Speciale Neonati sepolti a Traversetolo: i segreti di Chiara
Aveva ucciso e sepolto i due figli

Chiara Petrolini è capace di intendere e volere, lo conferma la perizia psichiatrica

"Si tratta di un soggetto immaturo e fragile" sono state le parole delle perite che non hanno identificato nessuna patologia

26 Gen 2026 - 11:48
 © Ansa

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Chiara Petrolini era capace di intendere e di volere al momento dei fatti. È questa la conclusione della perizia psichiatrica disposta dalla Corte di assise di Parma nel processo alla 22enne accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due figli nel giardino della villetta di VIgnale di Traversetolo dove abitava. Il primo bambino sarebbe nato il 12 maggio 2023, mentre il secondo il 7 agosto dell'anno successivo. 

"Soggetto immaturo e fragile"

 Le perite Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli non hanno infatti identificato una patologia che possa aver inciso sulla capacità dell'imputata, ritenuta anche capace di stare in giudizio. La ragazza viene comunque definita soggetto immaturo e fragile, meritevole di un trattamento e percorso di cura non così differente da quelli dedicati ai minori.

Il caso

 I fatti risalgono all'agosto 2024 quando in una villetta di Traversetolo, in provincia di Parma, il proprietario di casa trova sepolto in giardino, dentro un sacchetto, un neonato. Dopo le prime indagini, sono stati trovati anche i resti di un secondo bambino. Secondo le ricostruzioni sul secondo infanticidio, Chiara Petrolini, 22enne, avrebbe indotto il parto, dando alla luce il piccolo in casa da sola il 7 agosto. Poi avrebbe ucciso il bambino e l'avrebbe nascosto in una buca del giardino di casa. Tutto due giorni prima di partire per un viaggio all'estero programmato da tempo. L'ex fidanzato di Chiara e padre dei bambini ha espresso il desiderio di riconoscere i figli e di organizzare una cerimonia funebre per loro. Le indagini hanno poi rivelato che lui era all'oscuro delle gravidanze. Nel dicembre 2024 i giudici del Tribunale del Riesame di Bologna hanno disposto la custodia cautelare in carcere sottolineando che l'agire "estrema lucidità, freddezza esecutiva, sconcertante assenza di scrupoli o remore, apparente mancanza di qualunque ripensamento, oltre che di sfrontatezza", salvo poi passare agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico

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