Svolta nelle indagini

Sorelle scomparse e ritrovate a Formia, tre fermi | Il procuratore: "Segregate in una stanza, potevano solo vedere la tv"

I dettagli illustrati durante la conferenza stampa: "La svolta da una videochiamata della mamma". 

22 Giu 2026 - 19:07
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Una videochiamata. È stato questo l'elemento fondamentale che ha segnato una svolta nelle indagini sulla scomparsa delle due sorelline di 12 e 16 anni e che ha permesso di ritrovarle, nella serata di domenica 21 giugno, a Formia, nell'abitazione di una parente della madre. A fornire il dettaglio è stato in queste ore è stato il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo, nel corso della conferenza stampa convocata dopo il ritrovamento delle due sorelle. Intanto nelle ore successive al ritrovamento, è scattato il fermo per tre persone: si tratta della madre delle due giovani, Valentina D'Acunto, del compagno della donna, Vincenzo Esposito e del padre della D'Acunto, nonno delle ragazze, Marco D'Acunto. I tre si trovano ora in carcere con l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. Risulta invece indagata a piede libero una zia della madre delle ragazze, che le avrebbe ospitate per diversi giorni nella sua casa di Formia. 

Il procuratore: "Vicenda nata da un amore genitoriale malato"

  "Non siamo per festeggiare e magnificare degli arresti, delle catture, ma siamo per festeggiare la liberazione di due ragazze che per un periodo di tempo abbiamo temuto anche di non poter rivedere mai più", ha detto il procuratore. Secondo il magistrato, si tratta di "una vicenda che non ha nulla a che vedere con la criminalità, ma ha solo e soltanto come punto di riferimento un amore genitoriale malato". 

Sorelle ritrovate a Formia, le immagini dell'appartamento dove erano state nascoste

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© Ansa  | L'interno di una delle stanze dell'appartamento di Formia dove erano state nascoste le sorelle scomparse in provincia dell'Aquila
© Ansa  | L'interno di una delle stanze dell'appartamento di Formia dove erano state nascoste le sorelle scomparse in provincia dell'Aquila
© Ansa  | L'interno di una delle stanze dell'appartamento di Formia dove erano state nascoste le sorelle scomparse in provincia dell'Aquila

© Ansa | L'interno di una delle stanze dell'appartamento di Formia dove erano state nascoste le sorelle scomparse in provincia dell'Aquila

© Ansa | L'interno di una delle stanze dell'appartamento di Formia dove erano state nascoste le sorelle scomparse in provincia dell'Aquila

Le tracce seguite dai cani e la fuga in auto: "Sono salite volontariamente"

 Stando a quanto hanno raccontato gli inquirenti, i cani molecolari erano riusciti a seguire le tracce delle due sorelle fino alla piazzetta di Civitella Alfedena, dove le due sorelline risiedevano nella casa-famiglia. Da lì, però, si sono interrotte, probabilmente perchè le due minori sono salite su un'auto: "Sono salite volontariamente", ha detto il procuratore. A guidare le stesse persone che le hanno condotte fino a Formia: "Non si sa ancora che piano avessero, per quanto tempo sarebbero state ancora lì le ragazze, perché non sono stati ancora svolti gli interrogatori".

La svolta nelle indagini da una videochiamata della mamma

 La svolta nelle indagini sul ritrovamento delle due sorelline è arrivata come detto da "una videochiamata della mamma nei confronti di un numero di telefono che era attenzionato, intestato a un pachistano, facente parte di un gruppo di schede clandestinamente attivate a Napoli un paio di giorni prima della scomparsa", ha spiegato il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo, nel corso della conferenza stampa. "Tra i tanti difetti della mamma - ha aggiunto - c'era anche quello di mantenere il controllo. Non poteva rimanere giorni e giorni senza contattare le figlie".

Il blitz

 Gli investigatori sono così riusciti a risalire alla posizione delle due sorelle ed è scattato il blitz nella casa della parente della madre. Le due ragazze sono state trovate in buone condizioni di salute e nelle prossime ore saranno trasferite in una nuova struttura protetta nel Lazio. 

