arrestato il padre

Brescia, violenta e mette incinta la figlia minorenne: "Ora sulla giovane decide il Tribunale"

L'uomo di origini bengalesi è accusato di violenza sessuale aggravata. Sulle cure e la gestione della ragazza deciderà il Tribunale dei minori

12 Feb 2026 - 09:37
 © Da video

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Una storia raccapricciante quella che si sarebbe verificata per anni a Brescia. Un uomo di origini bengalesi, residente in provincia, avrebbe abusato per anni di sua figlia, fino a metterla incinta. La scoperta è avvenuta lo scorso gennaio quando, a seguito di forti dolori addominali, la giovane è stata accompagnata dalla madre in pronto soccorso per tutti gli accertamenti del caso: qui la scoperta e l'ammissione della ragazza che ha fatto scattare la denuncia d'ufficio nei confronti del padre. Contestualmente alle indagini della squadra mobile di Brescia, coordinate dal sostituto procuratore Alessio Bernardi, sono state attivate anche le procedure previste per i reati da Codice rosso.

Le attenzioni ora sono tutte rivolte alla tutela e salvaguardia della ragazzina, già sentita dagli inquirenti in forma protetta e con al fianco uno psicologo: una situazione delicata, nella quale sarà fondamentale il ruolo del Tribunale dei minori di Brescia, la cui presidente, Laura D'Urbino, ha spiegato al "Giornale di Brescia" come si opera in questo tipo di situazioni.

"Il Tribunale dei minori non sempre interviene in caso di madri minorenni. Se hanno superato i 16 anni e hanno alle spalle famiglie che danno loro supporto e comunque se il pubblico ministero minorile non rileva situazioni di pregiudizio, non si apre alcun procedimento - spiega D'Urbino -. Se una ragazza minorenne rimane incinta, ma vive in un contesto positivo, noi possiamo eventualmente attivare dei percorsi di sostegno e supporto, ma rimane in famiglia e tiene il bambino senza che il giudice debba dire nulla". Quindi un procedimento si apre su segnalazione delle famiglie, dei consultori, dei servizi sociali oppure della scuola e in genere ha inizio con la nascita, "ma in situazioni particolari [...] in cui bisogna fare domanda per la decadenza di responsabilità genitoriale per il padre, si apre anche durante la gravidanza".

Sulla riconoscibilità del bambino, D'Urbino è chiara: "Se la madre non ha ancora compiuto 14 anni non può riconoscere il bambino e quindi si apre una procedura di adottabilità, salvo che non venga riconosciuto dal padre. Se hanno invece tra i 14 e i 16 anni, le madri minorenni possono essere autorizzate dal Tribunale a riconoscere il figlio". Da qui le valutazioni del contesto familiare e l'eventuale spostamento di madre e neonato in una struttura specializzata.

Il caso di figli incestuosi è del tutto particolare e D'Urbino ricorda l'evoluzione dell'ordinamento giuridico italiano sul tema. "Fino al 2012 era possibile per i genitori riconoscere i figli incestuosi solo nel caso fosse provata la buona fede. Dal 2013 invece un figlio incestuoso può essere riconosciuto solo nel caso in cui il Tribunale lo autorizzi e deve essere valutato l’interesse del minore".

La giovane madre, se lo desidera, può interrompere la gravidanza entro il 90esimo giorno "con il consenso dei genitori. Se questi non lo sanno, o la ragazza non vuole far sapere loro della gravidanza, l’autorizzazione deve arrivare con un provvedimento del giudice", afferma D'Urbino.