errore in sala operatoria

Napoli, 53enne scopre un paio di forbici nell'addome dopo l'intervento estetico: denunciato il chirurgo

L'insolito esito dopo mesi di dolori e una Tac. La donna riceverà assistenza dalla fondazione Domenico Caliendo

09 Mag 2026 - 16:17
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Doveva sottoporsi a un normale intervento di chirurgia estetica a Napoli. Per una donna di 53 anni, originaria di Casandrino (in provincia del capoluogo campano) e residente in provincia di Piacenza, la rimozione del grasso addominale si sarebbe invece trasformato in un caso giudiziario di malasanità.

L'addominoplastica era stata eseguita il 25 ottobre 2025 in una clinica di Napoli. Dopo le dimissioni, la donna era tornata a casa dei genitori, ma avrebbe iniziato quasi subito ad accusare forti dolori addominali ed episodi di perdita di coscienza.

I primi sintomi

 Preoccupata, la 53enne ha contattato lanciato l'allarme al 118. I sanitari le avrebbero consigliato un ricovero immediato. Lei però ha preferito rivolgersi nuovamente al chirurgo che l'aveva operata. Secondo quanto riportato nella denuncia, il chirurgo avrebbe attribuito i disturbi a normali conseguenze post operatorie. Le sarebbero state prescritte analisi che hanno evidenziato un'infezione, seguite poi da una terapia antibiotica.

La scoperta

 Le cure però non avrebbero risolto il problema. Il medico di famiglia ha quindi deciso di approfondire la situazione prescrivendo una Tac, eseguita il 7 maggio in un centro diagnostico napoletano. L'esame ha rivelato la presenza di un oggetto metallico nell'addome: si tratterebbe di un paio di forbici chirurgiche dimenticata durante l'operazione. La vicenda si sarebbe complicata ulteriormente dopo il test diagnostico. Secondo la denuncia, la dottoressa del centro medico avrebbe avvisato direttamente il chirurgo invece di indirizzare, data la criticità della situazione, subito la paziente verso un pronto soccorso. Il medico avrebbe quindi proposto un nuovo intervento per rimuovere la forbice nella stessa clinica del primo intervento. "Ma io desistevo e decidevo di avvalermi dell'ospedale Fatebenefratelli" ha rivelato la 53enne. 

L'atteggiamento pressante

 La donna sostiene inoltre di essere stata contattata più volte dalla moglie del chirurgo, che avrebbe tentato di convincerla a tornare nella struttura privata per sottoporsi all'operazione di rimozione, forse per evitare provvedimenti legali per il marito. La paziente riceverà supporto anche dalla fondazione dedicata a Domenico Caliendo, il bambino morto a Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. Nei prossimi giorni la donna sarà sottoposta all'operazione per rimuovere la forbice dall'addome. 

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