Il delitto lo scorso febbraio

Omicidio di Bordighera, autopsia shock: "Nicotina nei polmoni della piccola Beatrice"

La morte della bimba sarebbe da ascrivere a un violento trauma cranico, ma avrebbe avuto possibilità di salvezza chiamando subito i soccorsi

29 Lug 2026 - 21:40
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 © Change.org

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"Polmoni da fumatrice". Parole che fanno rabbrividire, ma che secondo alcune fonti comparirebbero negli atti legati all'autopsia della piccola Beatrice, la bimba di due anni trovata morta nell'abitazione di famiglia a Montenero di Bordighera, in provincia di Imperia, il 9 febbraio scorso. La perizia effettuata sulla salma è stata depositata in Procura dal professor Francesco Ventura, secondo cui, peraltro, la bambina si sarebbe potuta salvare con una chiamata tempestiva ai soccorsi.

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Nicotina nei polmoni

 La documentazione sarebbe piuttosto voluminosa e sarà esaminata dagli inquirenti solamente nei prossimi giorni, quando poi sarà messa a disposizione anche dei legali di Emanuela Aiello, mamma di Beatrice, ed Emanuel Iannuzzi, compagno di lei, entrambi accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina. L'elemento che emerge con maggior forza è la presenza di nicotina riscontrata nei polmoni. Nicotina che non sarebbe riconducibile a mero fumo passivo. Anzi. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, infatti, le sigarette venivano utilizzate come calmante per la bambina, tanto da riportare quei gravi danni all'apparato respiratorio evidenziati appunto nel corso degli esami autoptici.

Morte causata da un trauma cranico

 E poi la malnutrizione, le lesioni interne e il trauma cranico causato da un colpo tanto violento da innescare l'emorragia cerebrale ritenuta responsabile della tragica morte di Beatrice, sopraggiunta nel giro di 48 ore. Tutti fattori contenuti nella relazione depositata agli atti dopo la chiusura dell'autopsia. E che a distanza di cinque mesi aprono un quadro ancor più inquietante su quanto accaduto quel giorno nell'abitazione di Bordighera.

Beatrice si sarebbe potuta salvare

 Ma, ancor più grave, la bambina si sarebbe potuta salvare se solo qualcuno avesse chiamato un medico o un'ambulanza, come persino le due sorelline di 7 e 9 anni avrebbero suggerito alla madre, stando alle audizioni protette delle bambine che hanno riportato il racconto delle ore precedenti la morte di Bea. In quei momenti tutte e tre si trovavano ancora nella casa di Perinaldo in uso a Iannuzzi. Da lì, la famiglia si sarebbe poi spostata a Bordighera. Per gli inquirenti, però, Beatrice a quel punto era già morta da circa sei ore.

Attesa per i funerali

 La perizia sarà analizzata dalla procura che indaga sulla morte della bambina. In carcere per maltrattamenti con causa di morte, ricordiamo, ci sono la madre della piccola e il compagno di lei, già trasferito in quattro diverse strutture detentive a causa delle vessazioni e dei pestaggi subiti da parte di altri detenuti. Nelle prossime settimane, in seguito al deposito dell'autopsia, potrebbe arrivare il nulla osta per i funerali. Per poter concedere, dopo tante tribolazioni, l'eterno riposo alla candida anima della piccola Beatrice.

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