Il giallo di Pietracatella

Morte avvelenate da ricina, il padre di Antonella: "Per una donna si deve arrivare a questo? | Gianni mi ha detto che non c'entra, gli credo ma..."

Le rivelazioni di Salvatore Di Ielsi, padre di Antonella e nonno di Sara, morte per avvelenamento: "Gianni è solo un bravo fesso"

08 Ott 2026 - 07:54
 © Ansa

© Ansa

È diviso tra la certezza che Gianni Di Vita non c'entri nulla e il dubbio che forse, alla fine, sia il contrario Salvatore Di Ielsi, 76enne padre e nonno delle due donne morte avvelenate con la ricina lo scorso dicembre a Pietracatella, in provincia di Campobasso. A Gianni lui la domanda - sei stato tu? - l'ha fatta direttamente, il marito di Antonella Di Ielsi ha negato: "Ha detto io non c’entro. Gli credo". 

Google Preferred Site

Gli ultimi minuti con la figlia e la morte della nipote

 È uno spaccato breve ma comunque significativo quello che Salvatore Di Ielsi ha fornito della famiglia coinvolta nel giallo della ricina. A partire dalle ultime frenetiche ore, in cui Antonella Di Ielsi e la 15enne Sara Di Vita hanno perso la vita una dopo l'altra. Il 76enne vede per l'ultima volta sua figlia proprio quel 27 dicembre: "L’accompagnai di corsa in ospedale perché Gianni le aveva telefonato dicendole che Sara, mia nipote, stava peggiorando", ha raccontato al Corriere della Sera. Un tragitto di circa 40 chilometri, quello da Pietracatella al Cardarelli di Campobasso, in cui i due hanno parlato "poco o nulla. Il tempo volò in fretta e soprattutto Antonella stava già molto male". Una volta arrivati in pronto soccorso, "i medici le dissero che sua figlia era morta. Lei cadde a terra. Io ero lì accanto... All’indomani se ne andò anche Antonella".

Le presunte difficoltà tra Gianni e Antonella: "Non sapevo nulla"

 La procura di Larino ha aperto da settimane una doppia indagine: da una parte cinque medici risultano indagati per omicidio colposo, dall'altra gli inquirenti procedono ancora contro ignoti per duplice omicidio premeditato. E il movente, secondo quanto emerso, potrebbe annidarsi nelle crepe dei rapporti familiari e interfamiliari. Una spiegazione che ha lasciato Salvatore Di Ielsi spiazzato: "Non sapevo nulla di quelle difficoltà tra Gianni e Antonella, quelle di cui si parla adesso. Ho un grande rimpianto: se mia moglie fosse stata in vita, Antonella avrebbe potuto confidarsi con lei. Sono cose da donne e magari con il padre si vergognava, era già adulta". E ancora: "Magari Antonella avrebbe dovuto cantargliele prima, a Gianni".

Il suocero su Gianni: "È un bravo fesso"

 Nonostante le voci insistenti sul possibile - ma non verificato - ruolo di Gianni Di Vita, il 76enne non ha vacillato: "Non abbiamo mai litigato. Anzi, è stato lui stesso a dirmi: se volete che venga a casa vostra vengo, se mi dite che non devo venire non vengo". E su quanto accaduto: "Io da principio mi facevo un pensiero: non è possibile che abbia fatto tutto da solo, sapendo quello che c’era intorno, però è stato coinvolto... Perché io a lui l’ho chiamato il “bravo fesso”, cioè uno che è bravo ma è pure fesso. Poi...sì, siamo uomini".

"Mi ha detto che non c'entra, gli credo"

 Per non saper né leggere né scrivere, però, il suocero una domanda gliel'ha posta: "Sì. Gliel’ho chiesto direttamente (se era stato lui, ndr). Lui ha negato, ha detto: “Io non c’entro”. Gli credo: non incolpo nessuno, però la situazione è quella che è, e nemmeno escludo nulla". Sulla possibilità che la mano killer sia stata quella di una donna, Salvatore Di Ielsi non è arrivato a un punto fermo: "Chi lo sa chi ci sta in mezzo. Una disonesta, un disonesto. Magari è successo per una schifezza, ma per una donna si deve arrivare a questo?".

"Avvelenamento accidentale? Mai vista una pianta del ricino"

 In merito al possibile avvelenamento accidentale, che la procura di Larino ha di recente escluso, il 76enne è stato ancora più scettico: "Questa domanda me l’ha fatta pure la procuratrice: “Non è che avevate una piantina per tenere lontane le talpe?”. Ma io l’orto l’ho fatto sino a 4 anni fa, poi ho smesso. Mi ha mostrato anche una pianta del ricino, non l’ho mai vista; ne avevo una contro le talpe, questo sì, ma era diversa".

Ti potrebbe interessare

videovideo