Caso Garlasco, l'udienza preliminare nei confronti di Andrea Sempio rischia di fermarsi: ecco perché
Gli avvocati di Stasi preparano la richiesta di revisione, mentre quelli di Sempio chiedono di congelare il procedimento
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La richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio aprirà una nuova pagina sul delitto di Garlasco: non solo per il possibile ribaltamento della sentenza definitiva sulla colpevolezza di Alberto Stasi, ma anche perché rappresenterebbe un caso giuridico inedito. La strada processuale sarà lunga e tortuosa a causa della natura delle circostanze.
Da un lato, ci sono un'udienza preliminare e un eventuale processo in Assise nei confronti dell'ex commesso, procedimento, questo, che potrebbe però essere "congelato" come chiede la sua difesa, ritenendo che tutto si debba fermare in quanto c'è già un condannato definitivo. Dall'altro, è in arrivo la nuova proposta di revisione della sentenza con cui sono stati inflitti 16 anni all'allora fidanzato della vittima, Chiara Poggi: secondo i difensori, infatti, sono sopraggiunte prove tali da poter ribaltare il verdetto.
Ma se Stasi è stato condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara, come potrà Sempio essere processato per lo stesso "fatto-reato"? Il cavillo sta nell'articolo 630 del codice di procedura penale: se Sempio verrà ritenuto colpevole avremmo due condannati per lo stesso delitto e in quel caso i legali di Stasi potranno chiedere di rimediare all'errore giudiziario per il principio dell'inconciliabilità tra giudicati.
Tuttavia, gli avvocati di Sempio, Cataliotti e Taccia, presenteranno al gup Luigi Riganti un'istanza di sospensione dell'udienza preliminare in attesa di una decisione sulla revisione che gli avvocati di Stasi stanno preparando. Altrimenti, chiederanno di sollevare un'eccezione di incostituzionalità. Ritengono che, in caso di rigetto della richiesta, sia compito della Consulta sciogliere il nodo sulla possibilità di coesistenza di un imputato e un condannato, non in concorso tra loro, per lo stesso delitto. Si fa notare, infatti, che il giudice, quando dispone il rinvio a giudizio sulla base delle nuove norme, lo fa per una ragionevole previsione di condanna. Ma come è possibile se c'è già un condannato? In più, quel condannato, ossia Stasi, in ipotesi potrebbe "essere legittimato a costituirsi parte civile" contro Sempio, ha osservato sempre Cataliotti.
Il filo rosso che lega tutti questi incastri passa tra Pavia, Milano e Brescia: secondo quanto appreso non sarebbe necessario coinvolgere la corte costituzionale, in quanto il giudice di Pavia potrebbe, di sua iniziativa, congelare il procedimento contro Sempio. A Milano, invece, c'è attesa per capire quale sarà la prossima mossa della procuratrice generale Francesca Nanni. Non si sa, infatti, se chiederà di riaprire il caso come fece, quando era Pg a Cagliari, per Beniamino Zuncheddu, il pastore sardo che dopo 33 anni di carcere per un triplice omicidio è stato scagionato e liberato dopo la ritrattazione di un testimone chiave.
Sul fronte della revisione verrà investita la Corte d'Appello di Brescia e i tempi non saranno rapidi. I giudici, qualora non optino per la camera di consiglio, dovrebbero fissare un'udienza pubblica e pronunciarsi sull'ammissibilità nel giro di tre o quattro mesi dal deposito della richiesta, previsto tra il 10 e il 20 novembre. Dopo di che, se sarà dichiarata ammissibile, ci sarà un processo nel merito che, qualunque sia l'esito, potrà passare anche per un ricorso in Cassazione e pure per un eventuale annullamento con rinvio a una nuova sezione della Corte d'Appello bresciana. Per poi finire nuovamente sul tavolo degli ermellini.
