraini.
Nel discorso tenuto in occasione del Natale il presidente ucraino Volodmyr Zelensky spiega, senza pronunciare espressamente il nome di Vladimir Putin, che tutti i cittadini ucraini hanno 'un sogno' ovvero che 'possa morire'. 'Ma quando ci rivolgiamo a Dio, naturalmente, chiediamo qualcosa di più grande - aggiunge - la pace per l'Ucraina. Lottiamo e preghiamo per essa'.
Il 28 dicembre il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, vede Donald Trump nella sua residenza di Mar-a-Lago in Florida. Il presidente americano, che rivela di aver avuto una telefonata con Vladimir Putin, parla di un incontro 'fantastico' in cui sono stati fatti 'molti progressi' verso la pace anche se ci sono ancora 'alcune questioni spinose' aperte, su tutte quella del Donbass. Trump si dice anche disponibile a recarsi a Kiev 'se può aiutare'.
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, afferma il 29 dicembre che le forze armate di Kiev hanno tentato un attacco con droni alla residenza del presidente russo Vladimir Putin nella regione di Novgorod. Il capo della diplomazia russa annuncia una rappresaglia e sottolinea che, 'considerando la completa trasformazione del regime criminale di Kiev che è passato al terrorismo di Stato', la posizione negoziale della Russia sarà 'riconsiderata'. L'Ucraina smentisce la versione fornita da Mosca.
Il 2 gennaio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky annuncia che Kyrylo Budanov, capo dell'intelligence militare, sarà il nuovo responsabile dell'Ufficio presidenziale dopo lo scandalo che ha portato alle dimissioni di Andriy Yermak. Budanov, 39 anni, ha guidato l'intelligence militare ucraina dal 2020 ed è diventato uno dei volti più noti dei vertici ucraini a partire dal febbraio 2022.
Il 6 gennaio la Coalizione dei Volenterosi si riunisce a Parigi con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il presidente francese Emmanuel Macron parla di 'giornata storica'. Al termine del vertice i Volenterosi rilasciano una dichiarazione che prevede la creazione di un meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco proposto dagli Stati Uniti e che comprenderà membri dei Volenterosi. Eventuali violazioni della tregua saranno affrontate da una Commissione speciale che avrà il compito di attribuirne anche le responsabilità e porvi rimedio. Gli alleati di Kiev ribadiscono poi la volontà di continuare a fornire assistenza militare e armamenti a lungo termine alle forze armate ucraine a cui seguirà, all'entrata in vigore del cessate il fuoco, l'istituzione di una forza multinazionale sulla base delle disponibilità dei singoli Stati, guidata dall'Europa con il coinvolgimento anche dei membri non europei della coalizione e il sostegno degli Stati Uniti.
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Il 9 gennaio la Russia lancia un massiccio attacco notturno con droni e missili sull'Ucraina. Mosca, per la seconda volta in quasi 4 anni di guerra, utilizza anche il missile ipersonico Oreshnik nell'area di Leopoli, in quello che viene interpretato come un chiaro avvertimento agli alleati di Kiev e alla Nato. La Russia afferma che l'attacco è una rappresaglia per il presunto raid ucraino sulla residenza di Vladimir Putin nella regione di Novgorod.
Il 14 gennaio l'ex premier ucraina Yulia Tymoshenko viene accusata di corruzione di alcuni deputati a cui, in cambio di denaro, avrebbe chiesto di seguire le sue direttive per votare o meno alcune proposte di legge. La sede del suo partito Batkivshchyna viene perquisita. Tymoshenko respinge categoricamente le accuse. La Corte suprema anticorruzione le concede la libertà su cauzione, con l'obbligo di non uscire dal Paese senza autorizzazione.
Il 15 gennaio Donald Trump torna ad attaccare Volodymyr Zelensky. Secondo il presidente americano è 'l'Ucraina e non la Russia a rallentare il raggiungimento di un accordo di pace'. Il Cremlino si dice 'pienamente d'accordo' con la posizione espressa dall'inquilino della Casa Bianca. Il leader di Kiev risponde che 'l'Ucraina non è mai stata e non sarà mai un ostacolo alla pace'.
l 16 gennaio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, annuncia l'arrivo di un 'importante pacchetto di missili' per la difesa aerea del paese. Una delegazione ucraina si reca nuovamente negli Usa per colloqui con i mediatori americani e Zelensky spiega che, se tutti i documenti in discussione saranno 'finalizzati', la firma sulle garanzie di sicurezza e il 'Prosperity Package' potrebbe avvenire 'durante il Forum di Davos', in Svizzera.
Il 22 gennaio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si incontrano a margine del Forum economico di Davos, in Svizzera. Entrambe le parti dichiarano che 'è stato un buon incontro'. Zelensky annuncia che il documento sulle garanzie di sicurezza Usa per l'Ucraina è stato ultimato, ma deve ancora essere firmato dai presidenti e approvato dai due parlamenti. Successivamente fa sapere di aver ottenuto da Trump l'invio di missili Patriot. Intervenendo al forum, il presidente ucraino sferza gli europei, che mancherebbero di 'volontà politica' nei confronti di Vladimir Putin, 'restano un continente bellissimo ma frammentato, un caleidoscopio di piccole e medie potenze'.
Il 22 gennaio l'inviato speciale degli Stati Uniti Steven Witkoff e Jared Kushner, genero di Donald Trump, incontrano al Cremlino il presidente russo Vladimir Putin. I colloqui 'sono durati circa quattro ore e sono stati eccezionalmente sostanziali, costruttivi e, direi, estremamente franchi e improntati alla fiducia', ha dichiarato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov.
