Alla luce delle "recenti evidenze riscontrate in ambito internazionale", l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale "rinnova l'invito a tutti i soggetti pubblici e privati che impiegano tecnologie per il mantenimento della catena del freddo, nonché sistemi di telecontrollo e supervisione industriale, ad adottare con la massima urgenza le misure di verifica e mitigazione già raccomandate". La compromissione di questi apparati, aggiunge, "può determinare l'interruzione dei processi di refrigerazione, il deterioramento di prodotti e materiali conservati fino all'indisponibilità dei servizi con possibili ripercussioni sulla continuità operativa e sulla salute delle persone". Un richiamo che arriva dopo i molteplici cyberattacchi, in Italia (soprattutto in Sicilia) e nel resto d'Europa, con i quali sono stati violati i sistemi di refrigerazione di centinaia di supermercati, nonché quello di alcuni siti della banca del sangue francese.
Più in generale, l'Agenzia si riferisca a tutti i dispositivi connessi e alle relative interfacce di amministrazione e monitoraggio utilizzati a supporto di processi industriali, tra cui sistemi di controllo di supervisione e acquisizione dati, impianti di climatizzazione, reti idriche, sistemi di produzione di energia, apparati di videosorveglianza e altre infrastrutture tecnologiche. In questo contesto, segnala l'Agenzia, "assumono un ruolo centrale la sicurezza dei protocolli di comunicazione, la segmentazione delle reti, la segregazione degli ambienti Ot (Operational Technology) da quelli It (Information technology) e la protezione degli accessi remoti utilizzati per attività di manutenzione e teleassistenza". Si raccomanda di "procedere tempestivamente con la massima urgenza alla verifica dell'attuazione delle misure di sicurezza già previste, con priorità alla rimozione dell'esposizione diretta su internet delle interfacce amministrative e di controllo, la verifica dell'integrità dei parametri operativi e il corretto funzionamento dei sistemi di allarme.
È necessario, inoltre - aggiunge - verificare periodicamente gli account abilitati all'accesso, la robustezza delle credenziali, lo stato di aggiornamento dei dispositivi e la presenza di eventuali vulnerabilità. Un monitoraggio costante delle infrastrutture consente di individuare al più presto accessi non autorizzati, modifiche anomale delle configurazioni e possibili indicatori di compromissione". In presenza di anomalie o di elementi che possano indicare una potenziale compromissione dei sistemi, si raccomanda "l'immediata attivazione delle procedure di gestione degli incidenti e la tempestiva segnalazione agli organismi competenti".
