Scappati a piedi per i campi

Mauro Marin sorprende due malviventi in casa e li mette in fuga minacciandoli con un'ascia

L'ex vincitore del Grande fratello sospetta la vendetta dopo una lite: "Ho visto due uomini vestiti di nero e incappucciati, uno grosso e tarchiato e l’altro alto e magro, prendere la bici"

14 Mar 2026 - 11:07
 Mauro Marin, Grande Fratello 10, 2009-2010 © Da video

 Mauro Marin, Grande Fratello 10, 2009-2010 © Da video

"Se ve ciapo, ve copo", se vi prendo, vi ammazzo. Armato di uno stretto dialetto veneto e di un'ascia, usata come minaccia, Mauro Marin - vincitore del Grande Fratello nel 2010 - ha cacciato così i due malviventi che, nella notte, si sono introdotti nella sua abitazione a Poisolo, frazione di Castelfranco Veneto. 

È lo stesso Marin a raccontare la vicenda al Corriere del Veneto: "Giovedì sono tornato a casa a mezzanotte, in bici", spiega Marin, che abita in un capannone di duemila metri quadri comprensivo del salumificio di famiglia che gestisce con i due fratelli, circondato da 7 ettari di terra. "L’ho riposta in cantina e sono andato a letto. Era tutto tranquillo, le mie due cagnoline Attila e Nerona dormivano, ma all’1:30 hanno cominciato ad abbaiare, così mi sono alzato e sono andato in corridoio". Lì, continua, "ho visto due uomini vestiti di nero e incappucciati, uno grosso e tarchiato e l’altro alto e magro, prendere la bici. Ho gridato: cosa state facendo? L’hanno mollata e io ho impugnato un’ascia che tengo vicino alla porta". 

A quel punto, l'uomo più piazzato risponde, con un accento che Marin riconosce essere quello della sua terra: "Tu sei un pio pio, devi smetterla". Stesse parole - la scritta pio pio - che, più tardi, l'uomo ritroverà in casa ripetute più volte su un drappo, come una minaccia. A quel punto, il padrone di casa ha impugnato l'arma e l'ha mostrata ai due malviventi: "Adesso come la mettiamo? Se ve ciapo, ve copo", ha replicato. Un avvertimento che è bastato a convincere il più magro a tentare la fuga, saltando a bordo del furgone bianco Transit di proprietà della vittima. L'altro, invece, ha sfidato nuovamente Marin: "Gli ho detto: non voglio farvi male, lasciate stare il furgone e andate via", racconta il macellaio secondo cui, a quel punto, l'uomo più grosso gli ha risposto: "E se no cosa mi fai? Allora ho buttato via l’ascia, sono arretrato e ho ripetuto: andatevene, chiudiamola qua. Ma anche il secondo uomo è salito sul Transit, che però non è partito".

Una volta capito che la fuga non sarebbe stata semplice e veloce, la strategia dei malviventi è cambiata: uno dei ladri ha afferrato Marin da dietro, ma lui è riuscito a divincolarsi. Da lì è iniziato lo scontro: "L’ho buttato per terra e ho rifilato una testata al complice, che poi mi ha afferrato per i capelli, picchiandomi. Ho cominciato a menare pugni a entrambi, ho ancora la mano gonfia, ma almeno sono scappati, a piedi per i campi". L'incubo era finito, ma lo stato di forte agitazione lo ha accompagnato ancora per un bel po'. "Con l’adrenalina a mille ho acceso tutte le luci, mi sono preparato una camomilla e fumato dieci sigarette. Tremavo. Quando sono riuscito a calmarmi ho chiamato i carabinieri e ho presentato un esposto contro ignoti".

Passate le 2, è arrivata una pattuglia, insieme alla quale Marin ha controllato tutta la casa: "I due uomini hanno tentato di rompere un vetro, scassinato una porta e lasciato un drappo con la scritta Pio Pio ripetuta tante volte: è una minaccia, l’ho consegnato ai carabinieri. E poi hanno lasciato un bastone piantato per terra con una lattina di Coca Cola infilata in cima, altro avvertimento. Forse sono arrivati un’ora prima rispetto a quando i cani li hanno sentiti, mi avranno seguito".

Il sospetto di Marin è che i due si siano introdotti nella sua proprietà per vendicarsi, in seguito all’avviso di archiviazione - ricevuto giovedì mattina -di un vecchio procedimento riguardante una lite finita a botte. Tutto ancora da dimostrare. "In questo momento di crisi un salumificio con 100mila euro di prodotti dentro fa gola - ammette l'uomo -, ma è rischioso mettersi contro un macellaio: si rischia di finire in polpette". 

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