Niscemi, la frana continua ad avanzare: "L'intera collina sta crollando"
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Arrivata in mattinata con Ciciliano per una ricognizione, il premier aveva già visitato la Sicilia alla fine di gennaio
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta questa mattina in Sicilia per una ricognizione nelle aree colpite dal ciclone Harry, a partire da Niscemi. A quanto si apprende, Meloni è stata accompagnata dal capo del dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ed è stata accolta dal sindaco Massimiliano Conti, dopo la prima visita dello scorso 28 gennaio. Dopo aver fatto un sopralluogo nella zona rossa a Niscemi, il premier ha incontrato un gruppo di sfollati.
"Non ci fermiamo e non molliamo": così il sindaco di Niscemi, accogliendola dopo l'atterraggio in elicottero, si è rivolto al presidente del Consiglio, che gli ha risposto con un "mai". Il premier, con in testa il casco di sicurezza della Protezione civile, ha partecipato a una riunione al Centro operativo comunale, in municipio, con rappresentanti, tra l'altro, di Esercito, Protezione civile e Anas. A Meloni è stata poi mostrata la croce in pietra di Niscemi, diventata un simbolo di speranza e resistenza, che è stata recuperata domenica con un drone terrestre in dotazione al Nucleo operativo centrale di sicurezza della Polizia di Stato, dopo essere caduta nel precipizio per i continui movimenti della frana.
Il premier Giorgia Meloni ha annunciato a Niscemi l'arrivo di fondi per 150 milioni per il Comune sconvolto dalla frana: "Niscemi è il Comune più monitorato d'Europa. Stiamo prevedendo fondi tra ordinari e immediati su tre direttrici: la demolizione degli edifici, la messa in sicurezza e l'acquisto di nuovi immobili", ha detto.
E ha reso nota anche la nomina per il paese di un commissario straordinario, il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, parlando del decreto legge su Niscemi, che sarà approvato "mercoledì" in consiglio dei ministri. La misura prevede anche ammortizzatori sociali per gli agricoltori che non riescono a raggiungere le loro proprietà e per i dipendenti che in questo periodo hanno difficoltà a svolgere la loro attività".
"Ne abbiamo parlato anche con i cittadini, dove io chiedo di non forzare perché sarebbe un errore, è sulla definizione della fascia di rispetto sul fronte di frana". Ha chiarito il presidente del Consiglio, sottolineando che "non sono decisioni che si possono prendere sul piano politico, ma sono decisioni che si possono prendere sui dati tecnici".
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"E se io forzassi delle decisioni - ha proseguito - magari perché voglio dare più velocemente delle risposte certe ai cittadini e mettessi la loro sicurezza a repentaglio sarei una pazza. Quindi, questo non lo voglio fare. E penso che non si debba forzare, per la salute, per la sicurezza, e per essere certi che quando diamo risposte sono certe. Quindi, su questo, io non posso e non voglio dare oggi una tempistica della quale non sono certa".
"Posso dire che Niscemi credo che sia il Comune più monitorato d'Europa, perché ci sono tutte le migliori eccellenze che noi abbiamo da questo punto di vista, Genio militare, Protezione Civile stessa, Vigili del Fuoco. Stanno lavorando tutti perché puntiamo a dare queste risposte su quale sia la fascia" del fronte della frana "che bisogna purtroppo considerare non sicura e quale invece è quella che si può recuperare", ha spiegato il premier.
"Per fare questo - ha aggiunto - c'è bisogno del tempo che è necessario e non è una decisione che secondo me si può forzare per assecondare politicamente, sarebbe irresponsabile".