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Ucraina, capo dello staff di Zelensky: "Trilaterale entro la fine della settimana" | Ue, Kallas: "Non si è raggiunta intesa su sanzioni contro Mosca"
Bruxelles deve fare i conti con l'ennesimo ostacolo posto dall'Ungheria. Intanto non si fermano i raid russi, almeno tre i morti nella regione di Odessa
Kaja Kallas © Ansa
A quasi quattro anni dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, gli attacchi non si placano. Nel 1461esimo giorno di guerra, almeno tre persone sono morte e numerose sono rimaste ferite in seguito ad un attacco aereo con droni e missili condotto dell'esercito del Cremlino nella zona di Odessa e Zaporizhzhia. Intanto in Europa non c'è intesa sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Al termine del Consiglio Affari esteri, l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha confermato che l’accordo non è stato raggiunto a causa del veto dell’Ungheria. Dal fronte ucraino arriva l’indicazione di nuovi possibili sviluppi sul piano negoziale: Kyrylo Budanov, capo dello staff del presidente Volodymyr Zelensky, ha riferito che un nuovo round di colloqui con Russia e Stati Uniti potrebbe tenersi entro la fine della settimana. Una finestra che riapre il canale diplomatico mentre sul piano europeo resta lo stallo sulle sanzioni.
L'Unione europea non può sostenere finanziariamente il conflitto in Ucraina, poiché sprofonderà nei debiti. Lo ha dichiarato il primo ministro ungherese Viktor Orban, nel corso di un intervento in Parlamento a Budapest. "Ci aspettiamo che la Russia sostenga la sua economia di guerra e la sua macchina militare per molti anni. Vediamo che l'Ucraina e l'Europa esauriranno le loro scorte militari, il denaro e la forza lavoro più velocemente della Russia... L'Europa non può permettersi questa guerra finanziariamente. Sarà impantanata nei debiti per decenni", ha affermato Orban, ricordando che Mosca "possiede armi nucleari", e "non esiste una risposta a come si possa sconfiggere una potenza nucleare".
Il presidente francese Emmanuel Macron copresiederà, insieme al primo ministro britannico Starmer, una riunione della Coalizione dei Volenterosi in videoconferenza martedì alle 12. Lo ha annunciato l'Eliseo in un comunicato stampa. "Mentre la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina entrerà già nel suo quinto anno e l'Ucraina continua a resistere militarmente, questa riunione - che segue quella tenutasi a Parigi lo scorso 6 gennaio - servirà a ribadire l'impegno dei 35 Paesi partecipanti a fianco dell'Ucraina, per aiutarla a creare le condizioni per una pace solida e duratura che garantisca la sicurezza dell'Ucraina e dell'Europa", si legge nel comunicato.
"La colpa è della Russia, perché ha bombardato l'oleodotto Druzhba. E in realtà, non solo l'oleodotto, ma credo l'80% delle infrastrutture energetiche ucraine, e non posso davvero biasimare gli ucraini per aver riparato le infrastrutture energetiche di cui la loro gente ha bisogno, con temperature sotto lo zero, per avere calore ed elettricità, mentre stanno dando priorità alle persone che soffrono di questo problema rispetto a questo oleodotto che porta solo petrolio a basso costo in altri paesi, mentre stanno dando priorità alla loro gente. Di chi è la colpa?". Lo afferma l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri.
"Mi auguro che si possano trovare soluzioni che permettano di aiutare l'Ucraina, che ha bisogno della nostra solidarietà. Mi auguro che anche l'Ungheria lo capisca. Dobbiamo andare avanti, sperando che Orbán comprenda, magari dopo le elezioni, che l'Ucraina va aiutata". Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani parlando alla stampa a margine di un evento al Parlamento europeo
Ad Odessa 62.480 cittadini sono rimasti senza elettricità a causa dei continui attacchi nemici alle infrastrutture energetiche, ha riferito il ministero dell'Interno ucraino. "La Federazione Russa continua a terrorizzare Odessa, attaccando le infrastrutture energetiche e civili della città. Ad oggi, 62.480 cittadini sono rimasti senza elettricità", ha dichiarato il ministero dell'interno, secondo quanto riferisce l'agenzia ucraina Interfax.
