Il caso

La Spezia, giocano a carte e si riposano sull'erba ai giardini pubblici: multa da 200 euro a testa

L'episodio avvenuto nella serata di lunedì 6 luglio ha scatenato polemiche ma il comune ha solo applicato il regolamento comunale

08 Lug 2026 - 09:21
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
I giardini pubblici di viale Mazzini a La Spezia © Google Maps

I giardini pubblici di viale Mazzini a La Spezia © Google Maps

Sta facendo discutere a La Spezia la maxi multa scattata nei giorni scorsi nei confronti di un gruppo di persone di origine bangladese sanzionato dalla polizia locale all'interno di un giardino pubblico cittadino. Il gruppo, in una giornata di grande caldo, si trovava sul prato del parco pubblico: alcuni riposavano, altri ne hanno approfittato per fare una partita a carte. Peccato che il regolamento comunale vieti di calpestare le aiuole e di coricarsi o bivaccare su aiuole o tappeti erbosi. Risultato? Una multa da 200 euro, a testa.

La polemica

  Il caso ha suscitato non poche polemiche. Ad alzare la voce in queste ore due esponenti locali di Rifondazione ComunistaLuca Marchi e Massimo Lombardi. "Apprendiamo con indignazione che, la sera del 6 luglio, ai giardini pubblici della Spezia, alcune persone sono state sanzionate con una multa di 200 euro per aver giocato a carte. Se l'obiettivo dichiarato è il contrasto al degrado urbano, riteniamo che ci si stia accanendo contro chi non rappresenta alcun pericolo per la collettività, mentre restano irrisolti i problemi reali che affliggono la nostra città" affermano in una nota i due esponenti. 

"Nella nostra città migliaia di lavoratrici e lavoratori immigrati, in particolare provenienti dal Bangladesh, garantiscono ogni giorno il funzionamento del comparto della cantieristica navale e di altri settori essenziali dell'economia locale - prosegue la nota di Rifondazione Comunista -. Sono persone che svolgono lavori durissimi, spesso con orari massacranti e in condizioni di precarietà, e che troppo frequentemente subiscono discriminazioni nell'accesso ai servizi, ai trasporti e agli spazi della città. Colpire con sanzioni così pesanti chi, dopo una giornata di lavoro, si ritrova in un giardino pubblico per trascorrere qualche ora in compagnia significa scegliere ancora una volta la strada della repressione invece di quella dell'inclusione e della convivenza".

"Non abbiamo timore di affermare che questo tipo di atteggiamento è di chiaro stampo razzista" concludono Luca Marchi e Massimo Lombardi nella nota. "Non riusciamo a immaginare i numerosi agenti della Polizia Locale intenti a multare gruppi di spezzini impegnati in una partita a carte su un'aiuola. Chiederemo, attraverso un'apposita interrogazione, se tali disposizioni siano frutto di un'indicazione della giunta oppure siano state assunte autonomamente dal Comando della Polizia Locale"

Sul caso ha preso posizione anche il Comitato "Riconvertiamo Seafuture!", una rete di attivisti locali: "Gli agenti sostengono convinti che il degrado vada in ogni caso combattuto. Noi siamo d’accordo; riteniamo però che il degrado a cui opporsi sia quello democratico, etico, umano che la sera del 6 luglio 2026, ai giardini pubblici della Spezia, si è consumato verso chi non ha fatto nulla di male e non è nella condizione di difendersi". 

A ogni modo il regolamento comunale, come detto, parla chiaro: il comma 16 dell'articolo 45 vieta espressamente di calpestare le aiuole e il comma 23 sancisce il divieto di "coricarsi o bivaccare sulle aiuole e tappeti erbosi, coricarsi sulle panchine e altri manufatti utilizzandoli come giaciglio nonché sedersi sulle sponde delle panchine". 

Google Preferred Site

Ti potrebbe interessare

videovideo