COME I PONTEFICI HANNO COMUNICATO LA MALATTIA

L'annuncio di Papa Leone e il precedente di Giovanni Paolo II

Prevost ha annunciato di avere un nodulo al polmone. Il primo a parlare durante l'Angelus della sua salute fu Giovanni Paolo II, che però si limitò a comunicare il suo ricovero

11 Ott 2026 - 14:52
 © Tgcom24

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"Ho un nodulo al polmone, ho deciso di operarmi". La comunicazione arriva direttamente dalla finestra che affaccia su piazza San Pietro, durante l'Angelus domenicale dell'11 ottobre. A pronunciare queste parole è proprio Papa Leone XIV, che ha scelto di bypassare la comunicazione istituzionale per confidarsi e raccontare personalmente ai fedeli la sua malattia. Allo stesso modo, 34 anni prima, si era "confidato" Papa Giovanni Paolo II, annunciando in modo generico la necessità di svolgere degli "accertamenti". Quella iniziata da Wojtyła e seguita da Prevost costituisce una vera e propria rivoluzione mediatica, in cui sono gli stessi pontefici a rompere la linea del silenzio assoluto sulla loro salute. Ma Leone fa ancora un passo in più, comunicando esplicitamente la sua diagnosi.

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L'annuncio di Papa Leone

 "Carissimi, di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato". L'annuncio è diretto e arriva ai fedeli tramite la voce stessa del Papa. È un unicum: il livello di dettaglio diagnostico è senza precedenti. "I medici ritengono opportuno intervenire e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo. L'intervento è già programmato nei prossimi giorni. Vi ringrazio per la vostra vicinanza spirituale e mi affido alla vostra preghiera". Prevost ha comunicato, così, anche la decisione di sottoporsi a un intervento chirurgico. 

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Il precedente di Giovanni Paolo II

 "Vorrei ora farvi una confidenza", aveva annunciato Papa Wojtyła il 12 luglio 1992, durante l'Angelus domenicale. "Questa sera mi recherò al Policlinico Gemelli per sottopormi ad alcuni accertamenti diagnostici". Una comunicazione che colpì molto per la sua unicità e umanità, ma molto più vaga, durante la quale Giovanni Paolo II non esitò poi a invitare i fedeli a fargli sentire la loro vicinanza: "Chiedo le vostre preghiere, affinché il Signore mi sia accanto col suo aiuto e col suo sostegno". Al Gemelli di Roma Giovanni Paolo II fu sottoposto a un intervento, che portò poi all'asportazione di un tumore intestinale benigno. Un cambiamento importante, ma Wojtyła non è arrivato al livello di dettaglio di Prevost, che così ha aperto un nuovo capitolo nella comunicazione vaticana.

Il cambio di passo

 Fino agli anni '90, infatti, gli annunci sulla salute dei pontefici erano appannaggio esclusivo della comunicazione ufficiale della sala stampa vaticana: vigeva la linea del silenzio assoluto e del segreto di Stato. Grazie a Wojtyła - e, adesso, ancor di più a Prevost -, il vaticano è passato alla linea della trasparenza. Non per tutti i pontefici, però, si è rotto il tabù: Papa Francesco, ad esempio, lasciava al portavoce vaticano il compito di diffondere i bollettini ufficiali sulla sua salute. 

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