Un'esplosione è stata registrata nella città ucraina di Mykolaiv, e vi sarebbero alcuni agenti di polizia tra i feriti. Lo ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un post su X. "Sette persone sono ferite, due delle quali in gravi condizioni. Stanno ricevendo l'assistenza necessaria. Tutte le circostanze sono in fase di accertamento, inclusa l'eventualità che si tratti di un attacco terroristico. Ho dato istruzioni alla Polizia nazionale e al Servizio di sicurezza di rendere pubblici i dettagli necessari", ha spiegato Zelensky.
"Ti invito fortemente a conformarti alla decisione presa al Consiglio europeo di dicembre" sul prestito da 90 miliardi all'Ucraina. Lo ha scritto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa in una lettera indirizzata a Viktor Orban sottolineando come "una decisione presa dal Consiglio europeo vada rispettata" e spiegando che "violando questo principio si viola il principio della sincera cooperazione". Domani a Kiev Costa solleverà la questione del caso dell'oleodotto con il presidente Volodymyr Zelensky, ha inoltre ricordato Costa nella missiva.
La Slovacchia ha interrotto le forniture elettriche di emergenza all'Ucraina come rappresaglia per l'interruzione del transito del petrolio russo attraverso l'oleodotto Druzhba. Il primo ministro slovacco, Robert Fico, ha annunciato che, "a partire da oggi, se la parte ucraina si rivolgerà alla Slovacchia con una richiesta di assistenza per la stabilizzazione della propria rete energetica, non riceverà tale assistenza". Questo è "il primo passo reciproco che il governo slovacco è autorizzato a compiere senza violare alcuna norma e obbligo internazionale" dopo l'interruzione delle forniture petrolifere attraverso l'oleodotto Druzhba. "Interrompere il flusso di petrolio è una decisione puramente politica volta a ricattare la Slovacchia nelle posizioni internazionali sulla guerra in Ucraina", ha sostenuto Fico, secondo il quale il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si sta comportando come un "nemico" di Bratislava.
L'Ue non è riuscita ad approvare il suo 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia, dopo che l'Ungheria ha posto il veto alla misura, ha dichiarato oggi l'Alta rappresentante della politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, dopo una riunione del Consiglio Affari esteri. "Purtroppo non abbiamo raggiunto un accordo sul ventesimo pacchetto di sanzioni", ha dichiarato Kallas. "Questo è un passo indietro e un messaggio che non volevamo inviare oggi, ma il lavoro continua. Tutti comprendono che la diplomazia è preferibile alla guerra. Tuttavia, dopo un anno di negoziati, non abbiamo ancora raggiunto nemmeno un cessate il fuoco. Non è l'Ucraina l'ostacolo alla pace, ma la Russia. Dobbiamo invertire la tendenza, passando dalla pressione sull'Ucraina affinché ceda il proprio territorio a ciò che la Russia deve fare per soddisfare le condizioni fondamentali per una pace giusta e duratura. Prima di parlare con Mosca, dovremmo essere chiari su ciò di cui vogliamo discutere. Le richieste massimaliste della Russia non possono ricevere una risposta minima", ha aggiunto.
Più di 10mila volontari provenienti da 75 Paesi hanno aderito, in momenti diversi, ai reparti ucraini dall'inizio dell'invasione russa. Lo ha dichiarato Kostyantyn Milevskyi, vice capo del dipartimento incaricato di coordinare il servizio militare degli stranieri all'interno delle forze armate ucraine, al media Donbas Realii. Secondo lui, ogni mese circa 600 cittadini stranieri firmano un contratto con unità delle forze terrestri.
Il tribunale distrettuale di Halytskyi di Leopoli ha disposto 60 giorni di detenzione senza possibilità di cauzione per una sospettata dell'attentato nel centro della città, avvenuto nella notte del 22 febbraio. Lo riferisce la Procura generale. Secondo l'indagine, il giudice ha accolto la richiesta dei procuratori della Procura regionale di Leopoli: alla sospettata, una donna di 33 anni residente nella regione di Rivne, è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere per due mesi. Nella notte tra il 21 e il 22 febbraio due esplosioni sono state udite nel centro di Leopoli. Nell'attacco è morta una poliziotta di 23 anni.
