Francia, anziano incriminato per violenze su 89 minori | In una chiavetta usb il diario degli orrori
L'anziano è stato arrestato dopo decenni di abusi emersi da un archivio digitale scoperto dalla nipote. Le vittime sarebbero sparse in tutto il mondo
L'appello a testimoniare diramato dalle autorità © Afp
Un cittadino francese di 79 anni, nato ad Annecy nel 1946 e residente nell’Isère, è detenuto dal febbraio 2024 con accuse di stupri e aggressioni sessuali aggravate ai danni di 89 minorenni. I fatti, secondo la magistratura di Grenoble, si sarebbero verificati tra il 1967 e il 2022 in Francia e all’estero. L’uomo, identificato come Jacques Leveugle, è inoltre indagato per l’uccisione della madre e della zia, asfissiate con un cuscino in due distinti episodi avvenuti negli anni Settanta e Novanta.
Le indagini
L'accusa si fonda in larga parte su una chiavetta usb scoperta nel 2022 da un nipote, che l’ha consegnata alla polizia di Vizille. Al suo interno, gli investigatori hanno trovato una vasta raccolta di scritti personali: una sorta di inventario dettagliato, suddiviso in quindici cartelle, in cui l’uomo annotava presunti rapporti sessuali con adolescenti tra i 13 e i 17 anni.
Vittime in tutto il mondo
Secondo il procuratore generale Etienne Manteaux, Leveugle avrebbe vissuto e lavorato in numerosi Paesi, tra cui Germania, Svizzera, Portogallo, Marocco, Niger, Algeria, Filippine, India, Colombia e Nuova Caledonia, inserendosi stabilmente nei contesti locali. In più occasioni si sarebbe presentato come insegnante o tutor scolastico, utilizzando la propria posizione per avvicinare i giovani. Descritto come una persona colta e carismatica, agiva, secondo l’accusa, attraverso quella che Manteaux definisce una “seduzione intellettuale”, fatta di ironia e autorevolezza, arrivando a rappresentarsi come una figura educativa ispirata all’antica Grecia.
L'accusa di duplice omicidio
Parallelamente all’inchiesta sugli abusi, gli inquirenti hanno aperto un fascicolo separato sugli omicidi confessati dall’indagato. Leveugle ha ammesso di aver ucciso la madre, malata terminale di cancro, all’inizio degli anni Settanta, e la zia novantenne circa vent’anni dopo, sostenendo di considerare entrambi i gesti “legittimi” e dichiarando che vorrebbe ricevere lo stesso trattamento in caso di fine vita.
La paura della prescrizione
Dal 2022 a oggi circa 150 persone sono già state ascoltate dagli investigatori. La procura ha lanciato un nuovo appello pubblico affinché eventuali altre vittime si facciano avanti rapidamente. Il tempo, ha avvertito Manteaux, è un fattore cruciale: per le violenze anteriori al 1993 incombe il rischio di prescrizione e l’età avanzata dell’imputato impone di chiudere il fascicolo entro il 2026 per arrivare a una sentenza in tempi ragionevoli.
