Youssef, il fidanzato di Alisya, la ragazza di 16 anni sparita da quasi due settimane, insieme alla sorella dodicenne Sarah, dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila, è stato ascoltato per oltre un'ora dal procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo, nella stazione dei carabinieri di Villetta Barrea. "Non c'è nessun indagato. Stiamo solo facendo il nostro lavoro", ha detto il procuratore.
Sul caso delle due sorelle minorenni, Sarah e Alisya Di Giacinto, D'Angelo ha affermato - in un'intervista al Corriere della Sera - che, "quella notte, all'orario compatibile con la scomparsa, le telecamere inquadrano tre auto", e "non 300 come ho sentito dire". Tuttavia, spiega, "le targhe non sono visibili, un po' per la scarsa qualità delle immagini, un po' per la spending review dell'illuminazione, un po' perché non era una notte di luna piena. Si distingue solo il tipo di macchina. Ma non essendo Ferrari o Bugatti, la ricerca si complica".
"Tutte le ipotesi aperte"
Il procuratore ha anche spiegato che "quando sparisce un minore ci sono tante possibilità. Può essere inserito in un circuito di adozione illegale, in un circuito di prostituzione minorile, in un'attività di sequestro di persona, di traffico d'organi". Oppure, aggiunge "sparisce perché c'è dietro una situazione di conflittualità fra i genitori, per cui uno se lo porta via. Sono tutte ipotesi che devo prendere in considerazione". D'Angelo non esclude nemmeno l'ipotesi che le due sorelle possano essersi allontanate da sole. "Tutto quello che abbiamo fatto finora non ha portato al ritrovamento. Quando succederà mi auguro tanto di non dover fare una telefonata pietosa", ha infine detto il procuratore.
Il papà delle sorelle: "Il cuore mi dice che stanno ancora bene"
"Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene", ha affermato Stefano Di Giacinto, il padre di Sarah e Alisya, come riferito da Alessia Natali, referente dell'associazione Penelope Abruzzo. "Ha una sensazione positiva, mista tuttavia a molta preoccupazione e ansia", riferisce ancora Natali.
Le ricerche
Sul fronte delle ricerche, invece, secondo quanto riferito dall'associazione, presto dovrebbe arrivare sul posto il cosiddetto "Life Seeker", un dispositivo utilizzato nelle operazioni di ricerca e soccorso per localizzare telefoni cellulari e creare una rete temporanea di comunicazione nelle aree prive di copertura. "Io penso - sottolinea Natali - che le ragazze siano uscite dalla struttura aiutate da qualcuno che conosceva la casa famiglia, aiutandole a passare attraverso punti bui, come quello della finestra rotta. Potrebbero aver percorso una parte del sentiero che dalla struttura conduce verso la Camosciara, non da sole ma supportate da qualcuno che conoscono e di cui si fidano. Da lì, alle prime luci dell'alba, qualcuno potrebbe averle fatte salire in auto per poi procedere verso Pescasseroli".