L'ex comandante in capo delle Forze armate ucraine e attuale ambasciatore dell'Ucraina nel Regno Unito, Valeriy Zaluzhny, ha dichiarato di non nutrire ambizioni politiche nel contesto attuale della guerra. Intervenendo alla Chatham House di Londra, Zaluzhny ha affermato che "è molto brutto quando la politica interna dell'Ucraina raggiunge il livello internazionale: dovrebbe essere un tabù'" e che al momento "non ho modo di pensarci". L'ambasciatore si è detto sorpreso dalla frequenza con cui il suo nome compare nei media, osservando ironicamente che accade "più spesso di quanto cambino le previsioni del tempo a Londra". Alla fine del 2025 Zaluzhny figurava ai vertici dei sondaggi sulla fiducia degli ucraini, insieme al presidente Volodymyr Zelensky e al capo dell'intelligence militare Kyrylo Budanov, ma non ha mai espresso pubblicamente l'intenzione di candidarsi a incarichi politici.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è convinto che la Nato dovrebbe considerare i missili a medio raggio Oreshnik, schierati dalla Federazione Russa sul territorio della Bielorussia, come un obiettivo militare legittimo. "Dal mio punto di vista, la Nato dovrebbe considerare l'Oreshnik come un obiettivo legittimo. L'Ucraina valuterà questa minaccia. Lukashenko sta commettendo un grave errore", ha dichiarato oggi Zelensky, rilasciando un'intervista al giornale indipendente bielorusso Dzerkalo.
Martedì 24 febbraio il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky interverrà, in videocollegamento, durante la Sessione Plenaria straordinaria del Parlamento Europeo, ha annunciato la presidente del Parlamento Roberta Metsola. "Siamo al fianco del coraggioso popolo ucraino e, insieme, continueremo a lottare per una pace giusta e per una sicurezza duratura per l'Ucraina", ha scritto su X Metsola.
Il governo tedesco insiste affinché l'Ungheria dia il via libera a un prestito Ue di 90 miliardi di euro all'Ucraina. Il portavoce del governo di Berlino, Stefan Kornelius, ha affermato che l'Ungheria ha già dato il suo consenso a dicembre. Secondo il portavoce, ora si dovrebbero evitare "considerazioni irrilevanti", in riferimento alla richiesta ungherese di riparare l'oleodotto Druzhba in Ucraina, che trasportava petrolio russo all'Ungheria e che la Russia avrebbe distrutto durante i suoi attacchi.
Kyrylo Budanov, capo dello staff del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che il prossimo round di colloqui con Russia e Stati Uniti potrebbe tenersi entro la fine di questa settimana. "Penso che sarà alla fine della settimana, questa settimana", ha detto ai media ucraini, ripresi dal Guardian. "Queste guerre non finiscono da sole. O finiscono con una soluzione giusta o inevitabilmente si ripresentano in una forma ancora più grande e pericolosa", ha dichiarato. "Non è un segreto che i negoziati non siano facili, ma stiamo sicuramente andando avanti e ci stiamo avvicinando al momento in cui tutte le parti dovranno prendere una decisione definitiva: continuare questa guerra o procedere verso la pace. Spero che la giustizia prevalga", ha osservato l'alto funzionario ucraino, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa ucraina Unian.
Per la ricostruzione dell'Ucraina serviranno quasi 588 miliardi di dollari, pari a oltre 500 miliardi di euro. E' quanto si legge nella valutazione congiunta aggiornata dei danni e delle esigenze di Kiev pubblicata oggi dal governo ucraino, dalla Banca mondiale, dalla Commissione europea e dalle Nazioni Unite. "A quattro anni dall'inizio dell'invasione russa su vasta scala, il costo totale della ricostruzione e della ripresa dell'Ucraina e' ora stimato in quasi 588 miliardi di dollari nel prossimo decennio, quasi tre volte il Pil nominale del Paese atteso per il 2025", ha osservato la prima ministra ucraina, Yulia Svyrydenko.
"Nel mezzo agli attacchi russi senza precedenti alle infrastrutture energetiche e alle abitazioni in tutta l'Ucraina quest'inverno, la nostra gente mostra resilienza, i nostri imprenditori continuano a lavorare. Riusciamo ancora a riprenderci rapidamente e a svilupparci. Ringrazio i team della Banca mondiale, dell'Ue e delle Nazioni Unite per aver sostenuto i nostri sforzi per affrontare le sfide. L'assistenza ci aiuta a riparare urgentemente le nostre infrastrutture critiche per mantenere il Paese in funzione, oltre che a continuare le attivita' di ripresa sistematiche incentrate su progetti energetici e alloggi per la nostra popolazione", ha continuato la premier.
