All'indomani degli scontri che hanno messo a ferro e fuoco la città di Milano, il sindaco Giuseppe Sala parla di "preoccupazione altissima" per "spazi di protesta che non sono decifrabili" che si vedono in tante città del mondo. Tra questi, sabato 17 ottobre, anche il capoluogo meneghino: in poche ore il centro cittadino è stato ridotto a un campo di battaglia per mano di alcuni gruppi di violenti che si sono infiltrati nella manifestazione di "Italia in Piazza". Centinaia di minori vestiti di nero, che hanno costretto la polizia ad arretrare sotto il lancio di bombe carta, sassaiole, transenne e bottiglie.
"Pochi agenti, sottovalutato il problema"
"Soprattutto in piazza Duomo c'era una quantità di protestanti violentissimi e uno sparuto gruppo di poliziotti", aggiunge il sindaco Sala parlando ai microfoni di Rtl. "Io non ce l'ho con il questore, e ci mancherebbe altro, con il quale lavoro ogni santo giorno ma l'impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano alla questura non fossero adeguate io ce l'ho". Il primo cittadino parla di "danni ingenti" ed esprime grande preoccupazione. "Sono anni che seguo le manifestazioni e ieri mi sembravano tanti contro pochi" ha aggiunto Sala, chiedendo di non confondere i manifestanti pacifici con i violenti.
"Succederanno ancora"
"Noi dovremo essere ancora più pronti. Io sono solo molto preoccupato che queste saranno le prime cose che vedremo ma ce ne saranno situazioni del genere ancora e ancora", ha aggiunto Sala esprimendo "solidarietà totale alle forze dell'ordine". "Questo è un fenomeno esplosivo - ha aggiunto -. Sono 10 anni che sono sindaco e non ho mai avuto questa sensazione di non controllo della piazza".
