Commemorazione a porte chiuse

Abanoud Youssef, la pagella dello studente morto a La Spezia donata alla famiglia

All'Istituto Chiodo la commemorazione a porte chiuse del giovane morto due mesi fa dopo essere stato accoltellato da un compagno

17 Mar 2026 - 18:01
Youssef Abanoub © Ansa

Youssef Abanoub © Ansa

È stata una giornata di raccoglimento quella vissuta all'Istituto Chiodo di La Spezia, la scuola dove due mesi fa il giovane Abanoud Youssef, per tutti "Aba" è stato accoltellato da un compagno di scuola per poi morire poco dopo in ospedale. Una giornata in cui i genitori di "Aba" sono tornati nella scuola del figlio per un momento speciale, una cerimonia in memoria del ragazzo alla presenza degli amici, dei compagni, dei professori e della dirigente scolastica, oltre che del sottosegretario all'istruzione, Paola Frassinetti.

Consegnata la pagella e una targa

  Due i passaggi più toccanti: la consegna ai genitori di "Aba" della sua pagella e di una targa in legno con la scritta "Aba sempre con noi" realizzata dai ragazzi della scuola nel laboratorio di falegnameria. 

"È stato un gesto di grande valore umano e civile che commuove e interroga tutti noi" ha detto il sottosegretario Frassinetti riferendosi alla consegna della pagella del ragazzo ai genitori. "In quel documento non c'è solo il percorso scolastico di un ragazzo, ma il ricordo di una vita spezzata troppo presto e l'abbraccio di una comunità scolastica che non vuole dimenticare". 

Un lutto difficile da superare

 E proprio la difficoltà a dimenticare quanto avvenuto è uno degli strascichi a cui si sta cercando di dare una risposta concreta in queste settimane. I ragazzi hanno tante domande da fare. Perché il lutto non è finito: non è finito per la famiglia, non è finito per i professori e tanto meno per gli studenti che poi sono gli amici, sono i compagni di scuola di "Aba".

Gli studenti che quel giorno urlavano la loro rabbia contro la scuola "sono venuti a piangere dopo pochi giorni" ha sottolineato la dirigente scolastica Jessica Caniparoli. "Abbiamo pianto tanto insieme. Provavano tanto dolore e la risposta al dolore può essere qualsiasi".

Il lavoro educativo coinvolge tutti

 "Vicende come quella di Aba non devono mai più accadere e ci ricordano quanto sia importante rafforzare ogni giorno il lavoro educativo che coinvolge studenti, famiglie, docenti e istituzioni" ha aggiunto Frassinetti. "Il loro dolore è anche il dolore della scuola italiana e il senso della mia visita è far sentire la mia vicinanza e quella del Ministero che rappresento alla famiglia e alla dirigente scolastica, anch'essa così duramente colpita. Il modo più autentico per onorare la memoria di Aba è trasformare il suo ricordo in un impegno concreto per continuare a diffondere la cultura del rispetto e lavorare perché la scuola sia un luogo sicuro, attento e capace di prevenire il disagio e la violenza".

Istituzioni sempre vicine alla famiglia

 Il cugino di "Aba", Kiro Attia, anche lui presente alla cerimonia, ha aggiunto "Il sostegno da parte delle istituzioni c'è sempre stato, sempre, dal primo momento - ha detto il cugino di Abanoud, Kiro Attia -. Sono passati due mesi ma a noi sembra che sia successo ieri. Il dialogo con gli studenti e le istituzioni è utile e serve se gli studenti ne faranno tesoro. Rispetto, responsabilità e dialogo sono le parole che devono essere messe in atto da noi giovani".

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