Il vice segretario del Consiglio di sicurezza ed ex presidente russo, Dmitry Medvedev, ha affermato che "il destino di Benito Mussolini e Adolf Hitler costituisce un esempio lampante per le attuali autorità di Kiev". Medvedev, citato dall'agenzia Ria Novosti, ha affermato che, se il conflitto dovesse finire, nella migliore delle ipotesi i leader ucraini potranno fuggire in "uno dei Paesi di confine".
"E nel peggiore dei casi, saranno impiccati dal loro stesso popolo proprio sulla Maidan", ha aggiunto Medvedev. Maidan, che in ucraino significa 'piazza', è diventata famosa con questo semplice appellativo, o con quello di Euromaidan, dopo le manifestazioni che nel 2014 portarono al rovesciamento del presidente filorusso Viktor Yanukovich. Ma il nome completo è Maidan Nezalezhnosti cioè Piazza dell'Indipendenza.
Nel terzo round di colloqui a Ginevra tra Ucraina, Russia e Stati Uniti è stata discussa anche la possibile creazione di una Zona economica libera (Zes) di 40 chilometri. La zona sarebbe istituita nel territorio cuscinetto, sotto la gestione di un Consiglio per la pace promosso dal presidente statunitense Donald Trump. Lo riferisce Ukrainska Pravda citando fonti diplomatiche.
È alta tensione tra Bruxelles e Budapest, dopo che l'Ungheria si è opposta con postura sfidante alle nuove sanzioni anti-Mosca e al maxi pacchetto di aiuti militari a Kiev. Una decisione, quella magiara, in risposta al danneggiamento dell'oleodotto Druzhba che collega proprio Ungheria e Russia. E che non è stata digerita dall'Unione europea: "Il Consiglio europeo ha accettato il prestito ucraino a condizione che tre Stati membri non partecipassero finanziariamente al programma. Ora questa condizione è stata soddisfatta e pertanto ci aspettiamo che tutti i leader rispettino i propri impegni, e non rispettarli è chiaramente o costituirebbe una violazione della leale cooperazione", ha detto la portavoce della Commissione europea, Anna-Kaisa Itkonen.
"Sul prestito ucraino c'è stato un accordo politico da parte di tutti i capi di Stato, incluso il capo di Stato, che ora minaccia di bloccarlo. Quindi, se c'è credibilità da parte di tutti i leader che si sono impegnati per questo prestito, questa deve essere dimostrata. Ci aspettiamo che tutti i leader, incluso il primo ministro Orbán, rispettino il suo impegno politico del Consiglio europeo di dicembre", ha rimarcato la prima portavoce Paula Pinho.
Con parole critiche il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha commentato il no dell'Ungheria al ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca: "Non condividiamo il veto, noi siamo favorevoli alle nuove sanzioni, al finanziamento di 90 miliardi, alla linea ultramaggioritaria all'interno dell'Ue", ha detto. "Noi siamo dalla parte dell'Ucraina, continueremo a fare quello che abbiamo fatto, continueremo a sostenerla in tutti i modi possibili. Continuiamo a dire che sbaglia chi non vuole fare delle scelte che spingano Mosca a venire a più miti consigli. Il nostro obiettivo è la pace".
"Oggi ci sarà una grande battaglia, vorranno tutti il nostro sangue, ma è così, ci impegneremo in questa lotta, perché nessuno può scherzare con l'Ungheria, nessuno può mettere in pericolo la nostra sicurezza energetica", ha detto il ministro degli esteri ungherese, Peter Szijjártó, prima del Consiglio Esteri a Bruxelles dopo il no di Budapest al ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. "Il 24 febbraio si avvicina e, in occasione di questo triste anniversario, i fanatici della guerra di Bruxelles non hanno idea migliore che approvare un nuovo pacchetto di sanzioni. Non gli importa nemmeno se l'economia europea va in pezzi. È come quando un uomo magrolino cerca di mostrare i suoi bicipiti, è ridicolo e triste che siamo arrivati a questo punto". Il veto contro il pacchetto di sanzioni si accompagna ad altre "contromisure": nessuna spedizione di gasolio dall'Ungheria all'ucraina e il rifiuto di qualunque prestito militare all'ucraina (compreso il pacchetto da 90 miliardi di euro): "L'Ucraina non potrà accedere a tale somma fintanto che continuerà a minacciare il nostro approvvigionamento energetico".
