In manette la titolare e un'educatrice

Monza e Brianza, spunta un altro caso di maltrattamenti nell'asilo nido | Un papà: "Mio figlio con lividi su occhi e naso, voglio la verità"

La Procura ha ipotizzato anche i reati di violenza sessuale su minori ed esercizio abusivo della professione

18 Ago 2026 - 10:30
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © Da video

© Da video

Non poteva immaginarlo, papà Giuseppe (nome di fantasia), che un pomeriggio sarebbe andato a prendere il figlio di otto mesi dall'asilo nido di quartiere, in provincia di Monza e Brianza, e che se lo sarebbe visto restituire dalla maestra con lividi su occhi e naso. Giustificati con "bugie su bugie", secondo il genitore, e "scuse" che gli erano apparse da subito "poco credibili". Ma dopo aver letto di quanto avveniva in quella struttura e dell'arresto di una giovane mastra e della titolare, adesso l'uomo vuole vederci chiaro ed è pronto a sporgere denuncia. 

Google Preferred Site

La vicenda

 La notizia la riporta Il Giorno, che riferisce le parole di Giuseppe: "Un giorno sono tornato prima del lavoro e sono andato a prenderlo io all’asilo. E me lo sono trovato con graffi e lividi. Mi sono subito preoccupato e arrabbiato. Ho chiamato la scuola. Sono andato a parlare con la titolare, ma ha minimizzato e raccontato bugie su bugie: mio figlio, di appena otto mesi, secondo lei era soltanto caduto da un gioco in cui si era infilato anche se non era adatto alla sua età…". Ma il papà era scettico - "Quelle storie accampate dalle maestre non stavano in piedi" - e dopo aver letto i racconti dell'asilo dell'orrore sui giornali, ora vuole sapere la verità. Per questo si è rivolto alla Squadra mobile della polizia, vuole "vedere le immagini riprese dalle telecamere". Immagini dalle quali è già emerso tanto: punizioni degradanti, carenze nell'accudimento, somministrazione inadeguata di cibo e acqua e perfino approcci inopportuni ai danni dei piccoli.

L'asilo degli orrori

 In quell’asilo, dove sono state arrestate per maltrattamenti la direttrice e un'altra giovane maestra (quest'ultima accusata anche di violenza sessuale su minori), "mia moglie e io ce lo avevamo portato solo dal 27 aprile, era l’unico con posti liberi vicino a casa", aggiunge Giuseppe. "Lavoriamo tutti e due e avevamo bisogno di una mano", da qui la scelta di rivolgersi al nido, nonostante il costo e le condizioni igieniche che non apparivano delle migliori: "Pagavamo 430 euro al mese a mezza pensione. Dalle 7.30 alle 13… se avessimo voluto lasciarlo anche a pranzo, ci chiedevano di aggiungere solo altri 150 euro. Ma quella cucina era visibilmente sporca". Si tratta di "una struttura piccola", al momento ufficialmente chiusa per ferie, dove "all’inizio c’erano 15 bambini, poi erano rimasti in 12". E poi, il racconto di quel pomeriggio di giugno: "Erano le 12.45 quando sono andato a prenderlo e mi sono trovato mio figlio con lividi su occhi e naso e le scuse poco credibili accampate dalle maestre. Ho ancora tutti i messaggi che mi sono scambiato con la direttrice".

Un altro episodio poco chiaro

 Non si tratta dell'unico episodio sospetto: "Un giorno quando abbiamo portato a casa nostro figlio abbiamo trovato macchie di sangue sul suo body", spiega ancora papà Giuseppe a Il Giorno. Ci è stato detto che era stato un incidente, che quel sangue era della maestra, lo aveva perso lei da un taglio che si era fatta… e anche lì ci siamo chiesti come fosse possibile. Cosa stava facendo con nostro figlio in braccio?", si chiede.

La richiesta d'aiuto al sindaco

 Adesso, la giovane famiglia spera di trovare un'altra struttura a cui affidare il bambino a partire da settembre, magari con l'aiuto del sindaco della città a cui ha chiesto un appuntamento: "Ha detto che avrebbe fatto di tutto per aiutare le famiglie di quell’asilo… chiediamo solo che ci trovino un altro posto in cui mandare il nostro bambino. Magari convenzionato con il Comune". 

Ti potrebbe interessare

videovideo