prosegue l'inchiesta

Milano, spunta l'ipotesi chat-esca dietro i disordini | Ft: "Ue indaga su disinformazione filorussa per le proteste in Francia"

Secondo alcune testimonianze il caos che si è scatenato a Milano sarebbe partito da una chat Telegram e da diversi video condivisi su Tik Tok

21 Ott 2026 - 11:45
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Emergono nuovi dettagli su quanto accaduto a Milano tra il 17 e il 18 ottobre. Secondo quanto riportato da alcuni ragazzi intervistati dal Corriere della Sera erano state create delle chat Telegram in cui si esortava a prendere parte ai disordini. "Ci hanno detto che dovevamo solo andare in Duomo perché loro rompevano le vetrine e noi potevamo prendere scarpe, felpe e biciclette" recita un virgolettato di uno dei ragazzi.

Sono consapevoli che tutte quelle cose sono state rubate, saccheggiate da un negozio mandato all'aria, ma in chat il tutto veniva presentato come una cosa tranquilla, che i reati "veri" venivano commessi da chi avrebbe spaccato le vetrine, non da chi saccheggiava nei negozi. Ma ora, quella chat, dov'è? Sparita dopo i disordini, eliminata, non è rimasta nessuna traccia. Tuttavia, diverse testimonianze confermano l'esistenza di questo gruppo Telegram in cui un migliaio erano stati aggiunti. 

Torna sul tavolo, dunque, l'ipotesi delle chat e dei social come strumento di manipolazione sui più giovani per creare tensioni in tutta Europa. "La capacità di alcuni Paesi di utilizzare gli algoritmi e le piattaforme digitali per influenzare le nuove generazioni rappresenta oggi una minaccia persino più preoccupante di quelle militari tradizionali". Lo ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenendo alla seconda edizione del Defence Procurement Forum, a Villa Miani, a Roma, e parlando apertamente di guerra ibrida.

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Anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, non esclude che ci sia un tentativo di manovrare i giovani online. Lo ha detto a margine della riunione in prefettura sull'ordine e la Sicurezza pubblica, cui ha partecipato insieme al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.

A tal proposito anche l'Unione Europea sta indagando su possibili ingerenze straniere per i disordini avvenuti in Europa, soprattutto in Francia. Secondo fonti della sicurezza citate dal Financial Times, account sui social media filorussi e di estrema destra, già coinvolti in precedenti campagne di disinformazione, hanno diffuso video di violenze nel tentativo di alimentare ulteriormente il caos. Anche l'Iran e l'Algeria sono sospettati di essere dietro ad alcuni di questi messaggi, secondo quanto riferito da esperti. La Commissione europea, prosegue il Financial Times, ha incontrato questa settimana le autorità francesi per discutere della cooperazione con le piattaforme di social media, tra cui X di Elon Musk, che hanno permesso la diffusione virale di messaggi razzisti e violenti.

La Commissione europea ha affermato che, per ora, la situazione è gestita dalle autorità nazionali, ma Bruxelles interverrà se il rischio dovesse diventare "sistemico" e le piattaforme online non collaborassero. "Le piattaforme devono assicurarsi che i loro algoritmi non vengano utilizzati in modo improprio in un contesto del genere. Ciò include qualsiasi tentativo di amplificare tali violenze e incidenti", ha dichiarato il portavoce Thomas Regnier.

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