È di nuovo un buco nell'acqua il tentativo dell'Unione europea di aumentare la pressione su Mosca con un nuovo - il ventesimo - pacchetto di sanzioni. L'anello debole della cortina anti-russa rimane sempre l'Ungheria, che ha negato il suo appoggio in reazione alla progressiva chiusura ordinata dall'Ue dei rubinetti di petrolio e gas da Mosca verso l'Europa. Un approvvigionamento, quello di materie prime russe, che rimane vitale per la sopravvivenza di Budapest. Ad annunciare il no ungherese al pacchetto il premier Viktor Orban, seguito dal ministro degli Esteri Peter Szijjártó.
Durante un discorso televisivo, il presidente russo Vladimir Putin ha definito "priorità assoluta" lo sviluppo delle forze nucleari russe, dopo la scadenza del New Start, l'ultimo trattato di disarmo con gli Stati Uniti, e ha promesso di continuare a "rafforzare" l'esercito russo che combatte contro Kiev. "Lo sviluppo della triade nucleare, che garantisce la sicurezza della Russia e consente di assicurare efficacemente la deterrenza strategica e l'equilibrio delle forze nel mondo, rimane una priorità assoluta", ha dichiarato il leader del Cremlino. "Rafforzeremo in modo qualitativo il potenziale di tutti i tipi e generi di forze armate, miglioreremo la loro preparazione al combattimento, la loro mobilità e la loro capacità di agire in tutte le condizioni, anche le più difficili. E, naturalmente, accelereremo lo sviluppo di sistemi all'avanguardia per le forze armate", ha aggiunto. "Continueremo i nostri sforzi su larga scala per rafforzare l'esercito e la marina, tenendo conto dell'evoluzione della situazione internazionale, sulla base dell'esperienza militare acquisita durante l'operazione militare speciale, e facendo leva sulla potenza della nostra industria, della nostra scienza e delle nostre imprese industriali e high-tech", ha concluso.
"La Russia sta combattendo per il suo futuro, per l'indipendenza, per la verità e la giustizia". Lo ha detto il presidente Vladimir Putin durante una cerimonia per la consegna della medaglia di Eroe della Russia a diversi militari in occasione della giornata dei Difensori della Patria, cioè le forze armate. Putin ha in particolare reso omaggio alle truppe impegnate nel conflitto in Ucraina: "Siete saldi dietro alla Russia, per la Russia, agendo in modo coordinato ed efficiente", ha affermato il capo del Cremlino.
In futuro gli alleati dell'Ucraina dovrebbero schierare i propri contingenti più vicino ai luoghi dei combattimenti, idealmente in prima linea. Lo ha affermato il presidente Volodymyr Zelensky, in un'intervista all'emittente televisiva Bbc. "Francia e Regno Unito possono stanziare una brigata ciascuna. A quanto ci risulta, si tratta di un massimo di 5mila persone. Ci sono anche segnali da altri Stati che saranno pronti a rinforzare l'Ucraina con il loro contingente. Vorremmo vedere un contingente più vicino alla linea del fronte", ha dichiarato. Zelensky ha aggiunto che la Polonia non ha confermato una propria presenza e che, qualora avesse offerto un dispiegamento a Leopoli, Kiev non ne avrebbe avuto bisogno. "Sarebbe meglio se la Polonia fornisse la sua logistica per gli aerei, per la difesa aerea, in modo che i bersagli aerei nemici possano essere abbattuti dagli Stati vicini. Certo, nessuno vuole essere in prima linea. Ma gli ucraini vorrebbero che i nostri partner fossero al nostro fianco. Questo è logico", ha concluso il capo dello Stato.
Nel prossimo incontro nel formato trilaterale fra Ucraina, Stati Uniti e Russia le parti intendono discutere le questioni relative alla gestione della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Lo riferisce il quotidiano Ukrainska Pravda, citando una fonte diplomatiche secondo cui la conversazione toccherà la delicata questione di chi dovrebbe gestire l'impianto e in quale formato. Secondo la fonte, dopo aver affrontato tali temi nei negoziati, si farà sentire in modo sempre più pressante la necessità di un incontro a livello dirigenziale. La scorsa settimana il presidente Volodymyr Zelensky ha incaricato il proprio team negoziale di organizzare un futuro incontro tra leader a Ginevra. Lo stesso Zelensky ha affermato che il modo migliore per raggiungere una svolta sulla questione territoriale nei colloqui è un incontro personale con il presidente russo Vladimir Putin.