Il procuratore: "Segregate in una stanza, potevano solo vedere la tv"

 "Eravamo pronti a trovarci davanti alla porta delinquenti o pazzi, abbiamo trovato una signora di 80 anni. Le ragazzine erano segregate in una stanza, non potevano uscire né aprire le persiane. Potevano solo vedere la tv", ha continuato il procuratore in conferenza stampa. "Provo dentro di me il dolore del colloquio che ho avuto con loro perché sono stato la seconda, terza persona che ha parlato con loro dopo le due carabiniere. Quando le abbiamo trovate le due sorelle non hanno fatto salti di gioia, si sono chiuse nella stanza dove avevano vissuto fino ad allora".

Le sorelle: "Vogliamo stare con la mamma"

 Secondo quanto si apprende, le ragazze - una volta prelevate dall'abitazione della zia della madre a Formia - avrebbero manifestato la volontà di riunirsi alla madre: "Vogliamo stare con la mamma". Soprattutto la più piccola delle due sarebbe stata restia a seguire i militari, che le avevano invitate a uscire con loro dalla casa. Solo l'arrivo di un'assistente sociale avrebbe convinto le due ragazzine a lasciare l'abitazione.

La zia della madre: "Mi hanno fregato, non volevo che stessero col padre"

 "Mi hanno messo in mezzo, sono sola e mi hanno fregato. Io volevo solo aiutare, volevo che le bambine stessero bene e che tornassero con la mamma", ha detto la zia della madre al Messaggero. "Il nonno e il compagno della mamma me le hanno portate alle 4 del mattino, ma già dal giorno prima mi avevano detto che sarebbero arrivate. Non sapevo quanto sarebbero restate, mesi forse per quanto cibo mi hanno portato. Loro stavano tutto in giorno chiuse in camera, uscivano solo a mezzogiorno per fare pranzo".

Ha poi aggiunto: "Io l’ho fatto per le bambine. A me quell’uomo (il padre, ndr) non piaceva, non volevo che stessero con lui. L’ho fatto perché sono parenti di mio marito: se fosse stato vivo lo avrebbe fatto anche lui. Io quelle bambine non le avevo mai viste prima. Andava bene anche stare ai domiciliari, io avrei rischiato per loro. Speravo solo che non ci fossero conseguenze".

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Il sindaco: "Hanno un forte stress emotivo"

 "Ho visto le bambine e le ho accompagnate in una struttura. Vivono uno stato di forte stress emotivo, ma non mi sono permesso di chiedere loro nulla della vicenda: lo farà chi di dovere" ha detto il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, tutore legale delle sorelline. "Seguiremo la vicenda per comprendere gli sviluppi delle indagini e gli accertamenti degli inquirenti. Cureremo gli interessi legali e materiali delle ragazze".

Il post del padre: "Ora comincia una nuova vita"

 Alla notizia del ritrovamento il padre di Sarah e Alisya, Stefano Di Giacinto, come riferisce il referente per l'Abruzzo dell'associazione Penelope "ha avuto un crollo dovuto alla forte emozione" ed è stato portato in ospedale. Su Facebook ha scritto: "Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia preoccupazione ma mai ho pensato in negativo. Si inizia una nuova vita, si riparte da zero". "Siete stati tantissimi a darmi la forza di andare avanti e di non mollare mai - scrive -. Dieci anni di battaglie con lieto fine. Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere. Papà c'è. Vi amo".

Il fidanzato della sorella maggiore: "Sono felice, spero di rivederla un giorno"

 "Sono contento. Sono felice, oggi sono felice che le hanno trovate e che le sorelle stanno bene. Quello che conta è che stanno bene", così Youssef, fidanzato della maggiore delle due sorelle e sentito due volte dagli inquirenti nel tentativo di raccogliere informazioni utili per rintracciare le minori. "Voglio loro veramente bene. Tanto bene" ha detto all'Ansa. Alla domanda se un giorno le rivedrà, Youssef ha risposto: "Chissà, speriamo".

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