Oggi l'autopsia

Morte Domenico, il primario indagato: "La vittima sono io, buttati 11 anni di vita "

Il chirurgo Guido Oppido ha ribadito la sua innocenza e ha ricordato: "Ho operato tremila bambini, aiutavo le famiglie"

03 Mar 2026 - 12:55
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"Sono io la vittima. Non merito di essere trattato così". È con queste parole che Guido Oppido, primario di cardiochirurgia al Monaldi di Napoli, ha difeso il suo operato, finito sotto la lente degli inquirenti nell'ambito dell'inchiesta sulla morte del piccolo Domenico. "Io so solamente che le cose le ho fatte bene", ha detto Oppido, tra gli indagati - a titolo colposo - per la morte del bimbo di 2 anni e 3 mesi, deceduto il 21 febbraio dopo un trapianto di cuore fallito e due mesi di coma.

I nodi da sciogliere: "Ne parlerò con i giudici"

 È il Corriere a riportare le parole del medico, proprio nel giorno in cui è in programma l'inizio dell'incidente probatorio che ha l'obiettivo di accertare cosa sia successo all'interno della sala operatoria del Monaldi il 23 dicembre scorso. I dati al momento sono pochi: un cuore arrivato da Bolzano in un frigo da spiaggia, completamente congelato a causa dell'utilizzo di ghiaccio secco; un'operazione iniziata senza prima accertarsi delle condizioni dell'organo da impiantare (almeno secondo il racconto di alcuni infermieri presenti); un reparto di ospedale in cui Oppido non sembrava farsi benvolere dai suoi collaboratori. "Di tutte queste belle cose ne parleremo con i giudici", si è limitato a commentare il primario. 

Il primario: "Buttati 11 anni, ho solo aiutato le famiglie"

 "Ho buttato 11 anni della mia vita per operare i bambini qui in Campania. Tremila ne ho operati. Tremila", ci ha tenuto a specificare Oppido, segnalando la sua lunga esperienza nella chirurgia cardiologica. Per poi passare all'attacco: "Tutto questo lo sto passando perché ho provato ad aiutare i figli degli altri. Voi giornalisti mi state rovinando la vita. Avete distrutto la mia vita".

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