Speciale Il delitto di Garlasco
Quattro giorni dopo Stasi venne fermato

Delitto di Garlasco, "il test del sangue sulla bici di Stasi era negativo" e non finì mai agli atti | Spunta un'altra analisi non depositata: "Dna maschile sui pedali"

Dalle carte interne del Ris di Parma emerge un test specifico sull'emoglobina, risultato negativo. E un secondo risultato che parlerebbe di "Dna maschile"

07 Ott 2026 - 13:53
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"Smontati i pedali bici uomo. Quello con vite destrorsa reca almeno 2 traccette brune comb. (+) nella parte terminale ex.  Quello con vite sinistrorsa reca almeno una traccia bruna su un tacchetto della zigrinatura comb. (+). Quest’ultimo viene prelevato per OBTI (-)". È il 20 settembre 2007, nei laboratori del Ris di Parma un'analisi specifica per la ricerca di sangue compiuta sui pedali della bici di Alberto Stasi dà esito negativo. Il risultato compare però solo in un'annotazione a mano interna al corpo investigativo dei carabinieri, che abbiamo potuto visionare. Di quel risultato non c'è invece traccia negli atti ufficiali del procedimento per il delitto di Garlasco.

Quattro giorni dopo, il 24 settembre, scattarono per la prima volta le manette per l'allora fidanzato di Chiara Poggi, perché il campione biologico prelevato sulla bicicletta era ritenuto "con elevata probabilità" sangue. Quel reperto non venne poi riconosciuto come materiale ematico - Stasi fu scarcerato qualche giorno dopo -, ma soprattutto non sarebbe mai sottoposto ad alcun esame specifico per la ricerca di emoglobina. Un secondo atto, datato 26 settembre e anche questo mai depositato, individuerebbe la presenza di "Dna maschile" sui pedali. 

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Il fascicolo interno e l'Obti test fantasma

 La novità, o meglio l'ennesima presunta voragine presente nelle comunicazioni tra Ris e inquirenti, sarebbe emersa dagli appunti del fascicolo interno del Ris di Parma, acquisiti dai pm di Pavia nei giorni scorsi. Nelle relazioni tecniche firmate dall'allora capitano Alberto Marino venne annotato l'esito positivo di un test generico come il Combur sulle tracce individuate sui pedali della bici di Stasi. Quel campione, però, non risulta mai essere stato sottoposto all'Obti test, l'esame specifico per la ricerca di sangue umano. Almeno, non ufficialmente.

Il test sul sangue mai comunicato e le due contro-analisi

 Il primo indizio l'avrebbe lanciato, involontariamente, l'ex tenente Giorgio Portera, che ha parlato di un "esito dell'Obti test negativo". Andando a scavare nel fascicolo interno, i pm pavesi avrebbero effettivamente trovato conferma. Il 20 settembre 2007, il giorno dopo l'analisi in cui erano emersi nel campione 2,78 nanogrammi del Dna di Chiara Poggi, Alberto Marino avrebbe effettivamente sottoposto all'Obti test con esito negativo il pedale "con vite sinistrorsa con almeno una traccia bruna su un tacchetto". A scriverlo sarebbe stato l'allora capitano in un foglio di appunti. Come scritto nell'annotazione, l'analisi preliminare per la presenza di materiale ematico avrebbe dato infatti esito positivo sia sul pedale con vite "destrorsa" che "sinistrorsa".

A seguire, l'analisi specifica con test Obti avrebbe invece dato esito negativo. Il risultato negativo non è però mai apparso in nessuna relazione. Non molte ore dopo, nel tardo pomeriggio di quel 20 settembre, Alberto Marino avrebbe poi compiuto le due contro-analisi risultati in tracciati di Dna "completamente piatti". Anche questi non sono mai stati messi agli atti, e sarebbero emersi solo nelle ultime settimane dai "dati grezzi". 

La relazione preliminare, il Combur e l'Obti omesso

 Insomma, nell'ipotesi degli inquirenti, Marino non avrebbe solo ottenuto dati negativi da due corse elettroforetiche "di controllo" ma avrebbe sottoposto quella sospetta macchia di sangue sul pedale al test specifico Obti con esito negativo.  Nella Relazione preliminare sugli accertamenti biologici che Marino scrive il 24 settembre, in qualità di consulente della pm Rosa Muscio, si parla infatti dei risultati "positivi" ottenuti il 19 settembre che porterebbero "al di là di ogni ragionevole dubbio" al Dna di Chiara Poggi. Ma soprattutto si specificano gli esiti positivi del Combur test su "microtracce di consisteza ematica di lunghezza pari a circa 3 mm". Insomma, che quello sui pedali sia sangue di Chiara Poggi sembrerebbe dato per scontato. Del risultato negativo dell'Obti test nemmeno un cenno.

© Tgcom24

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La relazione preliminare sugli accertamenti biologici compiuti dall'allora capitano del Ris, Alberto Marino, sui pedali della bici di Alberto Stasi

L'analisi del 26 settembre e il "Dna maschile"

 Stando all'ultima consulenza dei pm firmata dagli esperti Previderé e Grignani, pure un altro atto del Ris non sarebbe stato inserito nelle relazioni inviate ai pm. Si tratterebbe di un foglio di lavoro acquisito al Ris di Parma lo scorso 11 settembre dalla procura di Pavia. Su questo documento sarebbero stati annotati i risultati di analisi su un campione di Dna, riferibile sempre ai pedali della bici di Alberto Stasi e indicato con la dicitura "bu_p_bis". La data in calce sarebbe il 26 settembre 2007. L'esito delle analisi avrebbe giudicato il reperto biologico come composto in parte da "Dna umano" e in parte "Dna maschile". In particolare si parla di "quantificazione 1,89e+001 per Dna umano (cioè 18,9 pg/ml) e 8,44 pg/ml Dna maschile non rinvenibile nelle relazioni tecniche o verbali di operazioni tecniche consultate".

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