Garlasco, il dna di Chiara Poggi sui pedali della bici di Stasi: gli ex Ris non ricordano i test negativi
Al centro degli interrogatori dei tre militari due analisi del 20 settembre 2007, mai menzionate nella relazione consegnata agli inquirenti
© Ansa
Un iniziale risultato positivo e due analisi negative eseguite il giorno successivo. La procura di Pavia torna sugli accertamenti genetici effettuati nel settembre 2007 sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Chiara Poggi. A quasi 20 anni di distanza, gli ex appartenenti al Ris di Parma chiamati a ricostruire quei passaggi non sono riusciti a fornire spiegazioni precise su quanto accaduto quel giorno in laboratorio.
Come emerge dai verbali riportati da Il Messaggero e La Repubblica, il 19 settembre 2007 sui campioni organici prelevati da entrambi i pedali era stato rilevato un profilo genetico attribuito alla vittima. Il giorno successivo risultano due corse elettroforetiche (processo con cui si separa e analizza il dna) con esito indubbiamente negativo. Di queste ultime due non venne fatta menzione nella successiva relazione del 24 settembre trasmessa alla pm Rosa Muscio, nella quale i carabinieri invece avevano escluso "ogni ragionevole dubbio" sull'attribuzione della traccia di dna.
Quel ritrovamento contribuì al fermo di Stasi, successivamente non convalidato. La stessa procura di Pavia aveva comunque precisato che il dato non aveva inciso sull'esito definitivo del processo.
Nessun ricordo preciso
Tra le persone ascoltate dal procuratore aggiunto Stefano Civardi e dalla pm Giuliana Rissa c'è Luciano Garofano, all'epoca comandante del Ris di Parma. Interrogato sul risultato positivo del 19 settembre, Garofano ha dichiarato: "Non ho alcun ricordo preciso del fatto". L'ex comandante non ha saputo ricostruire neppure se avesse esaminato personalmente le analisi o discusso con qualcuno il contenuto della relazione prima della trasmissione alla procura di Vigevano.
Quanto ai contatti con la pm Muscio, ha ipotizzato di essere stato lui a comunicarle l'esito degli accertamenti, senza però ricordare in quale specifico momento. Garofano ha ribadito di non avere memoria dei passaggi, pur ritenendo altamente probabile che i risultati fossero stati discussi con i collaboratori del Ris. Ha inoltre escluso qualsiasi manipolazione della analisi, difendendo l'operato degli uomini del suo reparto.
La versione di Marino
Ascoltato anche Alberto Marino, il biologo che eseguì gli accertamenti e che è stato ascoltato il 10 settembre 2026. Marino ha raccontato che il campione, dopo un precedente esito negativo, era stato sottoposto il 17 settembre a un procedimento di purificazione per eliminare sostanze che potevano interferire con l'analisi. Due giorni più tardi arrivò il risultato attribuito a Chiara Poggi. Quando i magistrati hanno mostrato le due corse negative datate 20 settembre 2007, Marino ha inizialmente prospettato un problema nella registrazione temporale di uno dei sequenziatori, richiamando possibili anomalie del software. Non è però riuscito a chiarire perché fossero state effettuate ulteriori verifiche. Alla domanda se avesse o no informato Garofano, ha risposto: "Presumo di sì". Durante l'interrogatorio Marino ha ipotizzato che si fosse tentato di confermare il primo risultato con una ripetizione dell'esame.
Gli altri ex Ris
I magistrati hanno ascoltato anche Giorgio Portera, che all'epoca aveva inserito di persona nel sistema il dato positivo attraverso l'utenza identificata come "Port", e Marco Pizzamiglio, già vicecomandante del reparto. Portera ha confermato che l'utenza era la sua, precisando che il caricamento dei dati poteva essere svolto da un collega diverso da quello responsabile dell'accertamento. Non ha invece saputo fornire indicazioni sulle analisi negative. Pizzamiglio, che aveva partecipato ai primissimi sopralluoghi a Garlasco mentre Garofano era all'estero, ha ricondotto a Marino la gestione degli esami biologici sui pedali.