Il 23 e 24 gennaio ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, si tengono incontri trilaterali tra le delegazioni di Usa, Ucraina e Russia, riunite intorno allo stesso tavolo. Mosca e Kiev parlano di colloqui 'costruttivi', che continueranno il 1° febbraio.
La Russia il 25 gennaio chiude a un possibile ruolo dell'Unione europea nelle trattative per la fine della guerra in Ucraina. 'Non discuteremo mai di nulla con la capa della politica estera Ue, Kaja Kallas, né lo faranno gli statunitensi', 'aspetteremo semplicemente che se ne vada', afferma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aggiungendo che la leadership europea è formata 'da funzionari incompetenti e incapaci di guardare al futuro'.
Il 29 gennaio il presidente americano Donald Trump annuncia una 'tregua del gelo' in Ucraina a causa delle rigide temperature invernali. 'Ho personalmente chiesto a Putin di non colpire Kiev e varie altre città per una settimana', afferma Trump, e il leader russo 'ha accettato di farlo'. Il giorno dopo il Cremlino precisa che lo stop riguarda solo la capitale: 'Il presidente Trump ha chiesto personalmente al presidente Putin di astenersi dal colpire Kiev per una settimana, fino al 1° febbraio, mentre si creano le condizioni favorevoli per i negoziati'.
Il 3 febbraio la Russia torna ad attaccare pesantemente l'Ucraina. Colpite in particolar modo la capitale Kiev e le regioni di Kharkiv e Dnipropetrovsk. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, annuncia che il raid 'deliberato' contro le infrastrutture energetiche cambierà il lavoro del team negoziale ucraino che 'verrà adattato di conseguenza'.
Il 4 e 5 febbraio si tiene un nuovo round di negoziati trilaterali Washington-Kiev-Mosca ad Abu Dhabi. Il capo negoziatore ucraino, Rustem Umerov, parla di colloqui 'sostanziali e produttivi', incentrati su 'misure concrete e soluzioni pratiche' ma non ci sono svolte. Nell'ambito del vertice Mosca e Kiev concordano lo scambio di 314 prigionieri.
Il 5 febbraio scade il Trattato di riduzione delle armi strategiche New Start fra Russia e Stati Uniti- Il Cremlino esprime 'rammarico' e afferma che manterrà un approccio 'responsabile e rigoroso' in materia di armi nucleari. Il presidente americano, Donald Trump, si dice contrario a una proroga temporanea e punta a 'un nuovo trattato, migliorato e modernizzato, che possa durare a lungo nel futuro'. Secondo gli Usa nel nuovo trattato dovrebbe essere inclusa anche la Cina.
Il 6 febbraio il generale russo Vladimir Alekseyev, vice capo dell'intelligence militare russa, viene ferito in un attentato a Mosca. La Russia incolpa immediatamente l'Ucraina e nei giorni successivi annuncia l'arresto di due uomini, di nazionalità russa ma che sarebbero stati finanziati da Kiev per compiere l'attentato.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, il 7 febbraio afferma che gli Stati Uniti hanno dato tempo all'Ucraina e alla Russia fino a giugno per raggiungere un accordo che ponga fine alla guerra. Il leader di Kiev annuncia anche nuovi colloqui negli Stati Uniti per la settimana successiva.
Il 9 febbraio il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, afferma che gli Stati Uniti non hanno mantenuto gli impegni presi nel corso del vertice di ferragosto 2025 ad Anchorage, in Alaska, fra Vladimir Putin e Donald Trump. 'Loro hanno fatto proposte e noi abbiamo accettato - sottolinea Lavrov -, il problema dovrebbe essere risolto, ma finora nella pratica tutto appare al contrario'. Il capo della diplomazia russa lamenta in particolar modo 'nuove sanzioni' e 'una 'guerra' contro le petroliere russe in mare aperto, in violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare'.
L'11 febbraio il Financial Times pubblica un'indiscrezione secondo cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky intenderebbe annunciare il 24 febbraio, quarto anniversario dell'invasione russa e dell'inizio della guerra, un piano per elezioni presidenziali e per un referendum su un accordo di pace con la Russia. Il leader di Kiev precisa: 'L'ho detto molte volte riguardo alle elezioni: si terranno quando ci saranno tutte le garanzie di sicurezza appropriate'.
L'atleta ucraino dello skeleton Vladyslav Heraskevych il 12 febbraio viene squalificato dai Giochi di Milano Cortina per esseri rifiutato di cambiare il suo casco con i volti di alcuni atleti ucraini uccisi durante la guerra. 'Le generazioni future ricorderanno questo episodio come un momento di vergogna', il commento di Kiev. Secondo il presidente Volodymyr Zelensky la decisione del Cio 'asseconda l'aggressore'.
Nella notte fra il 14 e il 15 febbraio l'ex ministro dell'Energia e della Giustizia ucraino Herman Halushchenko viene arrestato su mandato della Procura speciale anticorruzione mentre tentava di lasciare il Paese su un treno. Halushchenko era stato rimosso dal suo incarico nel novembre del 2025 nell'ambito dello scandalo corruzione nel settore energetico, che aveva interessato alcuni esponenti del governo e scosso l'opinione pubblica.
Il 16 e 17 febbraio a Ginevra si tiene un nuovo round di colloqui trilaterali fra Ucraina, Russia e Stati Uniti. Tanto Kiev quanto Mosca li definiscono 'difficili' e annunciano nuovi negoziati da tenersi sempre in Svizzera. Donald Trump invita l'Ucraina a 'fare presto'. 'Non è giusto' che il presidente americano continui a chiedere pubblicamente all'Ucraina, e non alla Russia, di fare 'concessioni per la pace', la risposta di Volodymyr Zelensky.
© Afp
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