Dopo l'aggressione a Iacopini e altri passanti

Roma, parlano i ragazzi della minicar: "Abbiamo copiato TikTok, lì non succedeva niente di male"

Ai due contestati i reati di tentato omicidio "con l'aggravante dei futili motivi", lesioni aggravate e percosse in concorso

21 Ott 2026 - 08:40
 © Tgcom24

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"Non volevamo fare male a nessuno". I due minori della cosiddetta banda della minicar l'hanno precisato, scusandosi più volte, durante le oltre tre ore di interrogatorio del pm della Procura minorile di Roma, ma non hanno ammesso - come invece avevano fatto la prima volta che sono stati incalzati dagli inquirenti - di aver spinto le persone con la loro auto "per gioco". Intanto, però, l'attore Davide Iacopini - la vittima più grave dell'aggressione avvenuta nella Capitale tra il 4 e il 5 ottobre - è ancora ricoverato in terapia intensiva all'Ospedale San Camillo. Per questo, il pubblico ministero contesta loro, tra gli altri, il reato di tentato omicidio.

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L'interrogatorio

 Il primo a rispondere alle domande degli inquirenti - riporta Il Messaggero - è stato il più grande, 17 anni, che quella sera si trovava alla guida della minicar; poi è stata la volta del 16enne, il passeggero, presunto autore delle spinte ai danni dei malcapitati. Sarebbe stato proprio lui, tra l'altro, a togliere le mani dal manubrio del monopattino all'attore, 42enne. Gli indagati, accompagnati alla Procura minorile dai legali e dai genitori, hanno confermato quanto detto al pm della Procura ordinaria di Roma Ambrogio Cassiani la scorsa settimana, quando sono stati perquisiti e denunciati: usciti di casa "per trascorrere del tempo insieme, come facevamo spesso", avrebbero spinto tre delle quattro persone che hanno sporto denuncia. Dei quattro blitz contestati nel capo di imputazione, infatti, i due ne hanno ammessi tre. 

"Vittime scelte a caso, come su TikTok"

 La coppia di minori ha poi aggiunto di aver scelto chi aggredire senza un criterio particolare o senza nessuno schema. A ispirarli nella bravata sarebbero stati alcuni video visti sui social: "Su Tiktok ci sono video in cui la gente fa così e non succede nulla di brutto", hanno raccontato al pm. Per questo avrebbero deciso di farlo anche loro, non aspettandosi che ci potesse essere pericolo. Il pm contesta loro i reati di tentato omicidio "con l'aggravante dei futili motivi" - per aver agito "per mero divertimento" -, lesioni aggravate e percosse in concorso. E non solo: i due sono accusati anche di aver nascosto la targa della macchinetta, rendendo impossibile l'identificazione per mezzo di telecamere. 

A farli ricredere sulla pericolosità delle loro azioni, la notizia delle gravissime condizioni di Iacopini: "Sul momento non ci eravamo resi conto del fatto che l'attore fosse così grave, poi quando è uscita la notizia ci siamo spaventati e non lo abbiamo più fatto". Ma, fino a che non hanno deciso di fermarsi, ci sarebbero stati in totale sei casi di persone spinte o colpite da due ragazzi a bordo di una minicar in quelle due sere, proprio negli stessi quartieri di Roma. La Procura, per il momento, ne contesta soltanto quattro perché delle altre due mancano le denunce. Ora la Procura minorile potrebbe chiedere per gli indagati l'emissione di misure cautelari.

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