Speciale Il delitto di Garlasco
la legale di stasi: "quadro pesante"

Garlasco, nove perizie contro Sempio: creato anche un suo Avatar

Negli atti della nuova inchiesta c'è pure una consulenza con una ricostruzione 3D dell'omicidio di Chiara Poggi con un manichino virtuale realizzato con i dati antropometrici del 38enne

10 Mag 2026 - 10:24
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 © Ansa

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Nove le consulenze tecniche affidate dai pm di Pavia agli esperti incaricati di analizzare le impronte e il dna sotto le unghie di Chiara Poggi, confrontare il quantitativo del suo dna presente sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi e su un cucchiaino repertato in cucina, mappare la scena del crimine, analizzare il computer di casa in relazione ai video intimi con il fidanzato che potrebbero essere stati scaricati, valutare le ferite sul corpo della vittima e l'arma utilizzata. E, tra queste, agli atti della nuova inchiesta contro Andrea Sempio c'è anche una ricostruzione 3D del delitto di Garlasco, rappresentato con l'ausilio di un Avatar, come riferisce il quotidiano Il Messaggero. La difesa di Stasi commenta: "Quadro pesante".

Le nove perizie contro Sempio

 Oltre alla Bpa sulle macchie di sangue, a quella medico legale di Cristina Cattaneo, alla relazione sull'impronta palmare 33 con tanto di integrazione e al lavoro del Racis dei carabinieri sulla personalità di Sempio, oltre pure all'altra perizia del genetista Carlo Previderè, consulente dei pm, e sempre sul Dna sulle unghie di Chiara (depositata dopo la perizia Albani) per confermare ancora la compatibilità con Andrea Sempio, c'è dunque la ricostruzione 3d del delitto di Garlasco tramite Avatar, rappresentazione virtuale cioè, di Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta della Procura di Pavia, che ha chiuso le indagini ed è pronta a chiedere il rinvio a giudizio del commesso 38enne. La rappresentazione è stata firmata dall'ingegner Simone Tiddia.

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L'Avatar di Andrea Sempio

 La rilettura del luogo del delitto, per provare a svelare uno dei degli aspetti tecnici cruciali dell'inchiesta, è stata, dunque, realizzata anche un Avatar di Andrea Sempio. A riferirlo è Il Messaggero, che entra nei dettagli della consulenza di Tiddia. 

Il manichino tridimensionale è stato posizionato "sulla scena originaria" del crimine, "fornisce riscontri" sulla compatibilità tra i piedi di Sempio collocati sul primo gradino e l'impronta 33 della sua mano destra sul muro della scala che porta alla cantina, dove era riverso il corpo della vittima. Non solo. Anche la mano dell'avatar "presenta profili" conformi "dal punto di vista strettamente dimensionale" con le proporzioni della traccia palmare "esaltata dai reagenti dattiloscopici". E sarebbe, allora, compatibile con il posizionamento dell'assassino in cima alle scale, come da risultato della Bpa firmata dal comandante del Ris di Cagliari Andrea Berti.

Per realizzare il suo Avatar, Andrea Sempio era stato convocato il 24 ottobre 2025 all'Istituto di medicina legale di Milano dove Tiddia e l'anatomopatologa Cristina Cattaneo hanno eseguito misurazioni antropometriche ed esami 3D durati circa tre ore. Unico limite sottolineato da Tidda stesso? "La conformazione fisica di un corpo umano, suscettibile fisiologicamente a cambiamenti: Sempio all'epoca aveva 19 anni, 37 nel momento dei calcoli". Ma ciò non comprometterebbe il risultato. "Non è stata operata alcuna forzatura dimensionale per adagiare l'Avatar 3D sulla scena nei punti previsti, pur di accogliere l'ipotesi scaturita dal quesito posto nell'incarico della procura", assicura l'esperto a Il Messaggero.

La difesa di Stasi: "C'è un quadro pesante contro Sempio"

 "Da quello che ha avuto modo di vedere per ora, c'è un quadro pesante" sul nuovo indagato, ma "noi dovremo studiare e valutare, ci sono nove consulenze, ad esempio, da guardare", commenta l'avvocata Bocellari, che assiste, assieme al collega Antonio De Rensis, Alberto Stasi.

"Dobbiamo anche ascoltare gli audio delle intercettazioni - ha detto ancora Bocellari, - perché da quello che abbiamo letto sembrano confessorie, ma vanno sentite per pesarne il valore". La difesa, dunque, oltre a valorizzare errori e omissioni certificate nelle indagini dell'epoca, dovrà arrivare alla Corte d'Appello di Brescia con nuove prove per rivedere il verdetto, affiancando anche un'istanza di sospensione della pena, ossia di scarcerazione, in attesa della conclusione dell'iter.

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