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Ddl stupri, la proposta Bongiorno è testo base | Levata di scudi dell'opposizione: "Tradito un patto"

La nuova versione, al centro di forti polemiche, ha modificato il testo approvato all'unanimità alla Camera nel novembre scorso

27 Gen 2026 - 17:08
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Il testo base del disegno di legge sulla violenza sessuale è quello proposto da Giulia Bongiorno, relatrice del provvedimento e senatrice della Lega, nella nuova versione che aumenta le sanzioni. Così ha deciso la commissione Giustizia del Senato che ha votato per l'adozione del testo base. A favore il centrodestra, contrarie tutte le opposizioni (Pd, M5s, Italia viva e Avs).

La proposta Bongiorno, al centro di forti polemiche, ha modificato il testo approvato all'unanimità alla Camera nel novembre scorso, introducendo la "volontà contraria" a un rapporto sessuale, e non più il "consenso libero e attuale" che, se manca, definisce il reato di violenza. Previsto, inoltre, un aumento delle sanzioni da 7 a 13 anni di reclusione nei casi di atti sessuali con violenza, minacce e abuso di autorità e da 6 a 12 anni per quelli compiuti contro la volontà della vittima. Questi ultimi aspetti sono stati aggiunti nella riformulazione presentata oggi dalla relatrice (nella prima versione le pene erano di 6-12 anni nel primo caso e di 4-10 nel secondo).

Le opposizioni: "Ci saranno nuove audizioni perché il testo è diverso"

 Dall'opposizione è arrivato un secco "no" al testo base approvato, con alcuni esponenti dei gruppi di opposizione che hanno chiesto e ottenuto di fare nuove audizioni sul disegno di legge in questione perché il testo base adottato nella riformulazione della relatrice Bongiorno "è cambiato completamente ". 

Entro il primo febbraio i gruppi parlamentari potranno presentare richieste di audizioni sul disegno di legge sulla violenza sessuale, al vaglio della commissione Giustizia del Senato. In base al calendario dei lavori parlamentari, l'esame del testo dovrebbe cominciare in Aula il 10 febbraio.

Il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia ha parlato di una "brutta pagina di storia parlamentare" e di un "patto politico tra maggioranza e opposizione strappato, calpestato" mentre la senatrice del Pd, Valeria Valente ha aggiunto: "proveremo in qualsiasi modo a posticipare per quanto possibile l'esame del testo e faremo tutto quello che il regolamento ci consente per impedire l'approvazione di un testo di cui non condividiamo assolutamente nulla".

Sulla stessa lunghezza d'onda Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, che ha aggiunto: "C'era un patto tra la leader del maggior partito di opposizione, la segretaria del PD Schlein, e la premier Meloni, un patto chiesto dalle donne per avere una legge più giusta e che non le renda vittime una seconda volta. Il patto è stato tradito per assecondare la peggiore cultura maschilista presente nella maggioranza".

Critiche anche dal Movimento 5 Stelle con la senatrice del M5s, Ada Lopreiato che durante la discussione del ddl ha detto: "La presidente Bongiorno non si è attenuta alle intese che avevamo raggiunto: eravamo quasi giunti a un testo condiviso e invece lei ha presentato un testo che stravolge tutto. Si è rimangiata quanto detto anche fuori dalla commissione circa l'importanza del concetto di consenso. Parlare oggi di un "dissenso ammorbidito" è dire tutt'altro. Abbiamo chiesto nuove audizioni, tenuto conto del fatto che stiamo ragionando su un testo completamente diverso. Visto che la maggioranza agisce così, abbiamo anche chiesto la trasformazione da sede redigente a referente". 

Bongiorno sul ddl: "Criticato senza leggerlo, ma è svolta"

 "Doppio aumento di pena, presunzione a favore della donna nei casi di freezing (che si compie quando la vittima non manifesta la propria volontà in quanto bloccata dalla paura, ndr) e dissenso accertato di volta in volta dal giudice, nessuna presunzione contro la donna". Questi, secondo Giulia Bongiorno, i punti cardine del disegno di legge nella nuova versione adottata come testo base dalla commissione Giustizia del Senato. La senatrice della Lega l'ha spiegato al termine della riunione.

"Devo dire che molti hanno parlato del mio testo senza leggerlo altri l'hanno letto e l'hanno deformato - aveva detto  Bongiorno poco prima della riunione entrando in commissione - il mio testo mette al centro la volontà della donna e non crea nessuna inversione dell'onere della prova. Per la prima volta in Italia quando non c'è né consenso né dissenso c'è una presunzione di dissenso nei cosiddetti casi di freezing. Quindi una svolta a favore delle donne. Chi dice il contrario a mio avviso forse dovrebbe riflettere".

E sul rischio che la richiesta di nuove audizioni possa far slittare l'esame in Aula, Giulia Bongiorno ha commentato: "Io ero pronta ad andare in aula, qui nessuno vuole insabbiare perché io volevo andare avanti. Però siccome credo che l'intento è far capire che noi mettiamo al centro la donna e la sua volontà, se si raggiungesse un accordo sarebbe bene per tutti. Allora vediamo se questo ciclo di audizioni aiuta".

Bongiorno ha aggiunto di non poter dare stime sui tempi dell'iter parlamentare ma ha chiarito: "Il primo obiettivo è fare un buon testo, il secondo è vedere di trovare un accordo e il terzo non allungare troppi tempi. Però diciamo lo metterei come terzo e non prima degli altri due".

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