Shahadat Hossain, 43 anni, nato in Bangladesh: chi è il sospettato del triplice omicidio a Roma
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Caccia a un sospettato, anche lui cittadino bengalese: si chiama Shahadat Hossain e ha 43 anni. Sequestrata una mannaia, probabile arma del delitto
Madre, padre e figlia di 8 anni, originari del Bangladesh, sono stati uccisi a colpi di mannaia in un'abitazione in via Montiglio, nel quartiere Aurelio a Roma. La tragedia si è consumata nella serata di venerdì 26 giugno: l'allarme è scattato intorno alle 20.30. Il figlio più grande della coppia, accorso sul posto poco dopo il delitto, è rimasto ferito. Il sospetto autore del triplice omicidio è il 43enne Shahadat Hossain, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983. La polizia di Stato fa sapere che chiunque avesse indicazioni o informazioni utili a rintracciarlo, può contattare l'utenza 3346903295 della Squadra mobile.
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A perdere la vita sono stati Kamal Uddin, 39 anni, la moglie Hosnejahan Momotaj, 38, e la figlia Arowa, di appena 8 anni. L'unico sopravvissuto, come detto, è il figlio maggiore della coppia, Onion, 18 anni, rimasto ferito e trasportato in ospedale: è ricoverato in prognosi riservata al Policlinico Gemelli per politraumi e ferite ma non sarebbe in pericolo di vita. Il ragazzo sarebbe già stato ascoltato dai poliziotti della Squadra mobile che indagano sul caso.
© Ansa
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A dare l'allarme sarebbero stati i vicini di casa che avrebbero sentito delle urla provenire dall'appartamento dove la famiglia viveva e avrebbero visto fuggire una persona in strada con una maglia di colore blu.
Polizia e carabinieri in queste ore sono sulle tracce di Hossain: il cittadino bengalese sarebbe un amico della famiglia. Secondo quando riportato dall'agenzia di stampa LaPresse, l'uomo lavorerebbe in un vicino supermercato della stessa catena dove è impiegato il figlio 18enne della coppia.
Sono diverse le ipotesi al vaglio degli investigatori della Squadra mobile sul movente del triplice omicidio. Una delle piste sarebbe il tipo di relazione tra le vittime e l'assassino. Secondo l'ultima ricostruzione, potrebbe addirittura essere stato il figlio maggiore il vero obiettivo del killer. Il giovane è riuscito a fuggire dall'appartamento e ha atteso l'arrivo della polizia all'ingresso della palazzina.
"Mi ha ucciso tutta la famiglia. Sono arrivato a casa e ho visto lui che puliva il sangue. C'era sangue ovunque. Ha ammazzato tutti", sarebbero state le prime parole del figlio più grande della coppia, riportate da Il Messaggero, poco dopo aver scoperto la morte dei genitori e della sorellina.
Stando a una prima ricostruzione, l'assassino dopo aver ucciso i due coniugi e la piccola, li avrebbe nascosti sotto il letto. A quel punto sarebbe stato sorpreso dal figlio maggiore della coppia rientrato in quel momento in casa. Sarebbe poi partita una colluttazione tra i due con il 18enne che sarebbe però riuscito a sottrarsi all'aggressore e a dare l’allarme scappando dall’appartamento.
"C'era questo giovane tutto insanguinato. Aveva ferite alla testa, alle mani e alle gambe. Gridava che erano tutti morti. Io ho provato a calmarlo", racconta una delle prime soccorritrici a Il Messaggero parlando del figlio maggiore della coppia. La donna, secondo quanto riportato dal quotidiano, avrebbe anche visto il killer scappare: "Aveva la carnagione scura e una polo credo azzurra. Correva velocissimo, però ho notato che sulle mani aveva dei guanti", avrebbe detto la donna che in quel momento era a spasso con il cane e la figlia.
Le ricerche del killer sono proseguite per tutta la notte anche nella zona boschiva che circonda Casalotti, il quartiere in cui è si è consumata la tragedia. E per questo motivo sono stati utilizzati droni con telecamere a infrarossi. Gli investigatori che nelle ultime ore hanno sequestrato una mannaia, considerata da chi indaga l'arma del delitto, al momento si stanno muovendo su più fronti: in queste ore sono stati ascoltati numerosi amici e conoscenti della famiglia. Nell'appartamento sarebbe stato inoltre effettuato un sopralluogo per capire se possa mancare qualcosa. Sarebbero in corso anche accertamenti sulle telecamere di sicurezza della zona e sui telefoni cellulari della famiglia che potrebbero contenere tracce degli ultimi contatti.
"Kamal era meraviglioso" e, ancora, "una persona bellissima". Sono alcuni dei post pubblicati sui social dai vicini di casa della famiglia bengalese. "L'ultima volta che l'ho visto è venuto con noi a prendere un gelato", racconta una vicina. "Mi raccontava orgoglioso di come la figlia studiava italiano online". E poi: "Aveva una mano per tutti e non era mai invadente e non pretendeva nulla".
"L'ultima volta li ho visti lunedì pomeriggio, la mamma e la figlia. Mi sembra una storia incredibile. Non riesco a concepire, non riesco proprio a realizzare una cosa così. È assurdo". Queste invece le parole di un parente della famiglia. "Il padre ha sempre lavorato in un supermercato. Era una persona a modo, tranquilla. Una brava persona, non era una persona aggressiva - spiega -. Il figlio, da quando sono venuti qua, non l'ho mai incontrato".
Le autopsie sui corpi delle tre vittime saranno effettuate la prossima settimana. Le salme si trovano presso la sezione di Medicina legale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.