"Credo che fermare Putin oggi e impedirgli di occupare l'Ucraina sia una vittoria per il mondo intero. Perché Putin non si fermerà all'Ucraina". Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista alla Bbc. "Al momento non è possibile, ma tornare ai giusti confini del 1991 è senza dubbio non solo una vittoria, ma anche giustizia. La vittoria dell'Ucraina è la preservazione della nostra indipendenza, e una vittoria di giustizia per il mondo intero è la restituzione di tutte le nostre terre".
"Non vedo alcuna disponibilità da parte russa a giungere davvero, nella sostanza, a un compromesso". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri dell'Ue, sottolineando che al momento spetta a Mosca dimostrare concretamente la volontà di fare passi verso Kiev. Secondo Wadephul, l'Europa deve restare pronta ai colloqui, evidenziando che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky "è pronto per i negoziati".
Tuttavia, ha aggiunto, "è ancora sulla Russia dimostrare che intende dare qualcosa, nella sostanza, all'Ucraina". Il capo della diplomazia tedesca ha ribadito che per tutto l'anno in corso la linea europea dovrà restare chiara: "L'Europa deve essere al fianco dell'Ucraina. Siamo i sostenitori dell'Ucraina". Wadephul ha inoltre affermato che, qualora il presidente russo Vladimir Putin fosse pronto a negoziare, "spetterebbe al presidente Zelensky incontrarlo", invitando a non mettere in discussione la posizione europea. "È chiaro - ha concluso - che siamo al fianco dell'Ucraina in questa situazione".
"Ci sarà una discussione sul ventesimo pacchetto di sanzioni" nei confronti di Mosca, "ma penso che oggi (lunedì 23 febbraio, ndr) non ci saranno progressi in merito". A dirlo è l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri Ue, evidenziando tuttavia la volontà di Bruxelles di "premere" sulle nuove misure restrittive, bloccate dal veto dell'Ungheria di Viktor Orban.
"Alcuni Paesi europei non soltanto non partecipano all'invio di fondi necessari alla difesa dell'Ucraina, ma vi si oppongono attivamente" a dirlo è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una lunga intervista rilasciata all'emittente britannic Bbc. "Oggi l'Europa ci fornisce finanziamenti, e sono grato per questo", ha detto Zelensky. "Ci sono Stati di cui si può dire che danno abbastanza, perché stanziano fondi significativi per un solo Paese. Ce ne sono altri che danno molto poco. E poi ci sono quelli che bloccano l'assistenza. Basterebbe che questi Paesi non facessero nulla, ma invece fanno danni". Proseguendo, il leader dell'Ucraina ha indicato un possibile ambito di cooperazione futura: "Quando parliamo di personale, gli europei possono aiutare se, o quando, passeremo da un esercito basato sulla mobilitazione a uno su base contrattuale. È la stessa cosa che sta facendo Putin: paga ogni persona per un contratto. Vogliamo farlo anche noi, ma non abbiamo fondi sufficienti. È qui che gli europei potrebbero aiutare. Questo programma non è ancora finanziato dagli europei".
In una lunga intervista rilasciata alla Bbc il presidente ucraino Zelensky sottolinea un punto centrale riguardo alle ambizioni di Putin: "La questione centrale è quanta parte di territorio la Russia possa conquistare e come fermarlo, non solo per evitare una vittoria russa, ma perché Mosca vorrebbe imporre il proprio mondo e cambiare la vita delle persone". Inoltre, il leader ucraino ha aggiunto: "Per questo credo, e lo credo da tempo, che Putin abbia già iniziato questa guerra e noi gli stiamo impedendo di trasformarla in una più. Oggi siamo l'avamposto che sta fermando Putin".
Almeno tre persone sono morte e numerose sono rimaste ferite in seguito ad un attacco aereo con droni e missili condotto dalla Russia sull'Ucraina. A riferirlo sono le autorità locali. Due persone sono rimaste colpite da alcuni droni caduti nella regione di Odessa, come riferito dal governatore Oleg Kiper. Nello stesso incidente sono rimaste ferite altre tre persone. A Zaporizhzhia, un altro attacco su strutture industriali ha causato la morte di un 33enne e il ferimento di un'altra persona.
"Putin ha già iniziato la Terza Guerra Mondiale, e l'unica risposta è stata un'intensa pressione militare ed economica per costringerlo a fare un passo indietro. Putin va fermato". Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista rilasciata alla Bbc. E sulla richiesta di cessione del Donetsk "non la considero semplicemente una questione di territorio. La vedo come un abbandono. E sono sicuro che dividerebbe la nostra società", ha sottolineato Zelensky.
