L'Italia guarda ancora verso Garlasco. Dopo la chiusura dell'inchiesta bis emerge un dettaglio in particolare: ciò che potrebbe determinare chi sia stato l'omicida di Chiara Poggi arriva dalle analisi sulle impronte lasciate dalle scarpe sulla scena del crimine.L'indagine mette in fila una serie di analisi tecniche a sostegno della tesi che sia stato Andrea Sempio. Per i pm di Pavia, sulla base delle nuove consulenze depositate con accertamenti integrativi nell'inchiesta chiusa definitivamente dopo un anno e mezzo, è "compatibile" con il suo piede anche l'impronta del killer, quella di scarpa con suola a pallini, sulla scena del crimine.
"L’avviso di fine indagini è totalmente sovrapponibile al precedente". Questo il commento dell’avvocato Liborio Cataliotti, che con la collega Angela Taccia difende Sempio. Vero, il capo di incolpazione resta invariato rispetto agli elementi presentati lo scorso maggio. Tuttavia, gli approfondimenti tecnici sull'impronta del piede a calzata 42 sembrano andare in direzione di Sempio.
Nel comunicato della procura di Pavia si legge infatti che gli accertamenti sulle calzature "non consentono di sostenere l'esistenza di un'incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Andrea Sempio e la traccia di scarpa oggetto di analisi". Anche per l'anatomopatologa Cristina Cattaneo ciò è possibile dato che, sotto il profilo medico, la mancata corrispondenza tra quell'impronta e l'attuale piede di Sempio equivale ad un "incremento ponderale nel tempo che può aumentare larghezza e lunghezza del piede".
Secondo il legale della difesa, Liborio Cataliotti, quest'ipotesi non è credibile: "Prendiamo atto, ma ci sono due testimoni che dichiarano come Sempio, all'epoca, calzasse già il numero 44".
