Le immagini di sabato 17 e domenica 18 ottobre a Milano hanno fatto il giro d'Italia e d'Europa: il primo giorno una manifestazione degenerata, domenica un raduno di ragazzi che ha preso d'assalto le vie del centro città devastando e rapinando vari esercizi commerciali. Alla fine degli scontri sono state 271 le persone accompagnate in questura, di questi 220 erano minorenni. Per 11 maggiorenni è stato chiesto il carcere, mentre 34 sono i minori a cui è stato confermato l'arresto dopo questi due giorni.
Le accuse, per tutti, sono le seguenti: devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale. Per il reato di devastazione e saccheggio la reclusione va da 8 a 15 anni, con aumento di pena se il fatto avviene durante manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico. Per la resistenza a pubblico ufficiale è prevista la reclusione da 6 mesi a 5 anni. Tuttavia, essendo pluriaggravata, la pena è aumentata fino alla metà.
Per i minori lo scenario è diverso: in caso di condanna, poi, la pena prevista per un minore è diminuita fino a un terzo rispetto agli adulti. Ciò significa che se il giudice decide di applicare il minimo della pena previsto per gli adulti nel reato di saccheggio e devastazione, ossia 8 anni, il minore dovrà scontare 5 anni e 4 mesi di reclusione.
In questi casi, poi, torna a far discutere il recente cambiamento del governo sulla imputabilità del minore: la presunta capacità di intendere e di volere non deve più essere positivamente verificata caso per caso, ma si presume fino a prova contraria, restando ferma la possibilità di escludere l’imputabilità quando risulti, sulla base degli elementi acquisiti nel procedimento, che il minore ne fosse privo al momento del fatto.
Tuttavia, ci sono vari scenari che devono essere considerati: la legge minorile cerca sempre di evitare l'ingresso in carcere a causa della volontà di voler rieducare e proteggere la crescita del minore. Per una condanna che non supera i tre anni il minore può ottenere la sospensione condizionale della pena, mentre se rimane sotto i quattro possono essere richieste misure alternative alla detenzione, come l'inserimento in una comunità educativa o un regime di affidamento con prescrizioni rigidissime.
