crescono i casi di intossicazione

Paracetamolo, allarme sovradosaggio tra i ragazzi: i dati Aifa

Dopo la pandemia i casi di intossicazione intenzionale tra i 12 e i 17 anni non si fermano. L'agenzia del farmaco fa il punto e mette in guardia

07 Mag 2026 - 08:54
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L'Agenzia italiana del farmaco ha analizzato i dati nazionali sui casi di intossicazione da paracetamolo negli adolescenti e ha lanciato un avvertimento chiaro su un fenomeno cresciuto dopo la pandemia, che viaggia sui social e non accenna a diminuire. Gesti intenzionali da parte dei teenager, legati a comportamenti impulsivi o a una convinzione sbagliata: che il paracetamolo, farmaco comunissimo e considerato sicuro, non possa fare davvero del male.

Perché l'Aifa ha avviato l'indagine

  Il punto di partenza è stato un trend allarmante segnalato da più paesi europei: una sfida social diffusa soprattutto su Tiktok, in cui i ragazzi assumono dosi elevate di paracetamolo per mettere alla prova la propria resistenza o cercando effetti psicoattivi che il farmaco in realtà non produce. Gli ultimi tre casi documentati vengono dal Belgio; segnali simili erano già emersi in Spagna, Svizzera, Regno Unito e Francia. L'Aifa ha quindi voluto verificare se lo stesso stesse accadendo in Italia.

In Italia la "sfida social" non c'è (per ora)

  La buona notizia è che la social challenge, al momento, non sembra interessare il nostro paese. A confermarlo è Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni dell'Irccs Maugeri di Pavia e past-president della Società Italiana Tossicologia, che ha commentato i dati dell'analisi. "Abbiamo analizzato i casi relativi alle intossicazioni intenzionali da paracetamolo in ragazzi tra i 12 e i 17 anni scoprendo che il fenomeno della social challenge al momento non sembra interessare l'Italia", ha dichiarato all'Ansa.

I gesti intenzionali

 Quello che i dati mostrano, però, è un'altra tendenza preoccupante: i casi di sovradosaggio intenzionale tra gli adolescenti sono aumentati dopo la pandemia e restano stabili su livelli elevati. Secondo l'Aifa, questi episodi sono spesso legati a "gesti impulsivi o dimostrativi" e a una percezione distorta del rischio. Molti ragazzi semplicemente non credono che il paracetamolo possa essere pericoloso, perché è un farmaco che si trova ovunque, si compra senza ricetta, si usa per qualsiasi dolore o febbre.

Perché il paracetamolo può essere pericoloso

  Il paracetamolo è uno dei farmaci più sicuri al mondo. Lo usa chi è in gravidanza, lo raccomanda l'Oms nella lista dei medicinali essenziali. Ma quando si supera la dose massima o si assumono più somministrazioni in tempi ravvicinati, il quadro cambia di molto. "Il rischio principale è a carico del fegato", spiega Armando Genazzani, presidente della Società Italiana di Farmacologia. L'intossicazione da paracetamolo è tra le cause più frequenti di trapianto di fegato, specie nei bambini. Il danno può essere irreversibile.

Cosa fare (e cosa non fare)

  L'Aifa ricorda alcune regole fondamentali. Bisogna attenersi alle dosi indicate nel foglio illustrativo o prescritte dal medico, rispettare l'intervallo minimo tra una somministrazione e l'altra, ed evitare di assumere contemporaneamente più farmaci che contengano paracetamolo o altre sostanze dannose per il fegato. In caso di sospetto sovradosaggio, la raccomandazione è di contattare subito il pronto soccorso o un Centro Antiveleni, anche in assenza di sintomi. La tempestività dell'intervento, in questi casi, può salvare la vita.

Il ruolo degli adulti

  L'Aifa sottolinea anche un aspetto spesso trascurato: la responsabilità degli adulti. Genitori, insegnanti e figure di riferimento devono svolgere "un ruolo attivo nel favorire una corretta informazione e un utilizzo responsabile" dei farmaci. La consapevolezza dei rischi non è qualcosa che i ragazzi acquisiscono da soli: va costruita, con informazioni chiare e senza allarmismi inutili.

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