Famiglia nel bosco, l'avvocato Pillon: "Rilasciato il permesso di costruire la nuova casa"
Arriva una settimana cruciale per la sorte dei Trevallion: dopo il deposito delle memorie toccherà ai giudici minorili decidere sul ricongiungimento
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"E' intervenuta un'altra importante notizia: il Comune di Palmoli ha comunicato il rilascio in via definitiva del permesso di costruire e, dunque, i lavori di costruzione della nuova casetta sulla proprietà della famiglia nel bosco potranno iniziare già nei prossimi giorni. Confidiamo che il Tribunale per i Minorenni dell'Aquila apprezzi le significative modifiche intervenute e i copiosi elementi allegati e accolga di conseguenza le istanze dei familiari". Questo l'annuncio dell'avvocato Simone Pillon, legale della coppia anglo-australiana Nathan e Catherine, per i quali si riaccendono le speranze di un ricongiungimento con i tre figli, da 8 mesi ospitati in una casa-famiglia di Vasto (Chieti). E alla vigilia della scadenza del deposito dei documenti di parte, Pillon precisa: "La memoria della difesa sarà molto breve e farà riferimento alle precedenti istanze". Il Tribunale sarà chiamato poi a decidere sulla corposa istanza di rientro dei minori in famiglia depositata lo scorso 25 giugno.
Settimana cruciale per la famiglia nel bosco
Il rilascio in via definitiva del permesso di costruire da parte del Comune di Palmoli (Chieti) permette, dunque, che i lavori per la nuova casa sulla proprietà della famiglia nel bosco possano iniziare "già nei prossimi giorni", aggiunge Pillon. "Confidiamo che il Tribunale per i Minorenni apprezzi le significative modifiche intervenute e i copiosi elementi allegati e accolga di conseguenza le istanze dei familiari", conclude.
Lunedì 20 luglio, infatti, scade il termine per la presentazione delle memorie difensive. Da quel giorno la palla passerà ai giudici. Saranno loro a decidere se, e come, ricongiungere la famiglia, valutando con attenzione il percorso fatto dai genitori, cui venivano contestati in particolare la scarsa istruzione dei figli, l'assenza di tutele sanitarie e le precarie condizioni in cui vivevano nel bosco di Palmoli.
E' un tempo sospeso per Nathan e Catherine
Mamma Catherine, quando pensa ai suoi bambini non riesce a trattenere l'emozione, si porta una mano sul cuore e poi stringe, come sempre, quella di suo marito. Sa che quella che sta per iniziare sarà una delle settimane più importanti della sua vita, quella nella quale potrebbe finalmente tornare a riabbracciare i suoi figli, lontani da lei, e da suo marito, da quando i giudici del Tribunale dei minorenni dell'Aquila sospesero la responsabilità genitoriali della coppia disponendo l'allontanamento dei tre minori in una struttura protetta, lontana da quella "casa nel bosco" che col tempo è diventata terreno di scontro giudiziario e politico.
"Siamo molto nervosi per lunedì, la prossima settimana sarà molto importante per noi", sono state le parole di Catherine. "Sono convinto che cambieranno molte cose nel processo minorile dopo questa vicenda. Lo dico da giurista e anche da politico - ha chiosato il legale della coppia, Simone Pillon -. Non possiamo permetterci di continuare con meccanismi obsoleti che non sono in grado di cogliere la realtà e che rischiano di penalizzare proprio quelle persone, i bambini, che dovrebbero tutelare. Ho ammirato la forza d'animo di Nathan e Catherine, due persone colte, preparate che sanno volere molto bene ai loro figli e sanno volersi molto bene tra loro".
Da novembre molte cose sono cambiate
Nathan e Catherine hanno dato la loro disponibilità a trasferirsi in una casa messa a disposizione gratuitamente dal Comune in attesa dei lavori al loro casolare; i bimbi - oggi vaccinati - hanno superato le prove di idoneità e potranno frequentare la scuola pubblica. Ma, soprattutto, i riflettori sono andati via via, spegnendosi; la politica si è fatta da parte e i genitori hanno nettamente cambiato atteggiamento nei confronti degli assistenti sociali. Oggi, otto mesi dopo, uno spiraglio appare quanto mai possibile per rivedere la famiglia di nuovo unita.
