Chiesto ancora il ricongiungimento

Famiglia nel bosco, il neuropsichiatra dei genitori: "Catherine è solo esasperata"

Per Tonino Cantelmi è necessario restituire alla coppia i tre piccoli, da mesi in casa-famiglia. A L'Aquila cambio al vertice del tribunale dei minori

03 Feb 2026 - 19:53
 © Italy Photo Press

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Catherine Birmingham è "esasperata e preoccupata". Sono questi gli aggettivi scelti dal neuropsichiatra Tonino Cantelmi per descrivere la mamma dei tre bimbi che con lei e con il marito Nathan Trevallion vivevano nei boschi di Palmoli e che lo scorso novembre sono stati affidati a una casa-famiglia.

La posizione di Cantelmi: "Riunire la famiglia è necessario"

 Cantelmi, dirigente psichiatra degli Istituti fisioterapici ospitalieri di Roma, è stato nominato proprio dalla coppia anglo-australiana come perito di parte in vista delle perizie psicologiche a cui devono sottoporsi su ordine del tribunale per i minorenni dell'Aquila per verificare se possano riacquistare la potestà genitoriale. Per lo psicoterapeuta il ricongiungimento tra i bimbi di 8 e 6 anni e i genitori è "necessario". E sarebbe importante ricostruire al più presto l'unità familiare.

Il Comitato difesa minori: "Lo Stato non si sostituisca alla famiglia"

 In linea con le posizioni del neuropsichiatra anche il Comitato #difesaminori, che oggi da Palmoli ha sollecitato nuovamente una revisione dell'istituto dell'affidamento dei minori ai servizi sociali. "Il principio fondamentale deve essere quello dello Stato al servizio dei cittadini e di sostegno alla famiglia", ha dichiarato a LaPresse il portavoce Nico Liberati. "Lo Stato non deve sostituirsi alla famiglia naturale, bensì aiutarla, limitando in modo esplicito la facoltà dei servizi sociali di assumere funzioni sostitutive della genitorialità ai soli casi di massima gravità".

Cambia la presidente del tribunale dei minori

 Intanto c'è stato un cambio al vertice del tribunale per i minorenni dell'Aquila. Il Consiglio superiore della magistratura ha nominato come nuova presidente Nicoletta Orlandi, già giudice della sezione minorile presso la Corte d'appello della stessa città. Una scelta dovuta dalla scadenza del mandato di otto anni di Cecilia Angrisano, che ha occupato quel ruolo dal 2017 e che dallo scorso novembre si è occupata attivamente proprio del caso della famiglia nel bosco. Un coinvolgimento che le è costato insulti e minacce di morte via web. 

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