Speciale Il delitto di Garlasco
Svolta nell'inchiesta

Chiuse le indagini sul dleitto di Garlasco, la procura: "Sempio uccise Chiara con odio" | A Milano gli atti per la revisione del processo di Stasi

Notificata all'indagato il 415 bis, secondo i pm avrebbe ammazzato Poggi dopo un'avance rifiutata

07 Mag 2026 - 17:53
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La Procura di Pavia ha chiuso le indagini sul delitto di Garlasco nei confronti di Andrea Sempio, ritenendo sia il responsabile dell'omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto del 2007. Sempio allora aveva 19 anni ed era uno dei più cari amici del fratello della vittima. Secondo i pm, il movente sarebbe legato al rifiuto a un'avance da parte del ragazzo che, probabilmente con un martello, l'ha poi colpita almeno 12 volte. Le aggravanti contestate sono la crudeltà e i motivi abietti. La notifica della chiusura dell'inchiesta è arrivata ad Andrea Sempio. 

Lo comunica il procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone, in una nota. Nel comunicato Napoleone aggiunge che "provvederà" a inoltrare alla Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, "l'atto contestato" al 38enne nel corso dell'interrogatorio del 6 maggio 2026 che è "illustrativo e riassuntivo" delle nuove prove raccolte con la riapertura delle "indagini" sul caso, sin dal 2016-2017, per valutare un'istanza di revisione della condanna per Alberto Stasi.

Com'è stata uccisa Chiara Poggi: la nuova dinamica dell'omicidio secondo la procura

 Dopo una iniziale colluttazione, stando a quanto ha specificato la procura pavese, Sempio avrebbe colpito reiteratamente la vittima con un corpo contundente prima alla fronte e negli zigomi, facendola cadere a terra. Dopo l'avrebbe trascinata verso la porta della cantina e, l'avrebbe colpita con altri tre-quattro colpi alla testa. Successivamente avrebbe spinto - continuano gli investigatori nel documento di conclusione delle indagini - il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina dove, nonostante Chiara fosse già incosciente, l'avrebbe colpita con almeno 4-5 colpi nella regione parieto-occipitale sinistra provocando gravi lesioni cranio encefaliche. Sarebbero state queste a causare la morte di Chiara.

A Sempio è contestato l'aggravante di aver agito con crudeltà verso la vittima in considerazione "dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto". Inoltre la procura accusa Sempio anche dell'aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale. Accuse che, se confermate in dibattimento, potrebbero comportare una condanna all'ergastolo

Cosa succede adesso: la revisione, il processo a Sempio e il paradosso del "doppio colpevole"

 Da questo momento, l'indagato ha 20 giorni per prendere visione degli atti, depositare memorie, chiedere un interrogatorio o sollecitare nuove indagini. I suoi legali hanno già anticipato l'intenzione di chiedere di rendere interrogatorio davati agli inquirenti. Successivamente, la procura deciderà se richiedere l'archiviazione o il rinvio a giudizio. Nel frattempo, toccherà alla procura generale di Milano decidere se cogliere o meno la sollecitazione degli inquirenti pavesi riguardo a una possibile revisione della condanna a carico di Alberto Stasi. Come già emerso dall'incontro il 24 aprile - tra la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, l'avvocato generale Lucilla Tontodonati e il procuratore pavese Fabio Napoleone - quest'ultimo aveva informato la pg che con la chiusura della nuova inchiesta a carico di Sempio avrebbe trasmesso le carte per spingere nella direzione di un'eventuale istanza di revisione del processo alla Corte d'Appello di Brescia.

La procuratrice meneghina Nanni aveva spiegato che lo studio delle carte non sarebbe stato "né facile né breve". Facile dunque prevedere che, da oggi a una eventuale decisione sulla revisione, passerà del tempo. Da chiarire anche se la procura generale deciderà di presentare la richiesta direttamente o se lo farà tramite un parere da affiancare a una richiesta presentata dalla difesa Stasi. I legali dell'unico condannato per l'omicidio di Chiara Poggi, come anticipato ieri a Realpolitik, starebbero seriamente valutando di chiedere la revisione della condanna di Alberto Stasi e in parallelo la sospensione della pena di carcerazione in attesa del giudizio di revisione. Per quanto riguarda le tempistiche dell'eventuale (ema ancora non certo) processo a carico di Sempio, la procura di Pavia dovrà con ogni probabilità attendere che si chiuda l'iter di revisione prima di portare le accuse di fronte a una giuria. Sarebbe una situazione infatti paradossale portare davanti al gup il presunto unico colpevole di un omicidio che ha già un condannato in via definitiva. 

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