Famiglia nel bosco, davanti allo psichiatra i genitori aprono a scuola e vaccini
La coppia però rivuole ricongiungersi con i bambini che secondo loro, in questi mesi, hanno maturato rabbia e mostrato disagio verso i genitori
© Da video
Un incontro positivo, nel quale i coniugi Trevallion, la famiglia nel bosco di Palmoli (Chieti), hanno ribadito da un lato le loro convinzioni e dall'altra hanno confermato i passi avanti fatti da qualche tempo verso le richieste della procura dei minori. Scuola e salute in particolare: è stata infatti accolta ad esempio la maestra a casa per ovviare alle lacune formative dei bimbi mentre Catherine e Nathan hanno manifestato l’intenzione di completare il ciclo vaccinale sui figli.
Lo riporta il Corriere della Sera, sottolineando che durante il colloquio di due ore e mezza con la psichiatra Simona Ceccoli, nominata dai giudici, i due coniugi abbiano parlato senza filtri né timori, messi a loro agio dalle capacità di ascolto dell'esperta e che, grazie anche ai due traduttori presenti, hanno potuto intraprendere un discorso compiuto sugli obiettivi e ideali di vita. Presenti all'incontro anche gli avvocati della coppia, Marco Femminella e Danila Solinas, più il consulente e psichiatra Tonino Cantelmi.
I figli più di ogni altra cosa
Il cuore dell’incontro ha riguardato una lenta e dettagliata esposizione del loro credo naturale e dei loro imperativi affettivi, con i figli, il modo di crescerli e le loro esigenze quotidiane sono la cosa che più interessa a Nathan e Catherine Trevallion. Ed è seguendo questa strada che i due coniugi potrebbero, forse, raggiungere l’intesa auspicata con i magistrati. Che finora non hanno fatto altro che applicare le norme riguardo ai diritti dei minori. Infatti, ora, la coppia anglo-australiana, trasferitasi in Abruzzo dopo il Covid, ha ribadito di voler ascoltare le esigenze dei figli e di non rifiutare le indicazioni dei giudici a priori.
I bimbi stanno diventando violenti
I Trevallion hanno però sottolineato alla Ceccoli che i tempi per invertire la rotta sono sempre più stretti. I bimbi, in questi mesi, hanno maturato rabbia e mostrato rivendicazioni, irritandosi per piccole cose e manifestando disagio verso i genitori, soprattutto il padre. Per questo avrebbero spuntato un impegno a fare presto, scrive il Corriere, prima ancora dei tre mesi previsti dal Tribunale. Poi tutto dipenderà dagli avvocati che potranno riproporre o meno l'istanza di ricongiungimento al Tribunale. Intanto, la prossima settimana è previsto un nuovo incontro e la speranza, per tutti, è che si riveli proficuo come quest'ultimo.
