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Garlasco, il processo a Sempio e la revisione di Stasi sono collegati | Tutte le tappe possibili

Le vite di Stasi e Sempio si intrecciano in un delicato puzzle, tra la revisione del condannato per il delitto di Garlasco e il processo del nuovo indagato

07 Mag 2026 - 19:02
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È il 27 maggio la prima data utile per capire che direzione prenderà il procedimento penale a carico di Andrea Sempio, unico indagato con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato nel giallo dell'uccisione di Chiara Poggi. Da giovedì 7 maggio, data in cui la procura di Pavia ha chiuso ufficialmente le indagini e ha reso disponibile alle parti interessate il fascicolo dell'inchiesta, il 38enne ha infatti 20 giorni per prendere visione degli atti con i suoi legali. Ma, nel frattempo, all'interno dei corridoi della procura generale milanese i togati potrebbero iniziare a muoversi verso una revisione della condanna di Alberto Stasi, l'allora fidanzato della vittima condannato nel 2015 a 16 anni di carcere. Un nodo da sciogliere il più in fretta possibile per evitare non poche problematiche, tra cui l'impossibile convivenza tra due sentenze di condanna incompatibili. 

Cosa succede nei prossimi 20 giorni: le possibili mosse di Sempio e la decisione della procura

 Come stabilito nell'articolo 415 bis del Codice di procedura penale, dal momento della notifica della chiusura dell'indagine i sospettati hanno 20 giorni di tempo per visionare gli atti, depositare memorie difensive, chiedere di essere interrogati dagli inquirenti o sollecitare nuove indagini. I legali di Andrea Sempio hanno già anticipato l'intenzione di chiedere che il 38enne venga sentito nuovamente in procura, dopo che durante la convocazione del 6 maggio il loro assistito ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Allo scadere delle tre settimane scarse, la procura deciderà se richiedere l'archiviazione del procedimento o il rinvio a giudizio, e quindi il processo, per Andrea Sempio.

La revisione di Stasi: chi decide e quando è attesa la decisione

 Nel frattempo, toccherà alla procura generale di Milano decidere se cogliere o meno la sollecitazione degli inquirenti pavesi riguardo a una possibile revisione della condanna a carico di Alberto Stasi. Come già emerso dall'incontro il 24 aprile - tra la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, l'avvocato generale Lucilla Tontodonati e il procuratore pavese Fabio Napoleone - la procura incaricata delle indagini sul delitto di Garlasco aveva informato la pg che con la chiusura della nuova inchiesta avrebbe trasmesso le carte agli uffici milanesi. Questo con l'obiettivo di spingere nella direzione di un'eventuale istanza di revisione del processo che ha portato alla condanna di Alberto Stasi. La stessa procuratrice meneghina Nanni aveva spiegato che lo studio delle carte non sarebbe stato "né facile né breve". Automatico dunque prevedere che, da oggi a una eventuale decisione sulla revisione, passerà del tempo.

Il delicato incastro tra revisione e processo, per evitare il paradosso impossibile

 Ci sono però ancora numerosi risvolti da chiarire. Per primo, se la procura generale deciderà di presentare la richiesta direttamente o se lo farà tramite un parere da affiancare a una richiesta presentata dalla difesa Stasi. I legali dell'allora fidanzato di Chiara Poggi, come anticipato ieri a Realpolitik, starebbero seriamente valutando di chiedere la revisione della condanna. E, in parallelo, la sospensione della pena di carcerazione per Alberto Stasi in attesa del giudizio di revisione. Per quanto riguarda le tempistiche dell'eventuale (ma ancora non certo) processo a carico di Sempio, la procura di Pavia dovrà con ogni probabilità attendere che si chiuda l'iter di revisione prima di portare le accuse di fronte a una giuria. Si rischierebbe infatti una situazione ben oltre i limiti del paradossale, in cui viene portato davanti al gup il presunto unico colpevole di un omicidio che ha già un altro condannato. Per di più con una sentenza passata in giudcato.

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