il corteo pro Askatasuna

Scontri Torino, domiciliari per il presunto aggressore del poliziotto | Il 22enne: "Scappavo, mi sono girato e l'agente era a terra"

Angelo Simionato dovrà rispondere di "concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale". La querela dell'agente: "Io trascinato e colpito"

04 Feb 2026 - 16:18
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È stato messo ai domiciliari Angelo Simionato, il 22enne originario della provincia di Grosseto arrestato dalla Digos perché sospettato di avere preso parte all'aggressione al poliziotto a Torino lo scorso 31 gennaio a Torino dopo il corteo Pro Askatasuna. La decisione è stata presa da Irene Giani, gip del tribunale all'esito dell'udienza di convalida, dove il giovane ha rilasciato dichiarazioni. In base a quel che si ricava dal dispositivo, ci sono comunque indizi a carico del 22enne rispetto al suo coinvolgimento nella giornata del 31 gennaio.

Torino, ecco dove è stato aggredito l'agente durante il corteo pro Askatasuna

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© Withub

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La versione del 22enne: "Mi sono girato ed era già a terra, stavo scappando"

 "Ho visto il poliziotto a terra, ho visto le persone che erano su di lui e mi sono allontanato. Non ho spinto nessuno". È questa la versione che Angelo Simionato ha fornito davanti al gip durante una dichiarazione spontanea. Il ventiduenne ha raccontato: "Procedevo nella folla, stavo scappando e più volte ho visto un celerino dietro di me, mi sono girato e ho visto il poliziotto a terra". Durante l'udienza di convalida dell'arresto, il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

La querela del poliziotto: "Salvo solo grazie al mio collega"

 Lo hanno preso per le braccia, colpito con dei calci alle spalle e trascinato a forza diversi metri più avanti dalla "linea di squadra", separandolo dai suoi colleghi che nel frattempo erano bersagliati da una pioggia di pietre, bottiglie, tombini e fuochi artificiali. Alessandro Calista, il poliziotto aggredito a Torino, ha raccontato così quei secondi di terrore in una querela presentata in questura. "Sarei riuscito a fronteggiarne due o tre, ma tutto il gruppo era impossibile" ha detto. "Solo grazie all'intervento del mio collega sono riusciti a salvarmi". 

La conclusione del gip

 Per il giudice delle indagini preliminari, c'è invece una "chiara consapevolezza" da parte di Simionato "in ordine alla grave violenza che si stava realizzando", considerando che in un frangente "si avvicina a meno di un metro dall'agente a terra". Non solo. "I movimenti di Simionato, per come ritratti nel video, paiono del tutto incompatibili con l'ipotesi che in quel momento egli stesse scappando, come invece da lui spontaneamente dichiarato in sede di convalida".

L'accusa

 "Concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico durante manifestazioni" è una delle contestazioni mosse al 22enne di Grosseto Angelo Simionato. Si tratta dell'articolo 583 quater del codice penale. Per la gip ci sono indizi sufficienti a giustificare la custodia cautelare agli arresti domiciliari. Gli stessi indizi non sono stati invece ritenuti sufficienti per l'ipotesi di rapina delle attrezzature del poliziotto. Il giovane resta indagato per resistenza a pubblico ufficiale.

Le parole del magistrato

 Quella avvenuta a Torino il 31 gennaio è stata una vera e propria "guerriglia urbana" preceduta da un'azione "evidentemente preordinata e organizzata" da parte di una frangia dei manifestanti pro Askatasuna. Lo scrive il gip nelle diverse ordinanze con cui si è pronunciato sulla posizione delle tre persone arrestate. Giani ha anche fatto cenno alla "brutale aggressione" subito da una troupe della Rai.

A piede libero

 Sono stati scarcerati con obbligo di firma due dei tre arrestati per gli incidenti. Si tratta di Matteo Campaner e Pietro Desideri, che erano stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale

Dalla Lega

 "Già a piede libero: vergogna". Le misure cautelari disposte dal gip di Torino scatenano la reazione del vicepremier Matteo Salvini, segretario della Lega. "Votare sì al referendum sulla Giustizia è un dovere morale" scrive sui social, postando immagini degli scontri.

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