Famiglia nel bosco, i genitori denunciano l'assistente sociale: "Mancata imparzialità"
Secondo gli avvocati di Nathan e Catherine Trevallion l'atteggiamento della curatrice sarebbe cambiato dopo la decisione di trasferire i bambini
18.05 FAMIGLIA NEL BOSCO, INCONTRO CON AVVOCATI SRV © Da video
Alla vigilia di una perizia decisiva, il caso della famiglia nel bosco si arricchisce di un nuovo capitolo. A due giorni dall'avvio dell'accertamento sulle capacità genitoriali di Nathan e Catherine Trevallion, la difesa dei genitori passa all'attacco e mette formalmente in discussione l'operato dei servizi sociali. Gli avvocati hanno presentato un esposto contro l’assistente sociale nominata dal Tribunale come curatrice dei diritti dei tre figli minori.
Secondo quanto riportato dal "Corriere della Sera", la denuncia è stata inoltrata sia all'Ordine professionale degli assistenti sociali sia all'ente regionale da cui dipende l'ufficio del Comune di Palmoli, dove la specialista presta servizio. Nel documento, i legali contestano una presunta mancanza di imparzialità nello svolgimento dell'incarico. Secondo la famiglia, l'atteggiamento della curatrice sarebbe cambiato in modo netto dopo la decisione di trasferire i bambini, assumendo toni apertamente ostili. L'assistente sociale viene accusata di aver gestito il mandato con superficialità, limitandosi, a detta dei difensori, a cinque incontri complessivi con i genitori e i figli, un numero giudicato insufficiente per garantire una valutazione realmente terza.
A sollevare ulteriori perplessità è anche l'esposizione mediatica della professionista, che nei primi mesi della vicenda avrebbe rilasciato diverse interviste, comportamento ritenuto inopportuno data la delicatezza del caso. Ora la palla passa alla stessa assistente sociale, che dovrà valutare se fare un passo indietro. Non è escluso, tuttavia, che sia il Tribunale a intervenire direttamente con un provvedimento di revoca.
Sulle criticità dell’intera gestione interviene anche lo psichiatra consulente della famiglia, che invita alla cautela ma non nasconde le sue perplessità. Dopo aver esaminato il documento dell'Autorità garante per l'infanzia sul prelevamento dei minori, parla di contraddizioni evidenti e di una conduzione che avrebbe allungato inutilmente il tempo del dolore. "Serve una riflessione seria su come i servizi hanno affrontato questa vicenda" osserva, sottolineando anche i ritardi tecnici che stanno prolungando l’attesa della perizia.
Nel fronte critico si inserisce infine una voce inattesa: quella di suor Anna Egidia Catenaro, avvocata e presidente dell'associazione Avvocatura in Missione. In una lettera aperta indirizzata alla garante per l'infanzia Marina Terragni, la religiosa accusa duramente il Tribunale dell'Aquila per il provvedimento di allontanamento dei tre bambini, chiede la revoca immediata della tutrice Palladino per presunte dichiarazioni pubbliche inappropriate e punta il dito contro i servizi sociali, colpevoli di non aver sostenuto la famiglia.
