BALDISSERO D'ALBA

Cuneo, il fratello dell'uomo che ha sparato e ucciso un ladro: "È un bravo ragazzo, la passione per le armi gliel'ha passata papà"

"La pistola la utilizzava al poligono per il tiro al piattello", aggiunge il fratello di Roberto Mollo, Giuseppe. Il 35enne ora è indagato a piede libero

21 Set 2026 - 08:32
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 © Da video/Ansa

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"È un bravissimo ragazzo. Aveva preso questa passione - quella delle armi, ndr - da mio padre". A parlare, in un'intervista rilasciata a La Stampa, è Giuseppe Mollo, fratello del 35enne Roberto Mollo che, nella notte tra sabato e domenica a Baldissero D'Alba, in provincia di Cuneo, ha sparato a uno dei ladri che si era intrufolato nella sua proprietà, uccidendolo. Le parole del fratello dell'uomo, ora indagato a piede libero e che teme di vivere lo stesso iter giudiziario di Mario Roggero, sono dense di ansia e preoccupazione. "Mio fratello dice che era una legge italiana ingiusta, che il gioielliere non doveva finire in carcere. E adesso ha paura di fare la sua stessa fine", afferma Giuseppe. 

Giuseppe Mollo: "Lo hanno sorpreso in pieno sonno"

 Secondo quanto emerso finora, nella notte tra sabato e domenica il 35enne sarebbe rincasato dopo aver partecipato a un evento. "Mio fratello è uscito per andare a una festa a Gallo d'Alba. Da solo, con la sua auto. Ha incontrato là degli amici. È tornato all'una e trenta e si è messo a letto", ha affermato Giuseppe. Soltanto mezz'ora dopo - erano circa le due - Roberto avrebbe udito dei suoni che gli hanno fatto presumere che qualcuno stesse tentando di forzare la porta d'ingresso della cascina. "Per questo si è così spaventato. Ha avuto molta paura. Lo hanno sorpreso in pieno sonno", racconta. 

Lo sparo

 Dopo essere stato sorpreso in pieno sonno, Roberto si sarebbe alzato e avrebbe preso la pistola per poi esplodere il colpo rivelatosi poi fatale a uno dei ladri, l'albanese Gjovalin Lazri. "Mi ha detto che si è alzato, ha preso la pistola ed è corso sul balcone. Ha sparato da là", racconta Giuseppe. Subito dopo, secondo quanto ricostruito, Roberto avrebbe quindi chiamato i carabinieri e l'ambulanza. "È un bravissimo ragazzo. Ha lavorato tanti anni come meccanico, ma era felice di aver cambiato mestiere. Gli piace guidare, fare l'autista. Guida e si prende cura delle bestie. Non fa altro. Aveva preso questa passione da mio padre", afferma Giuseppe. 

L'arma regolarmente detenuta

 Roberto Mollo ha sparato con un'arma regolarmente detenuta. "La utilizzava per il tiro al piattello, andava a farlo due o tre volte all'anno. Anche mio padre aveva delle armi. Ma sempre regolarmente denunciate. Mio fratello aveva il permesso di detenzione. La teneva in quella cascina che stava ristrutturando, era diventata la sua nuova casa da pochi mesi", racconta Giuseppe. "È giù. Molto giù. Piange. Non fa altro che tormentarsi. 'Ho sbagliato', ripete. 'Ho sbagliato'. Era molto spaventato quando ha sentito che stavano forzando la porta. Ha reagito in preda al panico. Ha sparato nel buio, non si vedeva niente. Ma non doveva andare così", conclude il fratello dell'uomo. 

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