I fatti di Torino

Piantedosi alla Camera: "L'evento di sabato era la resa dei conti con lo Stato democratico"

Il ministro dell'Interno Piantedosi, nell'informativa alla Camera, sottolinea: "È stato fatto un grande lavoro, evitati danni ben più gravi" 

03 Feb 2026 - 15:43
 © Ansa

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"Siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, illustrando alla Camera l'informativa del Viminale sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio, apertasi con un lungo applauso in solidarietà degli agenti feriti.

"L'evento era definito: guerra di liberazione nazionale"

 L'iniziativa di sabato era stata "preannunciata da una assemblea nazionale indetta da Askatasuna all'Università di Torino" sottolinea il Ministro. A questa riunione avrebbero partecipato circa 750 persone, tra cui "numerosi attivisti e anime delle diverse anime dell'antagonismo nazionale" precisa Piantedosi, ma soprattutto nel rilanciare l'appuntamento: "È stato sottolineato che il corteo avrebbe costituito una resa dei conti con lo Stato democratico, in quanto lo sgombero di Askatasuna alza l'asticella dello scontro". Inoltre nell'informativa ha aggiunto: "Il 31 gennaio era stato definito uno spartiacque, come una guerra di liberazione nazionale, nella prospettiva di un fronte allargato comprensivo della comunità araba e musulmana, diventate compagne di lotta".

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"Dinamiche squadriste e terroriste"

 "È possibile dire che stiamo registrando un innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato". "Un dato che emerge dal lavoro preventivo delle nostre Forze di polizia - ha evidenziato Piantedosi - è che disordini, violenze, danneggiamenti e devastazioni sono, al di là delle motivazioni contingenti di volta in volta annunciate, il vero obiettivo perseguito in molte occasioni".

"Evitati danni ben più gravi"

 Il ministro Piantedosi ha, inoltre, evidenziato come "il grande lavoro svolto ha evitato che si verificassero danni ben più gravi, riducendo anche il fronte degli aggressori violenti". Elencando come il Ministero dell'Interno avesse predisposto l'invio di circa mille unità dei reparti delle Forze di Polizia e fossero state disposte misure di controllo e monitoraggio nelle stazioni ferroviarie, nei caselli autostradali e nei valichi di frontiera per intercettare l'arrivo di soggetti che avessero precedenti specifici. A testimoniarlo, secondo il Ministro, anche i numeri: "Identificate circa 800 persone, di cui più di 50 straniere, nelle ore antecedenti lo svolgimento della manifestazione, e dall'emissione di 30 fogli di via, 10 avvisi orali e 7 divieti di accesso alle aree urbane (Dacur). Inoltre, si è proceduto a sequestrare materiali che altrimenti sarebbero stati impiegati per creare disordini".

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"Fermo di polizia per pericolosi e scudo per agenti"

 "Stiamo lavorando all'introduzione di specifiche misure finalizzate a rendere ancora più efficace l'azione di filtro e prevenzione, come il fermo di polizia per soggetti potenzialmente pericolosi di cui siano già conoscibili intenzioni e attitudini". "Strumenti del genere, del resto, sono presenti in alcuni ordinamenti europei senza che nessuno gridi all'attentato alla democrazia - ha proseguito Piantedosi -. E pensare che queste misure oggi vengono criticate da chi attribuisce gli incidenti esclusivamente ad asseriti deficit di prevenzione e non, come avvenuto, a una precisa determinazione criminale di chi ha posto in essere le violenze. E ancora, pensiamo a norme in grado di salvaguardare non solo gli agenti vittime di aggressioni, ma anche tutti i cittadini, senza per questo creare scudi di tipo immunitari".

Il richiamo a "coperture politiche"

 Al termine dell'informativa, il ministro ha fatto un richiamo a "coperture politiche" dei violenti e un attacco "chi sfila a fianco di questi delinquenti" che "finisce per offrire loro una prospettiva di impunità". Al termine del suo intervento gli applausi sono arrivati solo dai banchi della maggioranza.

Procura di Torino apre fascicolo contro ignoti per devastazione

 Intanto, sempre sui fatti del 31 gennaio, la Procura di Torino ha formalmente aperto un fascicolo d'indagine per devastazione. Al momento l'ipotesi di reato è a carico di ignoti. In più, la Digos ha inviato in Procura l’informativa con i nomi dei 24 denunciati a piede libero: molti italiani, ma anche diversi stranieri, hanno tra i 19 e i 48 anni. Mentre per quanto riguarda gli aggressori del poliziotto Alessandro Calista, tra coloro c’era Angelo Simionato, 22enne della provincia di Grosseto, che non avrebbe colpito l’agente ma avrebbe sostenuto attivamente gli aggressori. È accusato di lesioni a pubblico ufficiale e rapina in concorso perché all’agente sono stati sottratti il casco, lo scudo e la maschera antigas. Mentre gli altri due arrestati sono Pietro Desideri, 31 anni, e Matteo Campaner, 35, entrambi torinesi, che devono rispondere di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

Lega e FdI: l'obiettivo era colpire la polizia, si chiede il tentato omicidio

 Nel dibattito politico successivo all'intervento del ministro dell'Interno, i capigruppo della Lega al Senato e alla Camera Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari hanno ribadito la necessità che "sia chiesta l'imputazione per tentato omicidio nei confronti dei responsabili dei fatti di Torino. Dai tribunali dovrebbero arrivare messaggi chiari". Linea simile anche per il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, che ha detto: "Le immagini che abbiamo visto sabato a Torino dimostrano con tutta evidenza che l'obiettivo era quello di colpire la polizia. Come ha detto il presidente Meloni se i poliziotti avessero reagito sarebbero già iscritti nel registro degli indagati. Mentre, paradossalmente il capo di imputazione per i criminali organizzati che li hanno aggrediti in gruppo, in modo infame con un martello, non è di tentato omicidio. Per Fratelli d'Italia questo è inammissibile. Riteniamo piuttosto che sia giunto il momento di rafforzare le tutele per le nostre donne e per i nostri uomini in divisa".

Il Pd e Avs: Piantedsi strumentalizza Torino, Casapound va sgomberata

 "Quella del ministro Piantedosi non è stata un'informativa sui fatti di Torino, ma una strumentalizzazione politica di episodi gravissimi, usata con un solo obiettivo: giustificare le misure liberticide che il Governo intende inserire nel nuovo decreto sicurezza".A dirlo è la deputata Pd Michela Di Biase. "Non si può confondere chi manifestava pacificamente con chi ha aggredito gli agenti di polizia. Ed è ancora più inaccettabile usare episodi di violenza per legittimare scelte gravi e sbagliate, come quelle ribadite oggi in Aula, a partire dall'introduzione del fermo preventivo".  Tuona anche Angelo Bonelli in aula: "A Torino bisognava tutelare i manifestanti pacifici, voi sapete chi sono i violenti e "non ci venga a parlare di ripristino della legalità". "Nel Paese c'è bisogno di spazi sociali, signor ministro. E non faccia il sorrisino" quando "ancora aspettiamo lo sgombero del centro sociale di Casapound".

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