LA POLEMICA

Valentino, botta e risposta tra Giancarlo Giammetti e Brunello Cucinelli dopo i funerali: "Non lo ha mai conosciuto..."

Lo storico socio dello stilista smentisce pubblicamente il "re del cachemere", che replica parlando di una battuta affettuosa 

26 Gen 2026 - 10:46
 © Tgcom24

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Un aneddoto raccontato ai funerali di Valentino Garavani scatena uno scontro inatteso nel mondo della moda. Tutto nasce da un racconto fatto da Brunello Cucinelli il giorno delle esequie dello stilista celebrate nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma. Ai giornalisti il "re del cachemere" aveva ricordato un presunto rapporto cordiale con lo stilista: "Vestiva molte nostre cose e quando era in boutique mi chiamava per chiedermi lo sconto". Un episodio narrato con leggerezza, ma che non è stato affatto gradito da Giancarlo Giammetti, storico socio di Valentino, scomparso il 19 gennaio scorso a 93 anni.

La replica di Giammetti

 Giammetti ha scelto Instagram per rispondere, con parole nette e senza sfumature: "Valentino non lo ha mai conosciuto né chiamato. Io non l'ho neanche visto al funerale… Forse era troppo occupato a parlare con la stampa". Una smentita pubblica che ha immediatamente acceso il dibattito, mettendo in discussione la veridicità del racconto di Cucinelli.

Cucinelli replica: "Era solo una battuta"

 Di fronte alle parole di Giammetti, Cucinelli ha chiarito la sua posizione, spiegando che il suo racconto voleva essere soltanto "una battuta scherzosa". Ha ammesso che lui e Valentino non si conoscevano personalmente: "Fisicamente no. Lui era nostro cliente nei negozi, insieme a Giammetti. Quando erano lì, i miei collaboratori mi telefonavano". Più che un rapporto diretto, dunque, un contatto mediato, che Cucinelli ha sempre vissuto come motivo di orgoglio: "Ho trovato estremamente carina e nobile la cosa che indossassero i nostri capi. Sono rimasto un po’ così per la reazione, perché l'ho sempre considerato un grande maestro".

L'omaggio a un genio della moda

 Cucinelli ha ribadito più volte la sua stima per Valentino, definendolo "uno dei geni del Novecento" e uno dei padri della moda italiana insieme a Giorgio Armani e Gianni Versace. Un rispetto testimoniato anche dal lungo necrologio scritto dopo la scomparsa dello stilista, in cui lo ha celebrato come "geniale artista" e simbolo della raffinatezza italiana. "Mi spiace se qualcuno ci è rimasto male - ha concluso - non volevo offendere nessuno. Per me Valentino resta un onore e una figura immensa".

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